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Il convegno ha permesso il confronto e lo scambio tra
le realtà che a diverso titolo offrono programmi
di trattamento per giocatori d'azzardo.
Rispetto agli anni precedenti colpisce il numero considerevole
di enti ausiliari del privato sociale che, nel corso
degli ultimi tempi, si sono attivati per dare risposta
al problema del gioco d'azzardo patologico.
Questo dato riporta ad considerazione ormai assodata,
e purtroppo ancora aperta: lo scarso interesse da parte
delle pubbliche amministrazioni affinché vengano
creati servizi di consulenza e di aiuto per i giocatori
d'azzardo e per i loro familiari e avviati programmi
di trattamento specifici nei servizi pubblici (servizi
delle dipendenze e servizi di salute mentale).
In particolare questa scarsa sensibilità rispetto
al problema sembra farsi sentire nelle regioni del centro-sud,
dove gli unici spazi di ascolto e di sostegno sono in
prevalenza frutto dell'associazionismo e del privato
sociale.
Da queste premesse i partecipanti al convegno, con
decisione unanime, hanno manifestato l'intenzione di
rivolgersi alle massime Autorità Istituzionali
con il presente comunicato per:
- sottolineare il rilevante diffondersi di comportamenti
orientati verso forme di gioco d'azzardo nelle società
economicamente evolute,
- constatare, per quanto riguarda in particolare il
nostro paese, il vertiginoso diffondersi di forme di
gioco d'azzardo anche nelle modalità promosse
dallo stesso Governo,
- sottolineare l'urgenza di recepire l'indicazione della
OMS che vede nel gioco d'azzardo compulsivo una forma
morbosa chiaramente identificata e che, in assenza di
misure idonee di informazione e prevenzione, può
rappresentare, a causa della sua diffusione, un'autentica
malattia sociale.
E' emersa inoltre la necessità di proporre azioni
che incidano con tempestività ed efficacia sull'attuale
scenario nazionale, da realizzarsi attraverso l'Associazione
ALEA che si propone come organismo ampiamente rappresentativo
delle realtà associative e scientifiche dell'ambito
delle dipendenze, della psicoterapia e del counselling.
Tali azioni, definite dai rappresentanti delle diverse
realtà impegnate nel trattamento del gioco d'azzardo
patologico, dovrebbero muoversi in una direzione di
sensibilizzazione, prevenzione e di promozione di una
corretta cultura del gioco, da realizzarsi attraverso
il raccordo tra pubblico e privato sociale.
Nello specifico:
- esercitare un forte stimolo nei confronti delle Autorità
Governative affinché riconoscano i potenziali
di rischio collegato al diffondersi di tali comportamenti
in fasce d'età tradizionalmente non esposte,
- promuovere un'adeguata cultura del gioco che ne valorizzi
le potenzialità senza sottovalutarne le componenti
di rischio attraverso campagne di informazione, sensibilizzazione
e prevenzione da comportamenti inadeguati rivolti in
modo particolare alla popolazione giovanile,
- realizzare una rete di referenti in ambito istituzionale,
privato-sociale e libero professionale in grado di contenere
aspetti problematici già evidenziati e che potrebbero
ulteriormente crescere in prospettiva,
- istituire o potenziare un numero verde a livello nazionale
che copra le 24 ore composto da professionisti in grado
di dare assistenza telefonica a situazioni di difficoltà,
informazioni corrette sul tema specifico, riferimenti
ad altri numeri in sede locale collegati alla rete d'interventi
di prevenzione e cura,
- avviare iniziative di aggiornamento per operatori
già impegnati in ambiti consimili per dare risposta
in tempi brevi anche a queste nuove forme di abuso,
- stimolare iniziative di aggiornamento destinate agli
operatori delle agenzie di gioco affinché possano
intervenire in prima istanza nel contenimento di forme
autodistruttive di gioco.
Le esperienze presentate e discusse dai partecipanti
al convegno hanno stimolato il confronto e la riflessione
tra enti e professionalità, tra approcci, metodologie
e paradigmi differenti, accomunati da un unico obiettivo:
offrire una risposta di aiuto a coloro che si trovano
nella penosa e complessa condizione derivante dal gioco
d'azzardo patologico.
Particolarmente numerosa la presenza di realtà
e di servizi del Nord Italia, questo dato si spiega
con la stretta relazione esistente tra offerta di gioco
e sviluppo di comportamenti problematici: ad una maggiore
offerta di gioco, corrisponde una altrettanto maggiore
propensione allo sviluppo di patologia e ad una conseguente
urgenza/necessità a fornire risposte di aiuto.
