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BINGO: UN GIOCO D'AZZARDO PER LE FAMIGLIE ITALIANE

 
Tra rischio per la ricchezza nazionale e nuova tassazione sulla povertà
Scheda a cura di dr. Maurizio Fiasco
Dopo il lotto "via telefono", le scommesse e le puntate al casinò attraverso le connessioni ad internet dal personal computer - tutte soluzioni che fanno varcare al rito dell'azzardo le porte delle abitazioni domestiche - si torna a riproporre una maniera di consumo collettivo.
Simile alla grande piazza delle riffe paesane, ecco che anche in Italia tra breve si giocherà al Bingo, detto anche "tombola americana". Come molte novità che traversano l'oceano dagli States, lo scenario si presenta kolossal, e l'emozione si prova inseguendo i numeri estratti in una delle grandi sale da gioco di diversa taglia: da 50 a 400-550 posti per altrettanti partecipanti. Le previsioni indicano un gettito annuo di almeno 3000 miliardi di lire. Ovviamente l'iniziativa è accompagnata dall'apologia delle conseguenze attese, che oltre al vantaggio per l'Erario consisteranno - addirittura - in 50 mila "posti di lavoro" (nell'arco di cinque anni).
Lasciamo stare la cifra "sparata", con riguardo all'occupazione, calcolo che viene smentito da una semplice suddivisione del monte giocate per il numero dei "posti": sarebbe come poter ottenere un lavoratore occupato in più ogni 60milioni di lire giocate, proporzione talmente risibile da non richiedere commento.
In questo caso l'argomento "forte" proposto è la promozione di forme di socialità, di occasioni d'incontro e di comunicazione all'insegna dell'ottimismo, che si sposa con la semplicità delle regole, l'ambiente di specchi e di luce, la vicinanza tra la pulsione e l'esempio, grazie all'immediatezza dell'incasso delle vincite che replicherà agli astanti l'accessibilità della fortuna. Non manca il richiamo ad esempi edificanti di altri paesi, tra cui la Gran Bretagna, dove - parrebbe - il giocatore medio è una donna di circa 50 anni che si reca a giocare una o più volte la settimana. Dalle virtù un tempo celebrate della massaia (la saggia e oculata amministrazione del budget familiare, l'esempio del programmare la spesa passo dopo passo) ai nuovi stili e ai nuovi miti con cui la donna, essenzialmente quella che si cura della casa, contribuisce alla coesione della famiglia. Giocando al Bingo, di mattina, tra l'accompagnamento dei figlia a scuola alla preparazione della cena.
Le regole del gioco sono in perfetta coerenza con il marketing teso ad estendere la schiera dei giocatori. Per tale ragione la vincita non dev'essere progressiva, come nel caso della tradizionale tombola, dove dall'ambo si passa al terno, quindi alla quaterna e alla cinquina. L'aspettativa è invece immediatamente concentrata sui cinque numeri allineati (appunto, la cinquina) e poi con l'estrazione di tutti e quindici numeri trascritti nella cartella.
Le vincite sono però frequenti, anche se le somme non sono molto alte, e la riscossione è immediata. Non si deve frapporre alcun passaggio razionale, alcun tempo per riflettere e valutare. Si passa alla tornata seguente, senza il disturbo arrecato dai pochi spiccioli di un ambo, che nelle tombolate natalizie interrompe il ritmo, lascia spazio a commenti e a battute divertite e rallenta il flusso del denaro messo in gioco. Il Bingo ha una scansione assai più serrata poiché non si può permettere niente di quella promessa "socialità" allestita nella grande sala dove siedono decine di giocatori.
Il punto di forza della tecnica di gioco è dato dalla percezione di facile accesso alla vincita, che genererà - com'è facile prevedere di fronte alla frustrazione per un obiettivo "a portata di mano, ma non raggiunto" - una nuova leva di scommettitori compulsivi: soprattutto negli strati sociali più poveri

Bingo, per casalinghe e pensionati

 

Lo scenario programmato (1):

         420 sale da gioco da 1000 mq ciascuna (da 500 clienti)

         900 miliardi d’investimento per tecnologie:

