.  
 
   

Campoformido, 13 Dicembre 2004

 

 

 
AUTO AIUTO E TERAPIA PER I GIOCATORI D'AZZARDO
E LE LORO FAMIGLIE:
ESPERIENZE E PROSPETTIVE IN ITALIA
 

 

 

Organizzato da:

A.GIT.A. Associazione degli ex giocatori e delle loro famiglie Campoformido (Ud)

CARITAS DIOCESANE del Friuli-Venezia Giulia

CONSULTA NAZIONALE ANTIUSURA (O.n.l.u.s.)

Con il patrocinio di:

Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia

Provincia di Udine

Comune di Campoformido (UD)

Alea - Associazione per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio

Progetto Salute Campoformido

Cultura Nuova

Centro Polifunzionale - Sala Consiliare del Comune di Campoformido
Sabato 13 Dicembre 2004



PARTECIPANO:

- Rolando De Luca - A.GIT.A. Associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie Campoformido (Ud)
- Mauro Croce - Vicepresidente di ALEA (Associazione per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio)
- Alberto D'Urso - Segretario della Consulta Nazionale Antiusura - O.n.l.u.s. Bari
-Maurizio Fiasco - Esperto della Consulta Nazionale Antiusura
-Giocatore Anonimo - Rappresentante dei Giocatori Anonimi in Italia
-Nello Baselice - Associazione Logos di Salerno - Gruppo Auto Aiuto Fuorigioco
- Cesare Guerreschi - Presidente S.I.I.P.a.C. Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive
- Daniela Capitanucci - Associazione AND (Azzardo Nuove Dipendenze) di Gallarate (Varese)
-Umberto Caroni - Associazione "Centro Sociale Papa Giovanni XXIII" di Reggio Emilia e Modena
- Paolo Dallago - Associazione A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto) di Trento
- Giuseppe Iraci Sareri - Coordinamento Nazionale dei gruppi per giocatori d'azzardo
- Ernestina Cariello - Assodigiada ONLUS - Associazione Regionale per il trattamento del gioco d'azzardo patologico e nuove dipendenze - Trieste
- Manuela Persi - Associazione di volontariato Self Help San Giacomo ONLUS - Verona
-Fabio Azzimondi - A77 Cooperativa Sociale - Milano "Call gioco" Counselling per giocatori problematici


La Sala Consiliare ogni anno è sempre più piena, due gli elementi che colpiscono: il primo è il numero crescente di partecipanti, soprattutto giovani laureandi, interessati a cimentarsi e a comprendere il problema, provenienti da tutte le parti di Italia, mossi dallo spirito di sapere. Il secondo, che non è affatto una novità rispetto agli anni precedenti, è la netta prevalenza di enti ausiliari del privato sociale e di associazioni di volontariato (Associazioni di Auto Aiuto) che, nel corso degli ultimi tempi, si sono attivati per dare risposta al problema del gioco d'azzardo patologico.
Queste considerazioni iniziali spingono ad una prima riflessione: siamo solo all'inizio, c'è hi ha fatto moltissima strada come Rolando De Luca (e molti altri professionisti di ALEA) che in questi anni di impegno personale e tenacia hanno avviato programmi di terapia aiutando e sostenendo familiari e giocatori, c'è chi si sta misurando con le difficoltà di una patologia sociale non riconosciuta, c'è chi ci si avvicina con curiosità e spirito di sapere, ma il vuoto e il silenzio di un Governo che non vuol sentire si avvertono pesantemente.
E' sempre più evidente lo scarso interesse da parte delle pubbliche amministrazioni affinché vengano creati servizi di consulenza e di aiuto per i giocatori d'azzardo e per i loro familiari e avviati programmi di trattamento specifici nei servizi pubblici (servizi delle dipendenze e servizi di salute mentale).
In particolare questa scarsa sensibilità rispetto al problema sembra farsi sentire nelle regioni del centro-sud, dove gli unici spazi di ascolto e di sostegno sono in prevalenza frutto dell'associazionismo e del privato sociale.


