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Nel corso degli ultimi anni il gioco d'azzardo
è diventato anche in Italia un'attività di massa d'enormi
proporzioni economiche (nell'anno 2000 tra gioco legale
ed illegale si giocheranno, nel nostro paese, oltre
cinquantamila miliardi di lire) e sociali. Se è vero
che il gioco d'azzardo non è una pratica moderna, è
altrettanto vero che negli ultimi decenni (particolarmente
nei paesi industrializzati più avanzati) è in costante
e forte espansione.Secondo recenti ricerche oltre l'ottanta
per cento della popolazione italiana dedica attenzione
al gioco d'azzardo. Nel complesso i dati disponibili
individuano nell'uno-tre per cento della popolazione
adulta l'incidenza del gioco patologico. Per confrontarsi
sulle strategie terapeutiche e di auto aiuto che consentano
ai giocatori d'azzardo e alle loro famiglie di raggiungere,
mantenere l'astinenza dal gioco d'azzardo e riscontrare
a lungo termine risultati positivi ha avuto luogo a
Campoformido (Ud) Sabato sedici dicembre 2000 il primo
convegno nazionale su:
"AUTO AIUTO E TERAPIA PER I GIOCATORI
D'AZZARDO E LE LORO FAMIGLIE: ESPERIENZE E PROSPETTIVE
IN ITALIA"
Organizzato da A.GIT.A. l'associazione
degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie che
ha sede a Campoformido (Ud), patrocinato dalla Regione
Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Campoformido (Ud)
e da ALEA (Associazione per lo studio del gioco d'azzardo
e dei comportamenti a rischio) è stato inaugurato dall'Assessore
Regionale alla sanità della Regione Friuli Venezia Giulia
Renzo Tondo, dal Presidente della Commissione Sanità
dr Giovanni Castaldo e dal Sindaco di Campoformido (Ud)
On. Pietro Fontanini. Il Signor Marco Rizzi Presidente
di A.GIT.A, l'associazione degli ex giocatori d'azzardo
e delle loro famiglie di Campoformido (Ud), ha introdotto
il tema parlando delle finalità e degli obiettivi di
un'associazione per ex giocatori d'azzardo e loro famiglie.In
particolare l'Associazione intende promuovere il cambiamento
dello stile di vita delle persone dipendenti da gioco
d'azzardo e delle loro famiglie, nonché favorirne il
reinserimento nell'ambito lavorativo e nel tessuto sociale.
Coordinatore del convegno è stato il dr Riccardo Zerbetto
Presidente di ALEA, l'associazione per lo studio del
gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio con sede
a Siena. Sono seguite diverse relazioni.
- Il dr Bernardo Spazzapan, Dirigente
Responsabile del Dipartimento per le dipendenze dell'A.S.S.
n.2 "Isontina" di Gorizia, ha incentrato la sua relazione
sul gioco d'azzardo patologico nella Regione Friuli
Venezia Giulia.
- Il dr Rolando De Luca Psicologo e Psicoterapeuta,
responsabile dal 1995 dell'èquipe terapeutica di Campoformido
(Ud), ha parlato dei risultati ottenuti dai tre gruppi
e dalla comunità terapeutica per giocatori d'azzardo
e le loro famiglie di Campoformido (Ud), in cui sono
attualmente coinvolte oltre un centinaio di persone.
- Il Sig.Federico Cobelli,collaboratore
della S.I.I.Pa.C.,si è soffermato sull'approccio multimodale
al trattamento del gioco patologico in corso a Bolzano.
- La dott.sa Daniela Capitanucci,psicologa
del Servizio per giocatori problematici dell'A.S.L.
della Provincia di Varese, ha focalizzato l'intervento
con particolare riferimento al ruolo del Servizio Pubblico
nella costruzione della rete nel trattamento del gioco
d'azzardo problematico.
- Il Sig.Paolo Dallago,referente dell'Associazione
A.M.A. di Trento, ha parlato del gruppo di auto aiuto
per giocatori d'azzardo dell'associazione AMA di Trento
costituito dal dicembre 1999.
- La sig.ra Laura Salgarolo si è soffermata
sulla nascita di un gruppo di auto aiuto per giocatori
d'azzardo e le loro famiglie avvenuta nell'aprile 1999
e promossa dall'Associazione di volontariato San Giacomo
di Verona
- Il Signor Vito Zironi ha relazionato
sull'attivazione di un gruppo di auto aiuto per giocatori
d'azzardo all'interno dei programmi di trattamento della
Comunità Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia.
- Un rappresentante dei Giocatori Anonimi
ha ampiamente illustrato l'offerta della rete di sostegno
per le persone che vogliono smettere di giocare d'azzardo.
- Diversi ex giocatori d'azzardo e loro
familiari hanno portato la loro personale esperienza
sull'uscita dal tunnel del gioco, sul cambio di stile
di vita e sui percorsi di cambiamento intrapresi.
- Il dr Mauro Croce,vicepresidente di
ALEA,ha concluso i lavori. I partecipanti al convegno,
con decisione unanime, hanno approvato un comunicato
in cui si è sottolineato il rilevante diffondersi del
gioco d'azzardo evidenziando, tra l'altro, l'urgenza
di recepire l'indicazione dell'OMS che vede nel gioco
d'azzardo compulsivo una forma morbosa chiaramente identificata
e che, in assenza di misure idonee di prevenzione e
informazione, può rappresentare, a causa della sua diffusione,
un'autentica malattia sociale.
Alla fine relatori, ex giocatori e loro
familiari hanno partecipato ad un pranzo offerto da
A.GIT.A e dalle Associazioni del Comune di Campoformido
(Ud): ciò ha permesso a tutti di condividere le diverse
esperienze maturate nei gruppi di terapia ed auto aiuto.
Nel tardo pomeriggio ha avuto luogo l'assemblea
annuale di ALEA.
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