200000 sedie, 25000 tavoli, 20000 monitor, 20000 p.c., 1000 stampanti, 120000 punti luce, 1500 display, 800 estrattori automatici

Lo scenario programmato (2):

        Un milione di giocatori ogni giorno

         13000 occupati

         5000 miliardi di incassi

         1000 miliardi di entrate per lo stato

         Soggetti interessati:

Alberghi, sale giochi, discoteche, cinematografi, sale dedicate

La promessa e il ballo delle cifre sull’occupazione

Queste le prime dichiarazioni. Mano a mano che si avvicinava la scadenza della gara per le concessioni, le cifre promesse sono lievitate, fino all’inverosimile:

 “Subito 17 mila lavoratori per le prime 420 sale; raddoppieranno nel 2002; altre 50 mila unità da impiegare nella ristorazione, bar, servizi di nursery, bingostore, pulizie. Quindi capisala e addetti al servizio del pubblico, oltre agli esperti software e computer, che dovranno gestire il sistema elettronico delle giocate: ovvero fino a 40 persone per sala”. (Dichiarazione di una delle società concorrenti, 27 febbraio 2001).

Ma agli aspiranti gestori il ridimensionamento è netto:

Dalla brochure di una delle società che hanno preparato le domande degli aspiranti gestori

Posti sala = 300

N°estrazioni giornaliere: 64

N° cartelle acquistate per cliente: 3

N° dipendenti: 17

N° ore apertura sala: 16

N° gg apertura sala all’anno: 300

INCASSO ANNUO PER SALA: 51 MILIARDI E 840 MILIONI, DI CUI 9,430 DI UTILE

Dunque 17 dipendenti per 420 sale, il totale è 7140 (per 800 sale si arriva a 13.600)

Per tale risultato, replicato per il totale delle sale in Italia, si dovrebbero muovere

- 21.772 MLD (420 sale)

-  41.720 MLD (800 sale)

Cosa significa?

a) Che la stima è iperbolica

b) Che il dirottamento di reddito è sottaciuto

In ogni caso la sproporzione tra volume d’affari e occupazione è inaccettabile per ogni tipo di azione di sostegno all’impiego: nessun indirizzo di politica economica avallerebbe una così inefficiente allocazione delle risorse.

Lo scenario "non programmato" - 1

         Allargamento della platea di giocatori compulsivi

         Dirottamento di reddito di strati deboli della popolazione

         Coinvolgimento di casalinghe (55-70%)

         Disseminazione dei punti di richiamo per la criminalità predatoria attratta dal contante delle sale del Bingo

Lo scenario "non programmato" - 2

         Opportunità d’investimento di operatori esteri dell’azzardo

         Distorsione dei prezzi dei pubblici esercizi

         Prestito usurario ai nuovi giocatori compulsivi

         Alterazione delle funzioni d’uso delle strade dove hanno sede i Bingo

         Degrado di luoghi destinati alla socialità

·        Aggirato il divieto di legge a istituire sale da gioco d’azzardo attraverso i Bingo, ovvero l’apertura di minicasinò “di quartiere”

 
Le sale bingo saranno situate:
- in zone ad alta densità di popolazione
- facilmente raggiungibili
- dotate d'ampi parcheggi
 
Le sale bingo:
- avranno una superficie minima di seicento mq (con possibilità d'ampliamento)
- avranno almeno trecento posti a sedere
- saranno aperte sei giorni su sette (comunque tutti i giorni festivi)
- l'ingresso sarà consentito ai minori (se accompagnati)
- saranno possibili servizi di ristorazione e somministrazione di bevande
 
Il numero delle concessioni è di ottocento; di queste sono già state rilasciate quattrocentoventi; le restanti trecentottanta saranno rilasciate in una fase successiva. La durata della concessione è di sei anni.
Riepilogo:
Friuli V.G. 9
Trentino A.A. 6
Lazio 41
Basilicata 3
Piemonte 32
Veneto 33
Campania 38
Calabria 11
Abruzzo 9
Emilia Rom. 31
Liguria 13
Sicilia 32
Molise 2
Marche 11
Lombardia 7
Sardegna 10
Puglia 25
Toscana 29
Valle d'Aosta 1
Umbria 7