Si è tenuto nei giorni scorsi presso la sede del Serd di San Camillo un corso di aggiornamento dedicato al gioco d'azzardo patologico, la più grave e diffusa tra le “dipendenze senza sostanze” . Il corso, che ha visto la partecipazione degli operatori del Serd, del Dipartimento di salute mentale e dei consultori della Asl di Sassari, oltre che dei servizi sociali del Comune di Sassari e dei Serd di Olbia e Sanluri, è stato tenuto dal maggiore esperto italiano del settore, lo psicologo e psicoterapeuta Rolando De Luca, responsabile del primo centro italiano di terapia per ex giocatori d’azzardo e loro familiari - costituito nel 1998 a Campoformido, in provincia di Udine. Il lavoro terapeutico del dottor De Luca, intrapreso tre anni prima della costituzione del centro, coinvolge attualmente dieci gruppi composti dai pazienti e dai loro familiari (nel complesso, oltre centottanta persone) e ha dimostrato nel corso del tempo la propria efficacia: il 90 percento dei pazienti abbandona del tutto il gioco, il restante 10 percento continua a giocare, ma in misura nettamente inferiore. Nel maggio del 2000 i gruppi attivi nel centro di Campoformido hanno dato vita ad AGITA (Associazione degli ex Giocatori d'Azzardo e delle loro famiglie), impegnata nella prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo e delle altre dipendenze (che spesso si accompagnano al gioco), nello sviluppo dei programmi sul gioco d’azzardo attraverso l’informazione, la formazione e la ricerca, nel reinserimento dei giocatori d’azzardo o ex giocatori d’azzardo nel mondo del lavoro e nella società e nella tutela e difesa dei giocatori d’azzardo e delle loro famiglie. L’associazione (responsabile del sito www.sosazzardo.it) rappresenta un ulteriore tassello nella presa di coscienza nei confronti di questa dipendenza dal terribile peso sociale ed umano. Il gioco d'azzardo è ormai da anni un'attività di massa da cui dipende un enorme giro d’affari. Secondo le rilevazioni più recenti, oltre l'80% della popolazione italiana si dedica più o meno frequentemente al gioco d’azzardo, mentre i casi in cui questa pratica assume contorni patologici costituirebbero tra l’1 e il 3% della popolazione adulta (da un minimo di novecentomila a un massimo di un milione e quattrocentomila persone). Dallo scorso aprile, il Serd di Sassari fornisce un servizio terapeutico dedicato al gioco d'azzardo al quale sono giunte finora ventisei richieste di aiuto. La formula è sempre quella della terapia di gruppo, l'unico metodo in grado di coinvolgere i familiari e affrontare la condizione del paziente come un sistema di relazioni reciproche. Così come le conseguenze del gioco d'azzardo - rovina economica, indebitamento, perdita del lavoro e della vita sociale - trascinano nel baratro le famiglie oltre ai singoli individui, così è necessario che il processo di guarigione da questo disturbo compulsivo venga affrontato dal giocatore insieme ai propri cari, ricostruendo la propria vita a partire dalle relazioni essenziali. |
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