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La Vita Cattolica, 08-01-2010  
 
L’azzardo «non è un gioco  
 
   

Mette subito i puntini sulle «i» lo psicoterapeuta Rolando De Luca. «Con la vita non si scherza». Lui lo sa bene quanta sofferenza possa essere generata dall’illusione di una vincita facile. Dal 1992, con l’Associazione ex giocatori d’azzardo e le loro famiglie (Agita) di Campoformido, si occupa del recupero di giocatori patologici. Circa 200, attualmente. Persone che hanno «toccato il fondo» e trascinato con sé in un baratro mogli, mariti, figli, amici. Frequentavano i casinò (il 30%) o giocavano alle new slot (19%), ma anche al Lotto (16%), Superenalotto (13%), corse dei cavalli e altro ancora.
Una malattia. In aumento. Riconosciuta dagli psichiatri – tra i «disturbi del controllo degli impulsi» –, ma ignorata, anzi alimentata, dallo Stato.
Unico settore a non subire la crisi

Il 2009 ha fatto registrare l’ennesimo record: oltre 53 miliardi di euro di giocate raccolte. Solo le scommesse sportive, fa sapere l’Agicos (Agenzia giornalistica giochi e scommesse), hanno sfiorato i 4 miliardi di euro e, tra queste, quelle on line hanno fatto segnare un +12,9% rispetto al 2008. «L’azzardo è l’unico comparto in Italia a non aver risentito della crisi – sottolinea De Luca –. Ciò significa che investiamo in un settore che conta appena 70 mila dipendenti e che ci procura perdite». Non solo. Un settore che attira nella sua rete «soprattutto famiglie con redditi bassi e più della metà dei disoccupati».
E sbaglia chi crede che la febbre da gioco sia prerogativa delle regioni del sud Italia. Basti pensare che il Friuli-Venezia Giulia, insieme alla Sardegna, è in testa alla classifica delle regioni che nel 2009 hanno visto crescere di più la raccolta di giocate sportive (+14%).
Anche tra i minorenni l’azzardo cresce. Secondo Contribuenti.it, che con lo «Sportello antiusura» monitora il fenomeno, sono passati nell’ultimo anno da 860 mila a 1,8 milioni.

L’Arcivescovo: non siate passivi di fronte alla vita
Nell’omelia del giorno dell’Epifania anche l’Arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha messo in guardia da «soluzioni facili e illusorie a cui l’uomo è tentato di aggrapparsi», ma che lo rendono «passivo di fronte alla vita». Come «la ricerca di una sicurezza materiale a buon mercato, cioè giocando». Sottolineando l’attualità dell’esempio del Magi, mons. Mazzocato ha ricordato come essi «ci invitano a non fermarci alle illusioni, ma ad affrontare con onestà e responsabilità la nostra vita».

Scommesse anche su Bin Laden
Sono tutte partite di calcio i 10 eventi che hanno raccolto più giocate nel 2009: il primato spetta alla finale di Champions (ha incassato 8,4 milioni di euro); la partita più giocata del campionato in corso è stata Inter-Roma. Eppure il mercato delle scommesse va oltre lo sport: dal gossip (quotatissime le possibili nozze del rampollo della famiglia reale inglese William) alla musica (il vincitore del festival di Sanremo, il possibile ritorno dei Thake That), alla letteratura (l’uscita dell’8° capitolo di «Harry Potter»). Si scommette persino sul prezzo del petrolio, sul clima, su quale sarà il prossimo vulcano a risvegliarsi, sulla cattura di Bin Laden o su un eventuale attacco degli Usa all’Iran.

Estrazioni ogni ora
Lo Stato ci mette del suo. All’inizio c’era il Lotto solo il sabato, poi 3 estrazioni ogni settimana per Lotto e Superenalotto. L’ultima trovata «mangiasoldi» è «Win for life». Vinci per la vita. Il nome la dice lunga: dopo il Bingo per le famiglie, ecco lo specchietto per le allodole per precari, disoccupati, cassaintegrati. Promette veri e propri vitalizi (montepremi di 4 milioni di euro per vent’anni), promette stabilità, un futuro sicuro. Chi non li desidera? Eccoci accontentati: estrazioni ogni ora, meccanismo semplice e massima accessibilità. Si gioca ovunque: bar, tabaccherie e ogni punto vendita autorizzato.

