Libro Il Fallimento piu riuscito della mia vita
 
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Rivista di Psichiatria Vol. 36, N. 1, gennaio/febbraio 2001

 

Uno studio preliminare su un campione di giocatori

 
L'azzardo patologico
 

 

 

Gianni Savron, Paolo Pitti
Dipartimento di Psicologia, Università di Bologna

Rolando De Luca
Responsabile del Centro per ex giocatori d'azzardo e le loro famiglie di Campoformido(Ud).


I presupposti

Il Gioco d'Azzardo (GA) appare profondamente radicato nella natura umana, tanto che ricerche archeologiche e antropologiche ne hanno testimoniato l'ubiquità in ogni epoca, stato sociale e cultura.
Negli ultimi anni, in tutto il mondo, il gioco d'azzardo è diventato un'attività di enorme rilevanza economica e di notevoli proporzioni sociali, ed anche in Italia il GA e/o lo scommettere in generale (corse, lotterie, ecc.) rappresentano una pratica in forte espansione; non di meno, tale attività ha inevitabilmente condotto ad un incremento di soggetti che, dedicandovisi, sono precipitati nel vortice del Gioco d'Azzardo Patologico (GAP).
Una difficoltà riscontrata da coloro che si sono occupati del gioco d'azzardo è stata il definire in maniera esaustiva cosa fosse un giocatore e quando il gioco diventasse malattia; infatti, in letteratura, i giocatori che scommettevano con frequenza e perdevano grosse somme di denaro sono stati classificati in vario modo. Si è parlato di "giocatori patologici", di "giocatori compulsivi", di "giocatori dipendenti" e, più recentemente, il DSM-IV ha definito il gioco d'azzardo patologico come un comportamento persistente, ricorrente e maladattivo di gioco che compromette le attività personali, familiari o lavorative; l'ICD-10 lo ha inserito tra i disturbi delle abitudini e degli impulsi. Guerreschi invece ha proposto una classificazione dei giocatori d'azzardo in sei tipologie ben definite: giocatori compulsivi con sindrome da dipendenza; giocatori inadeguati senza sindrome da dipendenza; giocatori sociali costanti; giocatori sociali adeguati; giocatori antisociali; giocatori professionisti non patologici.
La prevalenza tra la popolazione adulta del GAP è 1-3%; esso risulta più comune tra familiari e parenti di giocatori ed in soggetti con un basso grado di istruzione rispetto alla popolazione generale; ha un esordio post-adolescenziale e più frequentemente nel sesso maschile, mentre nelle femmine manifesta una insorgenza più tardiva.
Custer ha posto in rilievo come il gioco d'azzardo patologico esprima un disturbo progressivo inquadrabile in definite fasi di sviluppo e comuni a quasi tutti i giocatori, con importanti ripercussioni finanziarie e sociali sugli stessi interessati e sulle loro famiglie; inoltre, vari autori hanno riportato l'associazione fra GAP e depressione, ipomania, disturbo bipolare, impulsività, abuso di sostanze (alcol, sostanze psicoattive), disturbi di personalità (antisociale, narcisistico, borderline), deficit dell'attenzione con iperattività, disturbo da attacchi di panico con o senza agorafobia, disturbi fisici associati allo stress (ulcera peptica, ipertensione arteriosa).
Nella letteratura italiana non vi sono studi controllati che abbiano valutato le caratteristiche psicopatologiche dei GAP; abbiamo quindi voluto indagare le differenze esistenti fra un campione di giocatori d'azzardo patologici ed un gruppo di soggetti normali di controllo utilizzando strumenti di misurazione di provata affidabilità, nonché verificare l'utilizzo della South Oaks Gambling Screen (SOGS) quale test di screening per i giocatori d'azzardo patologici.

I risultati

La ricerca ha risposto a due scopi: verificare il possibile utilizzo anche nel nostro paese del test di screening (SOGS) per il gioco d'azzardo e fornire un quadro delle caratteristiche psicologiche del giocatore d'azzardo.
Il SOGS si è dimostrato uno strumento valido, ad elevata specificità e sensibilità, nel discriminare i giocatori patologici rispetto ad una popolazione di non giocatori ed un ulteriore interessante studio potrebbe indagare se lo strumento sia in grado di discriminare fra giocatori patologici e giocatori abituali non patologici.
In merito alla personalità del giocatore, i risultati emersi da un lato confermano precedenti studi e dall'altro aggiungono nuove informazioni, dalle quali emerge come i GAP, rispetto ad un gruppo di soggetti non giocatori, siano individui più ansiosi, depressi, ostili e con maggiori sintomi somatici. Essi appaiono pratici e freddi, poco sensibili ai rinforzi sociali, impulsivi e propensi a ricercare forti stimolazioni e novità ma tendenti a mascherare e inibire verbalmente le proprie paure, le emozioni e i sentimenti. La maggiore sensibilità ai sintomi ansiosi ed il maggiore distress, unitamente al maggiore distacco sociale, potrebbero essere i fattori predisponenti sia allo sviluppo di gravi disturbi ansiosi e depressivi, che all'abuso di droghe e ai tentativi di suicidio, rischi già posti in evidenza da numerosi studi.
Cloninger (nella descrizione delle due dimensioni di personalità: elevata ricerca di novità e bassa dipendenza dalla ricompensa) ascrive tratti di impulsività, curiosità, incostanza, ricerca del pericolo, aggressività, competitività iperattività, impazienza, estroversione e spensieratezza, inquadrabili nel cluster antisociale, istrionico, passivo-aggressivo, ossessivo e schizoide; tali disturbi di personalità, pur non essendo stati diagnosticati nel nostro campione, perché non presi in considerazione dal disegno sperimentale e dagli scopi della ricerca, confermerebbero da un lato i nostri dati e quelli della letteratura e dall'altro rappresenterebbero un ulteriore fattore di rischio.
La fortissima espansione del gioco d'azzardo e la sempre maggiore accessibilità a vari tipi di gioco probabilmente comporteranno una maggiore esposizione delle persone a tali situazioni, contribuendo con ciò ad aumentare l'incidenza del gioco d'azzardo patologico in individui più vulnerabili, con le prevedibili gravi conseguenze in ambito personale, familiare e sociale.
Per concludere, nonostante il numero non elevato di soggetti (49 più 49 di controllo), lo studio ha permesso da un lato di identificare uno strumento affidabile (SOGS) per l'individuazione dei soggetti con diagnosi di gioco d'azzardo patologico e dall'altro di inquadrare le caratteristiche psicopatologiche (elevato distress, sensibilità ansiosa, inibizione emotiva, ostilità, impulsività e distacco affettivo) e gli strumenti utili all'identificazione dei soggetti a rischio e predisposti a sviluppare il disturbo.


(tratto da Rivista di Psichiatria Vol. 36, N. 1, gennaio/febbraio 2001,
Il Pensiero Scientifico Editore, Roma)