Negli ultimi il gioco dazzardo
è diventato anche in Italia unattività
di massa di enormi proporzioni economiche e sociali.
E ormai assodato che la prevalenza del gioco è
strettamente correlata allaccessibilità delle
attività di gioco, lesperienza olandese ne
è un chiaro esempio: a seguito della liberalizzazione
del gioco dazzardo la dipendenza è aumentata
tanto da avere il primato, superando le dipendenze da
sostanze. Ad oggi ricerche olandesi rilevano che i 2/3
delle dipendenze sono da gioco dazzardo patologico.
Secondo recenti studi l80% della popolazione italiana
dedica attenzione al gioco dazzardo. Nel complesso
i dati disponibili individuano nell1-3% della popolazione
adulta lincidenza del gioco dazzardo patologico.
I partecipanti al convegno, con decisione unanime,
hanno dichiarato il loro impegno a rivolgersi alle massime
autorità istituzionali per:
- sottolineare il rilevante diffondersi di comportamenti
orientati verso forme di gioco dazzardo nelle
società economicamente evolute,
- il vertiginoso diffondersi di forme di gioco dazzardo
anche nelle modalità promosse dallo stesso Governo,
- sottolineare lurgenza di recepire lindicazione
della OMS che vede nel gioco dazzardo compulsivo
una forma morbosa, chiaramente identificata e che, in
assenza di misure idonee dinformazione e prevenzione
può rappresentare, a causa della sua diffusione,
unautentica malattia sociale,
- richiedere una riflessione più ampia sulla
destinazione dei fondi ricavati dalle attività
di gioco, per i quali si suggeriscono finalità
sociali, culturali, di ricerca su progetti deccellenza,
-richiamare in particolare lattenzione sul fenomeno
del video-poker e delle sale bingo che, stando allesperienza
e alla legislazione di altri Paesi europei, richiede
urgenti atti normativi per contenere i potenziali di
rischio.
E stata inoltre sottolineata limportanza
e lurgenza di esercitare un forte stimolo nei
confronti delle autorità governative affinchè
riconoscano i potenziali di rischio collegato al diffondersi
di tali comportamenti.
Tutto ciò può essere realizzato attraverso
azioni propositive (campagne dinformazione, sensibilizzazione
e prevenzione) tese a promuovere unadeguata cultura
del gioco che ne valorizzi le potenzialità senza
sottovalutarne le componenti di rischio.
E altresì importante realizzare una rete
di referenti in ambito istituzionale, privato-sociale
e libero professionale in grado di contenere aspetti
problematici legati al gioco dazzardo.
La maggior parte delle esperienze di trattamento riportate
al convegno risentono della massiccia presenza di casinò
e sale gioco presenti nella zona (alta concentrazione
di casinò italiani e facile accessibilità
ai casinò sloveni).
Risulta pertanto importante (specialmente in queste
zone) promuovere iniziative di aggiornamento destinate
agli operatori delle agenzie di gioco (casinò,
sale giochi, sale bingo, bar, ricevitorie) affinchè
possano intervenire in prima istanza nel contenimento
delle forme autodistruttive di gioco, coerentemente
alla filosofia del gioco responsabile già
adottata in alcuni paesi europei, anche con il sostegno
degli stessi gestori delle attività di gioco.
Dalle varie esperienze avviate negli ultimi anni emergono
alcuni dati interessanti.
I dati epidemiologici emersi dallattività
clinica nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia:
- Stato civile: il 65% dei giocatori sono sposati mentre
il 35% non lo sono
-Titolo di studio: il 3% e in possesso della
licenza elementare, il 48% della licenza media, il 45%
di diploma superiore e il 4% di laurea
- Abitudini relative al gioco: il 51% sono giocatori
di casinò, il 21% alle corse ai cavalli, il 15%
al lotto, il 13% ai video-poker
-Età: il 7% ha meno di trenta anni, il 14% dai
trenta ai quaranta anni, il 51% dai quaranta ai cinquanta
anni, il 22% dai cinquanta ai sessanta anni, il 6% più
di sessanta anni.
Emerge quindi unetà media piuttosto elevata
e questo fa ritenere che i giocatori e le famiglie chiedono
aiuto dopo esperienze di gioco dazzardo protratte
nel tempo.
- Sesso: l'85% dei giocatori è di sesso
maschile, il 15% femminile, (la percentuale di donne
giocatrici secondo le statistiche nazionali e
del 25%)
- Professione: il 73% sono lavoratori autonomi, il
27% lavoratori dipendenti. Da notare che non ci sono
disoccupati.
- Frequenza: il 71% dei giocatori partecipano ai gruppi
di terapia accompagnati dai familiari, il 5% partecipa
senza la presenza dei familiari, mentre il 24% è
rappresentato da familiari che partecipano al gruppo
senza il giocatore dazzardo.
Questultimo dato fa pensare che le famiglie sentono
ugualmente la necessità di partecipare ai gruppi.