Il convegno si è aperto con l'interessantissimo intervento di Maurizio Fiasco, esperto della Consulta Antiusura che ha esposto attraverso alcuni dati la relazione esistente tra politiche economiche e gioco d' azzardo, analizzando l'impatto del gioco sulla società.

Il gioco d'azzardo è l'unico settore che non risente della crisi economica, al contrario nel 2004 se n'è avvantaggiato.
A dirlo sono alcuni dati, in particolare i 50 mila miliardi spesi nel gioco, tra illegale e legale.
Si calcola che l'80% degli italiani dedichi attenzione al gioco d'azzardo, mentre il gioco patologico riguarda tra l'1 e il 3% della popolazione adulta.
La questione dell'impatto del gioco sulla società è strutturata in un sistema di cerchi concentrici: c'è la fascia più ampia di giocatori occasionali, poi quella degli abituali, infine quella dei patologici. E' chiaro che più si amplia la prima, più diventano maggiori la seconda e anche la terza, quella di coloro che finiscono nelle forme più estreme e dannose del gioco.
E purtroppo oggi, rispetto a quattro anni fa la spesa globale degli italiani per i giochi pubblici e illegali è fortemente aumentata e soprattutto ha coinvolto tutti gli strati sociali.
Tra il 2000 e il 2004 abbiamo avuto un aumento quasi del 50%.
Si riscontra un maggiore ricorso al gioco da parte dei ceti medio/bassi, in particolare, sembra esserci una certa propensione nelle famiglie con doppio reddito a destinare una parte delle entrate alla sorte.
Il doppio reddito sembra costituire un incentivo verso alcune forme di "investimento", che spesso costituiscono vere e proprie forme di indebitamento (si pensi alle forme di acquisto a rate: "compri oggi e inizi a pagare tra un anno").
In questi nuclei il reddito dell'uomo viene considerato come introito per far fronte agli impegni economici quotidiani, mentre quello della donna viene utilizzato per sostenere costi/spese di altra natura (ed è su questa seconda entrata che si fa affidamento per forme di "investimento" legate ai giochi d'azzardo e per spese superflue, spesso di grosso spessore).
Sembra essere ormai lontana la politica del risparmio, dell'accantonare somme di denaro per far fronte a spese impreviste, oggi sull'incertezza si preferisce scommettere.
Nel 2001 la spesa pro capite in Italia per il gioco era di 290 euro, ora è salita a 350 euro.
I ceti medi si trovano sempre più spesso nell'aspirale dell'indebitamento.
L'incremento di spesa per il gioco si riscontra anche nel maggiore ricorso a prestiti ad usura: se fino alla fine degli anni '90 tra le famiglie che si rivolgevano alle fondazioni antiusura c'erano rari casi di gioco, oggi rappresentano il 10%, con una maggiore incidenza delle famiglie con doppio reddito.

QUALI LE CAUSE DI QUESTA FORTE ESPANSIONE?

Per iniziare Maurizio Fiasco sottolinea la maggiore accessibilità dei giochi.
Il gioco non è più legato ad un momento della settimana o ad un luogo specifico, ora si può giocare ovunque ed in qualunque momento della settimana.
Con la finanziaria del 2003 è stato dato il via libera ai videopoker: attualmente ci sono 50 mila punti autorizzati, ma sono destinati a raddoppiare, il Lotto non si gioca più al botteghino il venerdì sera, ma due volte alla settimana, che dopo la finanziaria 2005 diventeranno tre, e i punti per giocare sono anch'essi 50 mila. Poi c'è la scommessa sportiva, entrata in vigore nel 1998, la si può fare dalle 8 alle 23 negli 8 mila punti. E ancora le 250 mila sale Bingo, per non parlare dei Gratta e vinci. Per finire, una nuova autostrada virtuale, quella che porterà l'azzardo in milioni di case: il gioco on line col computer mediante prepagati controllati dai monopoli di stato, previsti dalla finanziaria 2005.
Fiasco nel suo intervento attraverso un'eccellente analisi di dati ha illustrato la relazione tra politiche finanziarie e offerta/consumo di azzardo.

