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Report a cura di Alba Russo - redazione sul Lunedì - 24 Febbraio 2003
CARITAS DIOCESANE DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA (Concordia-Pordenone, Gorizia, Trieste, Udine)
Con il patrocinio di:
Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia
Provincia di Udine
Comune di Campoformido (UD)
Alea

     
AUTO AIUTO E TERAPIA PER I GIOCATORI D'AZZARDO
E LE LORO FAMIGLIE: ESPERIENZE E PROSPETTIVE IN ITALIA

3°CONVEGNO NAZIONALE
SABATO 14 DICEMBRE 2002 - ORE 9:00
Partecipano:
- Rolando De Luca
- A.GIT.A. Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie Campoformido (Ud)
- Riccardo Zerbetto – Presidente di ALEA (Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio)
- Mauro Croce – Vicepresidente di ALEA
- Massimo Clerici – Presidente della SICAD (Societa’ Italiana per lo studio dei comportamenti di abuso e dipendenza)
- Bernardo Spazzan – Dipartimento per le dipendenze Gorizia
- Daniela Capitanucci -SSer.T Varese, Rete dei Ser.T lombardi
- Vito Zironi - Associazione Onlus, Centro Sociale Papa Giovanni XXIII - Reggio Emilia
- Paolo Dallago - Associazione A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto) Trento
- Sergio Stagnitta - Progetto Infoazzardo - Roma
- Ernestina Cariello - Dipartimento delle dipendenze U.O. Dipendenze da sostanze legali - Trieste
- Luciano Zanferrari - Associazione Auto Aiuto per giocatori d’azzardo S. Giacomo - Verona
     
Segreteria organizzativa:

A.GIT.A. - Campoformido (UD)
telefono: 0432 728639
fax: 0432 728548
e-mail agita@sosazzardo.it
Sito internet http://www.sosazzardo.it

     
Negli ultimi il gioco d’azzardo è diventato anche in Italia un’attività di massa di enormi proporzioni economiche e sociali.
E’ ormai assodato che la prevalenza del gioco è strettamente correlata all’accessibilità delle attività di gioco, l’esperienza olandese ne è un chiaro esempio: a seguito della liberalizzazione del gioco d’azzardo la dipendenza è aumentata tanto da avere il primato, superando le dipendenze da sostanze. Ad oggi ricerche olandesi rilevano che i 2/3 delle dipendenze sono da gioco d’azzardo patologico.
Secondo recenti studi l’80% della popolazione italiana dedica attenzione al gioco d’azzardo. Nel complesso i dati disponibili individuano nell’1-3% della popolazione adulta l’incidenza del gioco d’azzardo patologico.

I partecipanti al convegno, con decisione unanime, hanno dichiarato il loro impegno a rivolgersi alle massime autorità istituzionali per:

- sottolineare il rilevante diffondersi di comportamenti orientati verso forme di gioco d’azzardo nelle società economicamente evolute,
- il vertiginoso diffondersi di forme di gioco d’azzardo anche nelle modalità promosse dallo stesso Governo,
- sottolineare l’urgenza di recepire l’indicazione della OMS che vede nel gioco d’azzardo compulsivo una forma morbosa, chiaramente identificata e che, in assenza di misure idonee d’informazione e prevenzione può rappresentare, a causa della sua diffusione, un’autentica malattia sociale,
- richiedere una riflessione più ampia sulla destinazione dei fondi ricavati dalle attività di gioco, per i quali si suggeriscono finalità sociali, culturali, di ricerca su progetti d’eccellenza,
-richiamare in particolare l’attenzione sul fenomeno del video-poker e delle sale bingo che, stando all’esperienza e alla legislazione di altri Paesi europei, richiede urgenti atti normativi per contenere i potenziali di rischio.

