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Messaggero Veneto, 22-10-2009  
 
La Caritas boccia i casinò a 5 stelle  
 
   

Per ora la Chiesa non parla di crociate. Ma la censura e la protesta è totale. E i toni sono durissimi. Don Luigi Gloazzo, direttore della Caritas friulana, non usa infatti mezzi termini: «pensare di realizzare dei casinò per risollevare così l’economia locale è un modo di fare politica indegno». L’ipotesi dell’apertura di un casinò a Trieste e di uno a Lignano negli alberghi a 5 stelle, se e quando il governo e il parlamento daranno il via libera ad alcune case da gioco in Italia (ipotesi che però ora sembra molto più vicina di un tempo), non piace proprio alla Caritas, l’istituto della Chiesa locale da sempre vicino alle persone in difficoltà e agli emarginati, a chi insomma vive quotidianamente il disagio sociale. Un disagio provocato sempre più spesso anche dall’esasperazione dei giochi d’azzardo. «Parlare - spiega don Gloazzo - di casinò negli alberghi a 5 stelle, quasi a voler dare alle case da gioco un “patentino” di dignità e di nobiltà, fa ridere. Quando questi amministratori fanno tali proposte - aggiunge don Luigi Gloazzo – non si rendono invece conto dei danni morali e materiali che arrivano a provocare. Si trascura l’etica in favore delle ricchezze materiali, senza pensare alle conseguenze che questo comporta. Conseguenze anche di tipo economico». Il gioco d’azzardo, le scommesse, i “gratta e vinci”, le “slot machines” dei bar e ultimamente lo stesso “win for life” stanno trascinando sempre più famiglie, anche in provincia di Udine, in un vero e proprio baratro. E non solo un baratro economico ma anche un baratro morale e spirituale. «Mi chiedo - si domanda provocatoriamente don Gloazzo - perché gli amministratori che fanno questo genere di proposte non si vedono mai invece ai convegni di studio sul gioco d’azzardo, come quello di altissimo livello svoltosi pochi giorni fa a Campoformido. In quella sede avrebbero ascoltato con le loro orecchie dati più che significativi, come quello sui numeri di questo tragico fenomeno».
Ecco allora i numeri: almeno 200 famiglie, in provincia di Udine, colpite direttamente dalle conseguenze negative del gioco d’azzardo, dalla disgregazione del nucleo familiare fino all’indebitamento totale. «Ignorare tutto ciò – avverte ancora don Gloazzo – è un segno di miopia. E’ la volontà di pensare che la ricchezza di un territorio sia rappresentata solo da soldi». La speranza della Caritas di Udine è che, dopo una prima proposta iniziale, ora arrivi, da parte degli amministratori, un ragionamento più approfondito. «Questo non è fare politica ma è fare sottocultura - tuona ancora don Gloazzo -. Quindi mi auguro che si vada oltre. Anche perché già in passato abbiamo rischiato derive del genere, poi sempre rientrate. Persino in Slovenia, grazie anche alla battaglia che abbiamo fatto con la Caritas di Capodistria, alla fine hanno rinunciato a realizzare la piccola “Las Vegas” di Nova Gorica».

 
   
Federica Barella
 
   
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