OGNI FINANZIARIA HA AVUTO IL SUO AZZARDO:

Dalla metà degli anni '90 lo scenario del nostro paese muta a causa della recessione economica. L'economia non decolla, i consumi ristagnano, la domanda di beni è troppo bassa per stimolare l'industria e i servizi a produrre e offrire di più. Le politiche adottate in quegli anni si orientano per ridurre la recessione economica del paese.
Si parte dal 1999, l'economia continua a non decollare, i consumi ristagnano, in atri termini la domanda di beni è troppo bassa, gli italiani, si ripete spesso, non spendono, persino la spesa dei generi alimentari è diminuita.
C'è però un tipo di spesa per consumo che va nella direzione opposta alla crescita economica, ed è per l'appunto quella del gioco d'azzardo.
Tra il 1994 e il 1999 l'impiego autorizzato di denaro degli italiani per le scommesse, i giochi e le lotterie è passato da un totale di 6,5 mld € a un volume di oltre 18 mld €.
La progressione è stata geometrica.
Nell'anno 2000 l'andamento si rovescia, il gioco del Lotto perde appeal, insieme al Superenalotto, il volume finale dell'insieme delle forme di gioco si abbassa di circa 18 punti percentuali scendendo a 14 mld €.
Anche nella prima metà del 2001 vi si verifica un ulteriore decremento (22 per cento) scendendo fino a 10 mld €.
La situazione inizia a cambiare a partire dalla metà del 2002, quando gli italiani hanno iniziato a spendere molto di più per scommesse sportive, gioco del Lotto, Superenalotto e Gratta e vinci, fino ad arrivare nel 2004 quando il volume di affari per gioco d'azzardo arriva a 23 mld €.
Se si considera infine che parallelamente alla spesa dei giochi legali aumenta anche quella per i giochi clandestini, il rapporto inverso di causa-effetto tra andamento dell'economia e andamento dei giochi "a soldi" appare ancora meglio confermato.


TREND DEL VOLUME DI CONSUMO DI GIOCO

1990 - 3 occasioni di gioco settimanali

LottoTotocalcioScommesse Ippiche

1999 - 10 occasioni di gioco settimanali
Nuova Apertura Sale Scommesse: 8 mila, Sale Bingo: 242, Lotto, Totocalcio.
Consumo di azzardo: 18,25 mld €

2000 Consumo di azzardo: 14,09 mld €

2001 Consumo di azzardo: 10,00 mld €

2004 - 14 occasioni di gioco settimanali
Lotto da 1 a 2 estrazioni settimanali, Videopoker 50 mila, Slot machine100 mila punti, Casinò on line
Consumo di azzardo: 23,00 mld €

L'Andamento tra ECONOMIA dei GIOCHI e ECONOMIA del PAESE è stato INVERSAMENTE PROPORZIONALE.
Ad una domanda decrescente di beni/consumi lo stato ha risposto con un incremento di offerta di azzardo, provocando un dirottamento della domanda di beni verso la dissipazione di capitali.

Il ventaglio di occasioni di gioco nel corso degli ultimi anni si è allargato notevolmente (da tre alla settimana a quattordici) ed è previsto un ulteriore aumento con la prossima finanziaria nel 2005 in cui si prevede: la terza estrazione per il lotto (normale e super), l'undicesima ruota, la possibilità di effettuare scommesse via telefono e con il prepagato, slot machine nelle sale Bingo (otto per ciascuna delle 250 "sopravvissute") e infine, i casinò che non si dovrebbero più chiamare così, ma "parchi urbani del divertimento".


