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Lo scenario programmato (1):
420 sale da gioco da 1000 mq ciascuna (da 500 clienti)
900 miliardi d’investimento per tecnologie:
200000 sedie, 25000 tavoli, 20000 monitor, 20000 p.c., 1000 stampanti, 120000 punti luce, 1500 display, 800 estrattori automatici
Lo
scenario programmato (2):
Un milione di giocatori ogni giorno
13000 occupati
5000 miliardi di incassi
1000 miliardi di entrate per lo stato
Soggetti interessati:
Alberghi, sale giochi, discoteche,
cinematografi, sale dedicate
La promessa e il ballo delle
cifre sull’occupazione
Queste
le prime dichiarazioni. Mano a mano che si avvicinava la scadenza
della gara per le concessioni, le cifre promesse sono lievitate,
fino all’inverosimile:
“Subito 17 mila lavoratori per le prime 420
sale; raddoppieranno nel 2002; altre 50 mila unità da impiegare
nella ristorazione, bar, servizi di nursery, bingostore, pulizie.
Quindi capisala e addetti al servizio del pubblico, oltre agli esperti
software e computer, che dovranno gestire il sistema elettronico
delle giocate: ovvero fino a 40 persone per sala”. (Dichiarazione
di una delle società concorrenti, 27 febbraio 2001).
Ma agli aspiranti gestori il ridimensionamento è netto:
Dalla
brochure di una delle società che hanno preparato le domande degli
aspiranti gestori
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Posti sala = 300
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N°estrazioni giornaliere: 64
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N° cartelle acquistate per cliente: 3
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N° dipendenti: 17
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N° ore apertura sala: 16
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N° gg apertura sala all’anno: 300
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INCASSO ANNUO PER SALA: 51 MILIARDI E 840 MILIONI, DI CUI 9,430
DI UTILE
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Dunque
17 dipendenti per 420 sale, il totale è 7140 (per 800 sale si arriva
a 13.600)
Per
tale risultato, replicato per il totale delle sale in Italia, si
dovrebbero muovere
- 21.772 MLD (420 sale)
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41.720 MLD (800 sale)
Cosa
significa?
a)
Che la stima è iperbolica
b)
Che il dirottamento di reddito è sottaciuto
In
ogni caso la sproporzione tra volume d’affari e occupazione è inaccettabile
per ogni tipo di azione di sostegno all’impiego: nessun indirizzo
di politica economica avallerebbe una così inefficiente allocazione
delle risorse.
Lo
scenario "non programmato" - 1
Allargamento della platea di giocatori compulsivi
Dirottamento di reddito di strati deboli della popolazione
Coinvolgimento di casalinghe (55-70%)
Disseminazione dei punti di richiamo per la criminalità predatoria attratta dal contante delle
sale del Bingo
Lo
scenario "non programmato" - 2
Opportunità d’investimento di operatori esteri dell’azzardo
Distorsione dei prezzi dei pubblici esercizi
Prestito usurario ai nuovi giocatori compulsivi
Alterazione delle funzioni d’uso delle strade dove hanno sede i Bingo
Degrado di luoghi destinati alla socialità
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Aggirato il divieto
di legge a istituire sale da gioco d’azzardo attraverso i Bingo,
ovvero l’apertura di minicasinò “di quartiere”
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