Se è vero che negli ultimi anni si è assistito
ad una massiccia diffusione di "mini casinò"
(video poker) che si trovano ormai dappertutto, è
altrettanto vero che laddove l'offerta di gioco risulta
più variegata: video poker, sale scommesse, sale
bingo, ricevitorie e casinò veri e propri, è
ancora più probabile rimanere vittime del fascino
dell'alea.
Come già accennato, le realtà impegnate
in interventi volti al sostegno e al trattamento del
gioco patologico, risultano essere prevalentemente realtà
del privato sociale. Sembra che per chi subisce il fascino
dell'alea e ne rimane intrappolato, assumendo comportamenti
che sono riconosciuti come comportamenti di addiction
non abbia diritto a trovare spazi di ascolto nelle istituzioni.
Sembra che vi sia a monte una sorta di misconoscimento
del problema, aggravato dal fatto che in una certa misura
il giocatore non fa "rumore", danneggia in
prima istanza se stesso e la sua famiglia, non molto
di più.
Eppure queste considerazioni sono state messe in seria
discussione con l'intervento di Alberto D'Urso, segretario
della consulta nazionale Antiusura, che ha riportato
dati piuttosto allarmanti: il ricorso all'usura per
cause legate al gioco d'azzardo risulta essere tra i
più frequenti.
Il gioco d'azzardo oltre a garantire introiti allo stato
assimilabili a quelli di una manovra finanziaria, alimenta
notevolmente la criminalità, anche attraverso
l'usura.
Cosa c'è di meglio di avere sul "mercato"
denaro "pulito", soggetti incensurati, disposti
a tutto pur di riuscire a sottrarsi alle pressioni dei
debiti che aumentano vertiginosamente, alle minacce
degli usurai, alle situazioni familiari e lavorative
diventate ingestibili?
Le esperienze riportate al convegno sottolineano l'importanza
di interventi specifici, di professionalità competenti,
di un lavoro di integrazione e di rete.
I gruppi di auto aiuto costituiscono un ottimo intervento,
il giocatore trova in essi uno spazio nel quale non
si sente più solo, nel quale condividere la sua
angoscia, ma se da un lato questo aiuta ad accrescere
la consapevolezza, è altresì vero che
non basta a risolvere il problema. E' qui che dovrebbero
entrare "in gioco" i programmi di trattamento
specifici che intervengono con metodologie e professionalità
differenti da quelle proprie dell'auto aiuto.
Gli interventi specialistici quasi sempre si muovono
su più fronti:
- Interventi terapeutici: programmi multimodali che
comprendono colloqui diagnostici di inquadramento della
patologia, psicoterapie individuali e di gruppo per
giocatori e familiari, interventi psico-educativi, servizi
di tutoraggio, assistenza legale, finanziaria,
- Programmi di riduzione del danno nel campo del gioco
problematico,
- Interventi mirati alla promozione e alla tutela dei
diritti civili del giocatore d'azzardo e della sua famiglia,
- Interventi di reinserimento dei giocatori d'azzardo
nel mondo del lavoro e delle professioni, nonché
nella comunità sociale,
- Creazione di sportelli informativi aventi la finalità
di accogliere le richieste di aiuto e di informazione,
- Interventi di prevenzione e sensibilizzazione rivolti
alla popolazione,
- Incontri con i mass-media volti alla sensibilizzazione
e alla diffusione di una corretta informazione,
- Programmi di formazione rivolti agli operatori delle
sale da gioco,
- Organizzazione di seminari specifici sul tema del
gioco e sulle problematiche psicopatologiche rivolti
agli operatori sociali, alle istituzioni, ma anche alla
popolazione generale.
- Costituzione di gruppi di studio e di ricerca sul
gioco d'azzardo e sui comportamenti a rischio,
Da parte dei professionisti impegnati in questo ambito
si riscontra una forte motivazione a promuovere una
corretta cultura del gioco, una cultura che non demonizzi,
ma che sappia riconosce i rischi e le implicazioni derivanti
da questa attività.
Il Convegno annuale di Campoformido costituisce una
preziosa occasione di confronto tra le realtà
nazionali che si occupano di gioco d'azzardo, uno spazio
di riflessione e di scambio, un efficace "termometro
dell'azzardo".
A.GIT.A. dà appuntamento a tutti i partecipanti
per il V° Convegno Nazionale che si terrà
a Campoformido il prossimo dicembre.
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