09/11/2015
 Messaggero Veneto
  
 Chi vince tanto viene travolto
  
 

«Paradossalmente è preferibile la condizione di chi stenta ad arrivare in fondo al mese rispetto a chi vince 5 milioni al gioco»: va controcorrente il dottor Rolando De Luca, che cura le dipendenze dal gioco nel centro Agita di Campoformido. Anziché l’allegria generale sollevata dall’eccezionale vincita al “10 e Lotto” al bar Sport di Mortegliano, De Luca manifesta preoccupazione. Dati mondiali alla mano e forte di un’esperienza diretta su alcune di queste persone, il terapeuta avverte che chi, abituato a un normale stipendio, si trova improvvisamente con una somma esorbitante, rischia la rovina personale, di relazione ed economica.

De Luca fa il caso di molti ex internati morti per aver mangiato all’improvviso un pasto normale. «Come finire sotto un camion di diamanti – esemplifica ancora -: preziosi sì, ma l’investito non si salva. Tutti si dicono sicuri di sapere come gestire una somma così grande, invece solo una minima parte ci riesce. Non voglio fare del malaugurio, ma mi preoccupa più il vincitore di tanti soldi che colui che si indebita al gioco». Su quest’ultimo si riesce a fare un recupero, grazie alla vicinanza dei familiari e alla solidarietà di chi ci è già passato – queste le modalità con cui il centro Agita riesce a restituire a una vita dignitosa chi si era rovinato con l’azzardo -. Per chi diventa ricchissimo da un giorno all’altro è meno facile. «Ce lo insegna la nostra terra, il Friuli: ciò che si conquista con fatica e impegno è duraturo, mentre – pensiamo ai “figli di papà” – i tanti soldi facili portano alla rovina. Si perde il lavoro, si scardinano le famiglie, in 5 o 10 anni ci si trova distrutti. L’azzardo, da qualunque parte lo si guardi, è un pericolo e un dramma sociale enorme».

Scritto da: P.B.