Casinò in crisi: il tavolo verde è sul computer e nel cellulare
Ecco anche perché le sale gioco sono in crisi. Nei primi dieci mesi del 2009 – fa sapere il consiglio di controllo della Hit di Nova Gorica, la più grande società di casinò in Slovenia –, abbiamo registrato un calo di giocatori del 9,8% rispetto al 2008. Il che equivale a una perdita di 4,1 milioni di euro. «Naturale – commenta De Luca –. Lo stato fa concorrenza ai casinò. Guarda caso, però, tra coloro che erano fautori delle sale da gioco, anche in regione, nessuno lo dice che, se allora ci avessimo investito, oggi saremmo in perdita».
Oggi, poi, il gioco online – legale e non – ha portato l’azzardo nelle case e persino nei cellulari, grazie alla possibilità di collegarsi a internet. On line si trova tutto: scommesse, Bingo, corse di cavalli e tavoli verdi. «Virtuali». Ma i soldi persi quelli no. Quelli sono veri.

2010, arrivano le videolotterie
Ma il 2010 sarà anche l’anno delle videolotterie. Se con le slot normali vincono fino a 100 euro qui si sale a 5 mila, ma a livello dell’intera rete può volare a mezzo miliardo di euro. Le macchine dovranno essere installate in locali appositamente dedicati al gioco, come le sale Bingo. Su ciascuna si potranno giocare migliaia di partite al giorno. Garantendo l’ennesimo superincasso allo Stato. La fase di sperimentazione è alle ultime battute, al massimo a marzo le videolotterie faranno il loro ingresso nel circo mangiasoldi italiano.

La testimonianza:
Mi chiamo Ilaria e ho 29 anni.
Ciò che sto vivendo ultimamente è un vero inferno; tutto sembra crollarmi addosso, ma non voglio ancora abbandonare il mio ragazzo, la causa di tutto il mio tormento.
Lui si chiama Matteo e ha 30 anni.
Che giocasse ai Videopoker l’ho saputo solo sei mesi fa, ma oramai saranno tre anni che lo fa. Sono venuta a conoscenza di questo casualmente, quando ha dato fondo a quel piccolo gruzzoletto che io avevo depositato su di un libretto postale intestato ad entrambi. Costretto dalle circostanze, ha ammesso di aver giocato quei soldi.
Disse che per lui era stata la prima volta; io sono stata malissimo, lui si disse pentito e io mi sono fidata. Dopo un paio di mesi chiese il mio aiuto per coprire i suoi debiti con varie persone; non sapeva più come fare, voleva stare più tranquillo e solo io potevo aiutarlo. Mi spiegò che erano debiti risalenti a quell’unico periodo in cui aveva giocato; io l’ho aiutato.
Alcuni mesi fa, ancora per caso, ho scoperto che due anni fa ha chiesto un credito bancario di circa 7 mila euro; allora ho capito che la cosa era ben più grande. Nonostante stessi male, ho cercato di capire i motivi, il come e il perché aveva iniziato a rovinarsi giocando. Quanti punti nascosti hanno avuto una spiegazione!
Di nuovo gli ho dato fiducia.
Un paio di settimane fa, di nuovo ho scoperto che giocava.
Anzi, non aveva mai smesso.
La sua storia familiare è tormentata; ultimamente la madre, dopo anni di violenza e sopraffazione da parte del marito, si è separata e lui e i suoi fratelli sono andati via con lei. Si trovano ora con problemi economici da affrontare. Il mio ragazzo, dopo quattro anni di lavoro è stato licenziato e ora cerca di lavorare saltuariamente.
Tutta questa situazione del gioco mi ha fatto arrabbiare e deludere. Prima di venire a conoscenza di questo suo problema avevo notato che aveva una propensione a tentare la fortuna, ad esempio con i «gratta-e-vinci», e sempre gli avevo suggerito di non lasciarsi prendere.
Una settimana fa ho telefonato al dott. De Luca. Lui mi ha detto che per quanto riguarda il gioco non devo credere a Matteo. Mi ha suggerito, inoltre, di iniziare io stessa a prendere contatto con persone che hanno lo stesso problema, perché ad aspettare che sia il mio ragazzo a fare il primo passo, perché vuole smettere, succederà che allora la situazione sarà ben più grave.
Questa storia ha spazzato via tutti quelli che erano i miei, e pensavo che fossero anche i suoi, sogni: una vita nostra, una famiglia. Io lavoro e gli ho detto sempre che insieme ci saremmo sostenuti e costruiti qualcosa di cui andare fieri.
Anche ieri sera ho tentato di parlargli e fargli ammettere che il suo è un problema da affrontare. Lui dice che dall’ultima volta che l’ho scoperto a giocare di nuovo non gioca più, che ha capito di sbagliare e che è sicuro di uscirne da solo.
Ciò che mi preoccupa di più è che se lo lasciassi si potrebbe rovinare di più. Ora cerco di controllarlo, ma so che non serve: può ingannarmi quando vuole.
Ilaria
(testimonianza tratta dal libro «Sosazzardo» distribuito gratuitamente da Agita, Associazione ex giocatori d’azzardo e loro famiglie, di Campoformido. Web: www.sosazzardo.it)

 
   
Valentina Zanella
 
   
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