ALTRI CAMBIAMENTI NELLE NUOVE OFFERTE DI AZZARDO:

- Giochi nella quotidianità:
è possibile giocare ovunque, dal bar sotto casa, alla tabaccheria più vicina, e per una fascia oraria estesa.
- Giochi alla portata di tutti: le nuove forme di giochi offerti si rivolgono ad un pubblico di "consumatori" ancora più vasto, tra cui le famiglie.
- Giochi più accessibili: i luoghi in cui è possibile giocare d'azzardo (tra cui le sale scommesse la cui apertura fu approvata con la finanziaria del '96) vengono aperti in zone della città in cui c'è un grosso transito di persone, in prossimità di centri commerciali e zone ad alta densità (la politica di marketing è la medesima utilizzata per l'apertura dei supermercati). Nello specifico i centri scommesse vengono aperti in prossimità di piazze, di zone ad alto transito di persone e autovetture, in prossimità di centri di aggregazione.


IMPATTO SOCIO-AMBIENTALE DEL GIOCO D'AZZARDO

L'esperienza dei casinò americani ci dimostra quali sono i fenomeni paralleli all'apertura di casinò o sale in cui si può giocare d'azzardo: in un primo momento il quartiere o la città che ospitano il casinò migliorano notevolmente, aumentano le infrastrutture, gli immobili si rivalutano, vengono forniti più servizi, circola più denaro.
A distanza di tempo in questi stessi luoghi in cui l'aumento di ricchezza si è stabilizzato, si viene ad assemblare una concentrazione di criminalità (non necessariamente e strettamente legata al gioco d'azzardo, connessa soprattutto all'aumento di ricchezza).
La conseguenza dell'aumento di criminalità in tali zone avrà l'effetto inverso: abbassamento del valore degli immobili, impoverimento delle zone, ecc.
In misura macroscopica un impatto sociale simile si riscontra nelle zone (quartieri) italiani in cui sono state aperte le sale scommesse, in tali zone si è riscontrato in un primo momento un aumento di ricchezza, al quale è seguito un aumento della criminalità che ha nuovamente impoverito le zone.


CHI GIOCA?

Il gioco oggi è interclassista, la famiglia media spende 900 € in un anno giocando d'azzardo, lo spostamento da consumo di beni/servizi a consumo di azzardo prima accennato viene legittimato dalla speranza di guadagnare vincendo una grossa somma di denaro.
La speranza di arricchirsi con il gioco riguarda in particolare il 47% delle famiglie con redditi / ricchezza al di sotto della media e il 66% dei disoccupati.
E in questa fetta rimane invischiato tra l'1-3% della popolazione che arriva a sviluppare comportamenti patologici rispetto al gioco.
In conclusione potremmo dire che di fronte ad una economia che va male e ad un aumento della povertà l'impatto sociale è stato il ricorso a soluzioni miracolistiche, agevolate dall'aumento di nuovi giochi d'azzardo immessi sul mercato e dai messaggi che li hanno accompagnati.

L'intervento di Maurizio Fiasco ha permesso una ulteriore riflessione sulla necessità di ricondurre a una responsabilità pubblica di quanto sta accadendo.


Nello specifico, i partecipanti al convegno, attraverso l'Associazione ALEA che si propone come organismo ampiamente rappresentativo delle realtà associative e scientifiche dell'ambito delle dipendenze, della psicoterapia e del counselling, con decisione unanime, hanno stilato un documento rivolto alle massime Autorità Istituzionali al fine di:

- sottolineare il rilevante diffondersi di comportamenti orientati verso forme di gioco d'azzardo nelle società economicamente evolute,

- constatare, per quanto riguardo in particolare il nostro Paese, il vertiginoso diffondersi di forme di gioco d'azzardo anche nelle modalità promosse dallo stesso Governo,

- sottolineare l'urgenza di recepire l'indicazione della OMS che vede nel gioco d'azzardo compulsivo una forma morbosa chiaramente identificata e che, in assenza di misure idonee d'informazione e prevenzione può rappresentare, a causa della sua diffusione, un'autentica malattia sociale.


In particolare si ritiene necessario:

1. Esercitare un forte stimolo nei confronti delle Autorità Governative affinché riconoscano i potenziali di rischio collegato al diffondersi di tali comportamenti in fasce d'età tradizionalmente non esposte.