- Uso di alcol, tabacco, sostanze psicotrope: il dato
che maggiormente si impone è che il 90% dei giocatori
dazzardo è dipendente da tabacco, il 15%
fa uso di alcol (almeno tre volte la settimana), mentre
luso di una o più sostanze psicotrope riguarda
il 3%.
- Percentuale dabbandono: il 30% dei giocatori
abbandonano la terapia e questo avviene in prima o in
seconda seduta. Questi riprendono tutti a giocare.
Altri dati:
- Su 5000 famiglie con un membro che soffre di dipendenza
da gioco dazzardo patologico, solo 10 chiedono
aiuto, di queste 10 solo una o due portano a termine
il trattamento (terapeutico o di auto-aiuto).
- La richiesta di aiuto ai servizi preposti al trattamento
del gioco dazzardo patologico avviene nel 67%
dei casi da parte dei familiari e solo nel 33% da parte
dei giocatori.
- Il picco massimo di abbandoni da parte dei familiari
che seguono un trattamento di gruppo, sia esso terapeutico
o di auto aiuto, avviene dopo 2-3 sedute.
- I familiari (in particolare i partner) sono convinti
di poter controllare il giocatore e la sua patologia,
sono certi di vedere cose che altri, compreso il terapeuta,
non vedono.
- E frequente un atteggiamento di sfiducia rispetto
alla possibilità di riuscita di qualsiasi trattamento.
- Si verifica sempre più spesso un aumento di
casi di familiari in trattamento senza la presenza del
giocatore.
- I familiari dei giocatori dazzardo patologici
manifestano spesso segnali di depressione, mentre sembra
non esserci riscontro sul rischio di suicidio da parte
del giocatore.
- I figli dei giocatori dazzardo patologici non
manifestano alcuna compulsione al gioco, o a altre dipendenze,
tuttavia è frequente riscontrare in questi soggetti
una forte reticenza a formare nuclei familiari, cè
la tendenza a sposarsi ma non a fare figli.
Può essere utile comparare i dati fin qui illustrati
con quelli relativi ad unaltra area geografica.
Esperienza dei gruppi dellAssociazione Papa Giovanni
XXIII
LAssociazione è impegnata in campo sociale,
da anni si occupa delle problematiche legate alle dipendenze.
Da Giugno 2000 si occupa del Coordinamento Nazionale
dei Gruppi per il Gioco dAzzardo Compulsivo, facendo
da ponte tra i gruppi di auto aiuto e i gruppi terapeutici
(gruppi psicoeducativi).
Ad oggi sono operativi gruppi a Modena e a Reggio Emilia
I dati epidemiologici che emergono dallattività
clinica degli ultimi due anni:
159 contatti telefonici (33% giocatori, 67% familiari)
72 colloqui motivazionali
58 giocatori patologici inseriti nel gruppo
37 familiari di giocatori inseriti nel gruppo
- Sesso: prevalenza maschile
- Età: tra i trenta e i cinquanta anni
- Condizione socio-economica:buona
- Abitudini relative al gioco: 80% sono giocatori di
video-poker
- Altre dipendenze: la maggior parte dei giocatori non
presenta altre dipendenze oltre a quella da gioco patologico,
alcuni dei giocatori in trattamento hanno problemi di
dipendenza da tabacco e alcol.
Si riscontra chiaramente che alcuni dati non presentano
rilevanti differenze, mentre altri danno un quadro profondamente
diverso.
Questo conferma, ancora una volta, che la prevalenza
di gioco è strettamente correlata allaccessibilità.
CAMBIAMENTI DELLO SCENARIO DEI GIOCHI DAZZARDO
E importante sottolineare quali sono i cambiamenti
avventi negli ultimi anni nello scenario dei giochi
dazzardo proposti:
VELOCITA: i giochi sono veloci e immediati (a
differenza dei giochi tradizionali caratterizzati dalla
LENTEZZA), si pensi al bingo che ha sostituito la vecchia
tombola.
CONSUMO: i giochi si esauriscono nel breve arco di
tempo (giocate brevi) in modo da favorire giocate successive.
SOLITUDINE: i giochi dazzardo proposti non presuppongono
SOCIALITA.
TECNOLOGIA: i casinò on line sono oltre 800,
tra i giochi più diffusi i video-poker: una competizione
tra uomo e macchina.
BASSA SOGLIA DI ACCESSO: i casinò e le sale
da gioco sono ormai in massima parte a bassa soglia.
SEMPLICITA: i giochi proposti non richiedono
alcuna abilità. Si tratta di giochi di fortuna,
dove il risultato è determinato esclusivamente
dalla sorte.
RISCOSSIONE IMMEDIATA: la riscossione delle vincite
è immediata, aumenta la probabilità di
investire lintroito della vincita in una nuova
giocata.
Da queste considerazioni emerge che il fenomeno non
risulta in decremento, al contrario, considerate le
offerte di gioco sempre più aggressive ed elevate
(non ultima lapertura di centinaia di sale per
il gioco del bingo su tutto il territorio nazionale)
diventa ogni giorno più preoccupante.
Risulta pertanto indispensabile promuovere e sviluppare
programmi di prevenzione e trattamento attraverso la
costituzione di reti territoriali.
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