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Report a cura di Alba Russo
CARITAS DIOCESANE DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA (Concordia-Pordenone, Gorizia, Trieste, Udine)
CONSULTA NAZIONALE ANTIUSURA (O.n.l.u.s.)
Con il patrocinio di:
Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia
Provincia di Udine
Comune di Campoformido (UD)
Alea
- Associazione per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio
     
AUTO AIUTO E TERAPIA PER I GIOCATORI D'AZZARDO
E LE LORO FAMIGLIE: ESPERIENZE E PROSPETTIVE IN ITALIA

4°CONVEGNO NAZIONALE
SABATO 13 DICEMBRE 2003 - ORE 9:00
Rolando De Luca - A.GIT.A. Associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie Campoformido (Ud)
Riccardo Zerbetto - Presidente di ALEA (Associazione per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio)
Mauro Croce - Vicepresidente di ALEA
Alberto D'Urso - Segretario della Consulta Nazionale Antiusura - O.n.l.u.s. Bari
Tazio Carlevaro - Gioco d'azzardo eccessivo: l'esperienza ticinese (Svizzera)
Cesare Guerreschi - Presidente S.I.I.Pa.C. (Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive) di Bolzano
Daniela Capitanucci - Associazione AND (Azzardo Nuove Dipendenze) di Gallarate (Varese)
Umberto Caroni - Associazione "Centro Sociale Papa Giovanni XXIII" di Reggio Emilia e Modena
Paolo Dallago - Associazione A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto) di Trento
Giuseppe Iraci Sareri - Comunità Incontro di Pistoia
Marta Bianchi - Gruppo di Auto Aiuto - Associazione San Giacomo di Verona

     
Segreteria organizzativa:

A.GIT.A. - Campoformido (UD)
telefono: 0432 728639
fax: 0432 728548
e-mail agita@sosazzardo.it
Sito internet http://www.sosazzardo.it

     

Il convegno ha permesso il confronto e lo scambio tra le realtà che a diverso titolo offrono programmi di trattamento per giocatori d'azzardo.
Rispetto agli anni precedenti colpisce il numero considerevole di enti ausiliari del privato sociale che, nel corso degli ultimi tempi, si sono attivati per dare risposta al problema del gioco d'azzardo patologico.
Questo dato riporta ad considerazione ormai assodata, e purtroppo ancora aperta: lo scarso interesse da parte delle pubbliche amministrazioni affinché vengano creati servizi di consulenza e di aiuto per i giocatori d'azzardo e per i loro familiari e avviati programmi di trattamento specifici nei servizi pubblici (servizi delle dipendenze e servizi di salute mentale).
In particolare questa scarsa sensibilità rispetto al problema sembra farsi sentire nelle regioni del centro-sud, dove gli unici spazi di ascolto e di sostegno sono in prevalenza frutto dell'associazionismo e del privato sociale.

Da queste premesse i partecipanti al convegno, con decisione unanime, hanno manifestato l'intenzione di rivolgersi alle massime Autorità Istituzionali con il presente comunicato per:

- sottolineare il rilevante diffondersi di comportamenti orientati verso forme di gioco d'azzardo nelle società economicamente evolute,
- constatare, per quanto riguarda in particolare il nostro paese, il vertiginoso diffondersi di forme di gioco d'azzardo anche nelle modalità promosse dallo stesso Governo,
- sottolineare l'urgenza di recepire l'indicazione della OMS che vede nel gioco d'azzardo compulsivo una forma morbosa chiaramente identificata e che, in assenza di misure idonee di informazione e prevenzione, può rappresentare, a causa della sua diffusione, un'autentica malattia sociale.

E' emersa inoltre la necessità di proporre azioni che incidano con tempestività ed efficacia sull'attuale scenario nazionale, da realizzarsi attraverso l'Associazione ALEA che si propone come organismo ampiamente rappresentativo delle realtà associative e scientifiche dell'ambito delle dipendenze, della psicoterapia e del counselling.
Tali azioni, definite dai rappresentanti delle diverse realtà impegnate nel trattamento del gioco d'azzardo patologico, dovrebbero muoversi in una direzione di sensibilizzazione, prevenzione e di promozione di una corretta cultura del gioco, da realizzarsi attraverso il raccordo tra pubblico e privato sociale.
Nello specifico:
- esercitare un forte stimolo nei confronti delle Autorità Governative affinché riconoscano i potenziali di rischio collegato al diffondersi di tali comportamenti in fasce d'età tradizionalmente non esposte,
- promuovere un'adeguata cultura del gioco che ne valorizzi le potenzialità senza sottovalutarne le componenti di rischio attraverso campagne di informazione, sensibilizzazione e prevenzione da comportamenti inadeguati rivolti in modo particolare alla popolazione giovanile,
- realizzare una rete di referenti in ambito istituzionale, privato-sociale e libero professionale in grado di contenere aspetti problematici già evidenziati e che potrebbero ulteriormente crescere in prospettiva,
- istituire o potenziare un numero verde a livello nazionale che copra le 24 ore composto da professionisti in grado di dare assistenza telefonica a situazioni di difficoltà, informazioni corrette sul tema specifico, riferimenti ad altri numeri in sede locale collegati alla rete d'interventi di prevenzione e cura,
- avviare iniziative di aggiornamento per operatori già impegnati in ambiti consimili per dare risposta in tempi brevi anche a queste nuove forme di abuso,
- stimolare iniziative di aggiornamento destinate agli operatori delle agenzie di gioco affinché possano intervenire in prima istanza nel contenimento di forme autodistruttive di gioco.

