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Jamma.it, 16-10-2009  
Il gioco conquista i giovani.  
AAMS: "Le regole ci sono, attenzione ai siti offshore"  
 
   

(Jamma) Scommettono sempre più spesso la 'paghetta' o i pochi risparmi: il gioco d’azzardo fra i giovani sta diventando un’epidemia. Dal poker on line alle scommesse sportive su Internet, dalle slot machine al 'gratta e vinci', i numeri parlano chiaro: il 10% dei giovani italiani tra i 10 e i 19 anni è un giocatore accanito, ovvero scommette almeno quattro volte a settimana e per più di tre ore. È quanto emerge da una ricerca del 2008 condotta, in sette regioni, dal Conagga, il Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo. Sono dati riportati da l'Avvenire che dedica un dettagliato articolo al rapporto tra giovani e online.
«Se incrociamo anche il dato di coloro che a questa alta frequenza aggiungono la dichiarazione di cimentarsi in almenno tre giochi – afferma Matteo Iori, presidente del Conagga – scopriamo che il 3,6% dei giovanissimi ha tutte le probabità di avere i prodromi della dipendenza ». Ad aggravare il quadro le cifre diffuse martedì: 180 milioni di euro in puntate nei poker virtuali nel solo mese di marzo. «È un dato preoccupante – sostiene Antonio Affinita del Moige, Movimento Italiano Genitori –. Il gioco d’azzardo ha ormai preso piede in Italia (dove le scommesse sportive sono aumentate, in un anno, del 50,7%, ndr) e coinvol¬ge in misura crescente soprattutto i più giovani». Otto minorenni su dieci dichiarano di scommettere di tanto in tanto, ma chi si espone al rischio di di¬pendenza presenta sintomi ben preci¬si: giocate compulsive, isolamento sociale e aggressività, con pericolose conseguenze anche a livello economico sia personale sia familiare. E giocare, poi, non è così difficile: se una volta si do¬veva frequentare una sala bingo, ades¬so lo si può fare seduti comodamente a casa. Basta un semplice clic. Dal settembre 2008, infatti, il gioco d’az¬zardo on line non è più un reato. In teo¬ria, per gli under 18 vige il divieto asso¬luto di registrarsi e di puntare, ma è dav¬vero possibile controllare chi c’è da¬vanti al computer? «No – risponde Af¬finita – non esistono strumenti che per¬mettono di inibire con successo il gio¬co d’azzardo sulla Rete. Al momento, possiamo prevenire questa falla in due modi: da una parte, installando sul computer dei nostri figli adeguati si¬stemi di filtro e di controllo parentale; dall’altra, puntando sull’educa¬zione e spiegando loro quanto sia pericoloso cadere nella trap¬pola dell’azzardo, ora forse più subdolo grazie alla nuova veste virtuale». «Per questo – conclu¬de il rappresentante del Moige – è necessaria un’attenzione maggiore dei Monopoli di Stato che, con adeguati strumenti normativi, devono impedi¬re ai minori l’accesso a certi siti».
«I Monopoli hanno già provveduto a stabilire delle regole – ribatte Maurizio Cimarelli dell’Aams, Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato –. Og¬gi per scommettere è necessario regi¬strarsi inserendo il proprio codice fi¬scale, la carta d’identità e il numero della carta di credito. Inoltre, è obbligato¬rio aprire un conto on line dal quale prelevare, di volta in volta, i soldi ne¬cessari ». Per i siti autorizzati dall’Aams, insomma, il problema non sussiste: una serie di procedure rende perfetta¬mente riconoscibile l’identità del gio¬catore. Non si può dire lo stesso, però, per tutti quei giochi on line che proli¬ferano nella Rete senza aver avuto l’autorizzazione dai Monopoli e che quin¬di sfuggono alle regole imposte dallo Stato.
«L’Aams monitora costantemente In¬ternet per dare la caccia a questi siti clandestini – continua Cimarelli –. So¬lo nel mese di marzo sono stati più di 1500 quelli 'inibiti', ovvero quelli che, una volta scovati, sono stati rimossi. Ma non è facile ottenere dei risultati dura¬turi perché i gestori dei giochi on line cambiano continuamente dominio (l’indirizzo del sito sulla Rete)». «Anche per questo motivo – conclude – non possiamo pensare di risolvere la que¬stione entro i confini nazionali: sono necessarie strategie a livello transfron¬taliero ».
Grazie alle scommesse, però, nelle tasche dello Stato finisco¬no cifre non irrilevanti: quasi 8 sono i miliardi incassati l’anno scorso, il 10% in più rispetto al 2007. «Sono soldi che vengono reinvestiti in servizi e in progetti a beneficio del cittadino – fanno sape¬re dall’Aams – e che educano al gioco responsabile».
Non ne è convinto Rolando De Luca, psicoterapeuta di A.GIT.A., l’associa¬zione degli ex giocatori d’azzardo e del¬le loro famiglie. «Lo Stato – sostiene – finora ha soprattutto speculato sul fe-nomeno: ha dato il via libera alle slot machine (sono più di 220mila le mac¬chinette in Italia), ha aumentato il nu¬mero di estrazioni del lotto (tre volte a settimana) e, per finire, ha aperto la nuova autostrada virtuale che ha por¬tato l’azzardo nelle case».
E proprio i ragazzi sembrano essere il target prediletto «di quei messaggi in tv, sulla Rete o lungo le strade che inci¬tano al gioco e che sono basati sulla possibilità di vincere somme stratosfe¬riche affidandosi solo al caso», afferma Riccardo Zerbetto di Alea, l’associazio¬ne per lo studio dei giochi d’azzardo.
Se, in genere, «vincere denaro» è ciò che spinge le persone adulte a scommette¬re, il motivo principale per i giovani è «passare il tempo». Riveste quindi un ruolo importante la famiglia «che non deve limitarsi a sorvegliare – conclude Zerbetto –, ma deve far capire al ragaz¬zo che è meglio investire il tempo in qualcosa di più produttivo. Perché in gioco non sono soltanto i soldi, ma so¬prattutto il proprio futuro e la propria serenità».
Il gioco d'azzardo è in crescita in Italia: soltanto nel mese di marzo 2009 il poker virtuale ha avuto un fatturato di 180 milioni di euro. I giovani tra i maggiori giocatori: il 56 per cento dei giovani tra i 10 e i 19 anni dichiara di giocare per ''passare il tempo'' mentre il 10 per cento gioca più di tre volte a settimana per più di tre ore

I DATI -Il 91,4% di chi ha tra 70 e 79 anni dichiara di giocare
-L'85,5% di chi ha tra 10 e 19 anni dice di giocare
-Il 67% di chi pratica giochi su internet ha meno di 29 anni
-Il 56% dei giovani tra 10 e 19 anni dichiara di giocare per ''passare il tempo''
-Il 10% dei minori gioca più di tre volte alla settimana e per più di 3 ore
-Il 43% dei govani che realizzano scommesse tramite web appartiene alla categoria degli student
-47 miliardi di euro. Il giro d'affari del gioco d'azzardo in Italia nel 2008
-1447 i siti internet di gioco non autorizzato oscurati negli ultimi 3 anni
-1 giocatore su 4 dichiara di giocare più di 3 volte alla settimana

 
   
 
   
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