Esordisce con una provocazione: «Vogliono cambiare il primo articolo della Costituzione, Qui la repubblica non è più fondata sul lavoro e la solidarietà economica, ma sulla fortuna». Monsignor Alberto d’Urso, segretario della Consulta nazionale antiusura, boccia senza appello la proposta che prevede, nel pacchetto turismo, l’introduzione dei casinò negli hotel a cinque stelle. Progetto insostenibile? Ho appreso la notizia dagli stessi esponenti
dei casinò, che sono perplessi. Altro che rilancio del turismo, I soldi degli italiani sono quelli e c’è la crisi. Mi pare che, secondo i dati della Caritas sulla povertà in Italia, le famiglie in difficoltà siano due milioni e 800mila. Vale a dire quasi sette milioni di persone. L’anno scorso erano due milioni e mezzo i nuclei che non ce la facevano. E i disoccupati sono 800 mila. Dunque, di fronte a queste cifre a che serve estendere i casinò? Oggi sono quattro e il settore è in rosso. Non
vorrei che il governo voglia dare il via libera anche alla concorrenza tra le case da gioco, che giudicano loro stesse
in maniera negativa questa proposta di legge considerato il momento difficile che stanno vivendo. Mi viene in mente l’analogo provvedimento con il quale si diede il via all’apertura di oltre 800 sale bingo, delle quali oggi ne sono sopravvissute un centinaio: il tutto con i soldi degli italiani. Le fondazioni antiusura si occupano
spesso dei clienti dei casinò? Certamente. Sono uno dei luoghi che generano il circolo vizioso indebitamento, sovraindebitamento e quindi usura. Gli strozzini sono sempre in agguato attorno alle case da gioco dove
le vittime cadono facilmente in mano loro. Molti giocatori d’azzardo che vanno alla roulette sono patologici. E questa proposta vorrebbe moltiplicare le occasioni di gioco aumentando così le cause stesse del rischio indebitamento.
C’è una forte contraddizione dello Stato in tutto ciò e non è la prima volta che accade. A cosa si riferisce? Si fanno leggi per contrastare l’usura e poi, invece di proporre lavoro, si propone la fortuna, con la quale non si campa certo. Anzi, si propone di ampliare la platea dei giocatori. Prevale la cultura dell’azzardo a spese dei più poveri e dei loro sogni, alimentati da pubblicità ingannevoli. Le giocate per il superenalotto record di agosto sono aumentate del 39% in due mesi. Adesso hanno varato il "win for life", che propone 4 mila euro di rendita mensile
per venti anni. La possibilità di azzeccarlo è una su tre milioni. Ma nessuno lo dice.
|
|