Le esperienze presentate e discusse dai partecipanti al convegno hanno stimolato il confronto e la riflessione tra enti e professionalità, tra approcci, metodologie e paradigmi differenti, accomunati da un unico obiettivo: offrire una risposta di aiuto a coloro che si trovano nella penosa e complessa condizione derivante dal gioco d'azzardo patologico.
Particolarmente numerosa la presenza di realtà e di servizi del Nord Italia, questo dato si spiega con la stretta relazione esistente tra offerta di gioco e sviluppo di comportamenti problematici: ad una maggiore offerta di gioco, corrisponde una altrettanto maggiore propensione allo sviluppo di patologia e ad una conseguente urgenza/necessità a fornire risposte di aiuto.
Se è vero che negli ultimi anni si è assistito ad una massiccia diffusione di "mini casinò" (video poker) che si trovano ormai dappertutto, è altrettanto vero che laddove l'offerta di gioco risulta più variegata: video poker, sale scommesse, sale bingo, ricevitorie e casinò veri e propri, è ancora più probabile rimanere vittime del fascino dell'alea.
Come già accennato, le realtà impegnate in interventi volti al sostegno e al trattamento del gioco patologico, risultano essere prevalentemente realtà del privato sociale. Sembra che per chi subisce il fascino dell'alea e ne rimane intrappolato, assumendo comportamenti che sono riconosciuti come comportamenti di addiction non abbia diritto a trovare spazi di ascolto nelle istituzioni.
Sembra che vi sia a monte una sorta di misconoscimento del problema, aggravato dal fatto che in una certa misura il giocatore non fa "rumore", danneggia in prima istanza se stesso e la sua famiglia, non molto di più.
Eppure queste considerazioni sono state messe in seria discussione con l'intervento di Alberto D'Urso, segretario della consulta nazionale Antiusura, che ha riportato dati piuttosto allarmanti: il ricorso all'usura per cause legate al gioco d'azzardo risulta essere tra i più frequenti.
Il gioco d'azzardo oltre a garantire introiti allo stato assimilabili a quelli di una manovra finanziaria, alimenta notevolmente la criminalità, anche attraverso l'usura.
Cosa c'è di meglio di avere sul "mercato" denaro "pulito", soggetti incensurati, disposti a tutto pur di riuscire a sottrarsi alle pressioni dei debiti che aumentano vertiginosamente, alle minacce degli usurai, alle situazioni familiari e lavorative diventate ingestibili?
Le esperienze riportate al convegno sottolineano l'importanza di interventi specifici, di professionalità competenti, di un lavoro di integrazione e di rete.
I gruppi di auto aiuto costituiscono un ottimo intervento, il giocatore trova in essi uno spazio nel quale non si sente più solo, nel quale condividere la sua angoscia, ma se da un lato questo aiuta ad accrescere la consapevolezza, è altresì vero che non basta a risolvere il problema. E' qui che dovrebbero entrare "in gioco" i programmi di trattamento specifici che intervengono con metodologie e professionalità differenti da quelle proprie dell'auto aiuto.
Gli interventi specialistici quasi sempre si muovono su più fronti:
- Interventi terapeutici: programmi multimodali che comprendono colloqui diagnostici di inquadramento della patologia, psicoterapie individuali e di gruppo per giocatori e familiari, interventi psico-educativi, servizi di tutoraggio, assistenza legale, finanziaria,
- Programmi di riduzione del danno nel campo del gioco problematico,
- Interventi mirati alla promozione e alla tutela dei diritti civili del giocatore d'azzardo e della sua famiglia,
- Interventi di reinserimento dei giocatori d'azzardo nel mondo del lavoro e delle professioni, nonché nella comunità sociale,
- Creazione di sportelli informativi aventi la finalità di accogliere le richieste di aiuto e di informazione,
- Interventi di prevenzione e sensibilizzazione rivolti alla popolazione,
- Incontri con i mass-media volti alla sensibilizzazione e alla diffusione di una corretta informazione,
- Programmi di formazione rivolti agli operatori delle sale da gioco,
- Organizzazione di seminari specifici sul tema del gioco e sulle problematiche psicopatologiche rivolti agli operatori sociali, alle istituzioni, ma anche alla popolazione generale.
- Costituzione di gruppi di studio e di ricerca sul gioco d'azzardo e sui comportamenti a rischio,

Da parte dei professionisti impegnati in questo ambito si riscontra una forte motivazione a promuovere una corretta cultura del gioco, una cultura che non demonizzi, ma che sappia riconosce i rischi e le implicazioni derivanti da questa attività.

Il Convegno annuale di Campoformido costituisce una preziosa occasione di confronto tra le realtà nazionali che si occupano di gioco d'azzardo, uno spazio di riflessione e di scambio, un efficace "termometro dell'azzardo".

A.GIT.A. dà appuntamento a tutti i partecipanti per il V° Convegno Nazionale che si terrà a Campoformido il prossimo dicembre.