E’ stata inoltre sottolineata l’importanza e l’urgenza di esercitare un forte stimolo nei confronti delle autorità governative affinchè riconoscano i potenziali di rischio collegato al diffondersi di tali comportamenti.
Tutto ciò può essere realizzato attraverso azioni propositive (campagne d’informazione, sensibilizzazione e prevenzione) tese a promuovere un’adeguata cultura del gioco che ne valorizzi le potenzialità senza sottovalutarne le componenti di rischio.
E’ altresì importante realizzare una rete di referenti in ambito istituzionale, privato-sociale e libero professionale in grado di contenere aspetti problematici legati al gioco d’azzardo.
La maggior parte delle esperienze di trattamento riportate al convegno risentono della massiccia presenza di casinò e sale gioco presenti nella zona (alta concentrazione di casinò italiani e facile accessibilità ai casinò sloveni).
Risulta pertanto importante (specialmente in queste zone) promuovere iniziative di aggiornamento destinate agli operatori delle agenzie di gioco (casinò, sale giochi, sale bingo, bar, ricevitorie) affinchè possano intervenire in prima istanza nel contenimento delle forme autodistruttive di gioco, coerentemente alla filosofia del “gioco responsabile” già adottata in alcuni paesi europei, anche con il sostegno degli stessi gestori delle attività di gioco.

Dalle varie esperienze avviate negli ultimi anni emergono alcuni dati interessanti.

I dati epidemiologici emersi dall’attività clinica nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia:

- Stato civile: il 65% dei giocatori sono sposati mentre il 35% non lo sono

-Titolo di studio: il 3% e’ in possesso della licenza elementare, il 48% della licenza media, il 45% di diploma superiore e il 4% di laurea

- Abitudini relative al gioco: il 51% sono giocatori di casinò, il 21% alle corse ai cavalli, il 15% al lotto, il 13% ai video-poker

-Età: il 7% ha meno di trenta anni, il 14% dai trenta ai quaranta anni, il 51% dai quaranta ai cinquanta anni, il 22% dai cinquanta ai sessanta anni, il 6% più di sessanta anni.
Emerge quindi un’età media piuttosto elevata e questo fa ritenere che i giocatori e le famiglie chiedono aiuto dopo esperienze di gioco d’azzardo protratte nel tempo.

- Sesso: l'’85% dei giocatori è di sesso maschile, il 15% femminile, (la percentuale di donne giocatrici secondo le statistiche nazionali e’ del 25%)

- Professione: il 73% sono lavoratori autonomi, il 27% lavoratori dipendenti. Da notare che non ci sono disoccupati.

- Frequenza: il 71% dei giocatori partecipano ai gruppi di terapia accompagnati dai familiari, il 5% partecipa senza la presenza dei familiari, mentre il 24% è rappresentato da familiari che partecipano al gruppo senza il giocatore d’azzardo.
Quest’ultimo dato fa pensare che le famiglie sentono ugualmente la necessità di partecipare ai gruppi.

- Uso di alcol, tabacco, sostanze psicotrope: il dato che maggiormente si impone è che il 90% dei giocatori d’azzardo è dipendente da tabacco, il 15% fa uso di alcol (almeno tre volte la settimana), mentre l’uso di una o più sostanze psicotrope riguarda il 3%.

- Percentuale d’abbandono: il 30% dei giocatori abbandonano la terapia e questo avviene in prima o in seconda seduta. Questi riprendono tutti a giocare.

Altri dati:

- Su 5000 famiglie con un membro che soffre di dipendenza da gioco d’azzardo patologico, solo 10 chiedono aiuto, di queste 10 solo una o due portano a termine il trattamento (terapeutico o di auto-aiuto).
- La richiesta di aiuto ai servizi preposti al trattamento del gioco d’azzardo patologico avviene nel 67% dei casi da parte dei familiari e solo nel 33% da parte dei giocatori.
- Il picco massimo di abbandoni da parte dei familiari che seguono un trattamento di gruppo, sia esso terapeutico o di auto aiuto, avviene dopo 2-3 sedute.
- I familiari (in particolare i partner) sono convinti di poter controllare il giocatore e la sua patologia, sono certi di vedere cose che altri, compreso il terapeuta, non vedono.
- E’ frequente un atteggiamento di sfiducia rispetto alla possibilità di riuscita di qualsiasi trattamento.
- Si verifica sempre più spesso un aumento di casi di familiari in trattamento senza la presenza del giocatore.
- I familiari dei giocatori d’azzardo patologici manifestano spesso segnali di depressione, mentre sembra non esserci riscontro sul rischio di suicidio da parte del giocatore.
- I figli dei giocatori d’azzardo patologici non manifestano alcuna compulsione al gioco, o a altre dipendenze, tuttavia è frequente riscontrare in questi soggetti una forte reticenza a formare nuclei familiari, c’è la tendenza a sposarsi ma non a fare figli.

Può essere utile comparare i dati fin qui illustrati con quelli relativi ad un’altra area geografica.

Esperienza dei gruppi dell’Associazione Papa Giovanni XXIII
L’Associazione è impegnata in campo sociale, da anni si occupa delle problematiche legate alle dipendenze.
Da Giugno 2000 si occupa del Coordinamento Nazionale dei Gruppi per il Gioco d’Azzardo Compulsivo, facendo da ponte tra i gruppi di auto aiuto e i gruppi terapeutici (gruppi psicoeducativi).
Ad oggi sono operativi gruppi a Modena e a Reggio Emilia
I dati epidemiologici che emergono dall’attività clinica degli ultimi due anni:
159 contatti telefonici (33% giocatori, 67% familiari)
72 colloqui motivazionali
58 giocatori patologici inseriti nel gruppo
37 familiari di giocatori inseriti nel gruppo
- Sesso: prevalenza maschile
- Età: tra i trenta e i cinquanta anni
- Condizione socio-economica:buona
- Abitudini relative al gioco: 80% sono giocatori di video-poker
- Altre dipendenze: la maggior parte dei giocatori non presenta altre dipendenze oltre a quella da gioco patologico, alcuni dei giocatori in trattamento hanno problemi di dipendenza da tabacco e alcol.

Si riscontra chiaramente che alcuni dati non presentano rilevanti differenze, mentre altri danno un quadro profondamente diverso.
Questo conferma, ancora una volta, che la prevalenza di gioco è strettamente correlata all’accessibilità.


CAMBIAMENTI DELLO SCENARIO DEI GIOCHI D’AZZARDO

E’ importante sottolineare quali sono i cambiamenti avventi negli ultimi anni nello scenario dei giochi d’azzardo proposti:

VELOCITA’: i giochi sono veloci e immediati (a differenza dei giochi tradizionali caratterizzati dalla LENTEZZA), si pensi al bingo che ha sostituito la vecchia tombola.

CONSUMO: i giochi si esauriscono nel breve arco di tempo (giocate brevi) in modo da favorire giocate successive.

SOLITUDINE: i giochi d’azzardo proposti non presuppongono SOCIALITA’.

TECNOLOGIA: i casinò on line sono oltre 800, tra i giochi più diffusi i video-poker: una competizione tra uomo e macchina.

BASSA SOGLIA DI ACCESSO: i casinò e le sale da gioco sono ormai in massima parte a bassa soglia.

SEMPLICITA’: i giochi proposti non richiedono alcuna abilità. Si tratta di giochi di fortuna, dove il risultato è determinato esclusivamente dalla sorte.

RISCOSSIONE IMMEDIATA: la riscossione delle vincite è immediata, aumenta la probabilità di investire l’introito della vincita in una nuova giocata.

Da queste considerazioni emerge che il fenomeno non risulta in decremento, al contrario, considerate le offerte di gioco sempre più aggressive ed elevate (non ultima l’apertura di centinaia di sale per il gioco del bingo su tutto il territorio nazionale) diventa ogni giorno più preoccupante.
Risulta pertanto indispensabile promuovere e sviluppare programmi di prevenzione e trattamento attraverso la costituzione di reti territoriali.