2. Favorire un insieme di azioni propositive tese a:

- Promuovere un'adeguata cultura del gioco che ne valorizzi le potenzialità senza sottovalutarne le componenti di rischio attraverso campagne di informazione, sensibilizzazione e prevenzione da comportamenti inadeguati rivolti in modo particolare alla popolazione giovanile

- Realizzare una rete di referenti in ambito istituzionale, privato-sociale e libero professionale in grado di contenere aspetti problematici già evidenziati e che potrebbero ulteriormente crescere in prospettiva.

- Istituire o potenziare un numero verde a livello nazionale che copra le 24 ore composto da professionisti in grado di dare assistenza telefonica a situazioni di difficoltà, informazioni correte sul tema specifico, riferimenti ad altri numeri in sede locale collegati alla rete di interventi di prevenzione e di cura.

- Avviare iniziative di aggiornamento per operatori già impegnati in ambiti consimili per dare una risposta in tempi brevi anche a queste nuove forme di abuso.

- Stimolare iniziative di aggiornamento destinate agli operatori delle agenzie di gioco (casinò, tabaccherie, ricevitorie, bar, sale giochi, etc.) affinché possano intervenire in prima istanza nel contenimento di forme autodistruttive di gioco, coerentemente alla filosofia del "gioco responsabile" già adottata con successo in altri paesi europei, anche con il sostegno degli stessi gestori delle attività di gioco.

Per il concreto e sollecito avvio di tale programma, si propone la destinazione di un'adeguata quota di fondi rappresentati dalle vincite non riscosse, unitamente a pari contributo da parte dei gestori di attività di gioco, ridistribuito in misura proporzionale al mercato nazionale di gioco rappresentato dai diversi gestori.

In prospettiva si chiede anche una riflessione più ampia sulla destinazione dei fondi ricavati dalle attività di gioco per le quali si suggeriscono finalità sociali, culturali, di ricerca su progetti d'eccellenza.
Si richiama in particolare l'attenzione sul fenomeno dell'azzardo, che stando anche all'esperienza e alla legislazione degli altri Paesi Europei, richiede urgenti atti normativi per contenere i potenziali di rischio.


Le esperienze presentate dai relatori hanno stimolato il confronto e la riflessione tra enti e professionalità, tra approcci, metodologie e paradigmi differenti, accomunati da un unico obiettivo: offrire una risposta di aiuto a coloro che su trovano nella penosa e complessa condizione del gioco d'azzardo patologico.
Gli interventi risultano muoversi su più fronti:

- Interventi terapeutici (in senso stretto):
Programmi multimodali che comprendono colloqui diagnostici di inquadramento, psicoterapie individuali e di gruppo per giocatori e familiari, interventi psico-educativi, counselling, programmi di riduzione del danno nel campo del gioco problematico, tutoraggio e assistenza legale e finanziaria.

- Gruppi di Auto Aiuto per giocatori d'azzardo e familiari

- Interventi di prevenzione / informazione prime esperienze di ricerca realizzate tra gli studenti degli istituti medi superiori nell'area del gioco d'azzardo patologico e della internet addiction

- Sportelli informativi aventi la finalità di fornire informazioni, accogliere le richieste di aiuto e offrire sostegno ai giocatori patologici e ai loro familiari.

- Prevenzione e sensibilizzazione interventi rivolti ai giovani e alla popolazione, volti alla diffusione di una corretta informazione.

- Costituzione di gruppi di studio e di ricerca sul gioco d'azzardo e sui comportamenti a rischio.


Da parte dei professionisti impegnati in questo ambito si riscontra una forte motivazione a promuovere azioni comuni volte a sviluppare una corretta cultura del gioco, una cultura che non demonizzi, ma che sappia riconoscere i rischi e le implicazioni.


L'appuntamento è per il VI° Convegno Nazionale che si terrà il 10 dicembre 2005 a Campoformido (Ud)

Un ringraziamento particolare ad A.GIT.A. e a Rolando De Luca per la preziosa occasione di scambio e di crescita offerta a tutti i partecipanti al convegno.

 
a cura di Alba Russo