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Scarpdetenis.net, 05-01-2010  
 
Gioco d’azzardo: la nuova corsa all’oro  
 
   

Cifre da capogiro, che possono cambiare la vita. Il sogno del pensionato, del cassintegrato, del precario, del disoccupato: vincere al gioco d’azzardo e diventare ricco. Non solo è lecito sperarlo, in virtù del fatto che l’immaginario collettivo è continuamente alimentato da un apparato pubblicitario e di marketing nel quale la sfiga di una vita può improvvisamente finire e il brutto anatroccolo, baciato dalla sorte, si trasforma in cigno, ricco e vincente.
Adesso l’azzardo è diventato anche eticamente sostenibile. Perché quando giochi d’azzardo sei solidale. Il governo, con una norma contenuta nel decreto per la ricostruzione in Abruzzo, incentiva il poker on line, autorizzando la formula cash-pay, più veloce e rapida. Il poker online rientra nella stessa categoria dei Monopoli di Stato, come il Superenalotto e le scommesse sportive, che dovrebbero portare soldi all’erario. Secondo le previsioni, la nuova modalità spingerà le 3-4 mila persone che ogni notte si collegano in rete ad aumentare le loro puntate sui tavoli da gioco virtuali. E naturalmente, se il piatto si fa ricco, aumenteranno i pivelli dell’azzardo che saranno incentivati a provare. Per conquistare nuovi adepti “dell’azzardo etico” in questi ultimi mesi si moltiplicano le iniziative che vedono protagonisti personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. Qualche esempio: nel maggio scorso uno dei maggiori siti di poker online ha organizzato il torneo televisivo pro Abruzzo, lanciato su La7: vip dello spettacolo e dello sport si sono sfidati a poker per raccogliere fondi in favore della ricostruzione dell’Abruzzo. Al tavolo, fra gli altri, c’era Totti, Lillo, lo sciatore Giorgio Rocca, Tomas De Gaspari degli Zero assoluto, e una vecchia conoscenza dell’azzardo: Pupo. Montepremi finale: 150 mila euro consegnati alla protezione civile. E, naturalmente - provvedono a far sapere dallo stesso sito di poker - questa non è l'unica iniziativa di beneficenza: ogni giorno si possono giocare sulla poker room online diversi tornei il cui ricavato andrà a favore dei terremotati. A Sanremo, nei mesi scorsi, stesso copione: a margine della tappa italiana dell’European poker tour, evento mondiale di primissimo piano per i giocatori di poker, è andato in scena un side event di beneficenza al quale hanno partecipato personaggi dello sport e della televisione: una parte degli introiti sono andati alla Croce Rossa Italiana impegnata in Abruzzo. Gigi Buffon, giocatore di azzardo pentito, ha sponsorizzato un sito di poker online per sostenere un progetto a favore dei bambini argentini. All’evento, oltre a Buffon, c’erano Giorgio Panariello, Paolo Brosio, i ciclisti Michele Bartoli e Alessandro Petacchi, secondo il consolidato sodalizio sport-tv.
Non è un caso che molti siti di poker online non parlino più di azzardo riguardo ai tornei ma di “poker sportivo”, un cambio di mentalità veicolato anche attraverso le maratone di solidarietà. E funziona.
Il gioco di azzardo sembra essere uno dei pochissimi settori che non risente della crisi, anzi, paradossalmente ne trae vantaggio. Secondo la proiezione del mercato effettuata dall’Aams, l’Azienda autonoma dei Monopoli di Stato, al dicembre 2009, le entrate derivanti dagli skill games (la cui star indiscussa è il poker online) supereranno la cifra record di 2.2 miliardi di euro. Eppure, secondo la Consulta nazionale delle Fondazioni antiusura, il gioco non vale la candela. Maurizio Fiasco, sociologo e consulente della Consulta ne è sicuro: “Nemmeno lo Stato ne trarrà un beneficio. Non solo, infatti, rischia di favorire l’indebitamento delle famiglie, ma sottrae risorse ai consumi e quindi alla produzione e alla tassazione, producendo a conti fatti minori entrate per l’erario. Di quei 55 miliardi annui che, secondo le stime, gli italiani spenderanno per il gioco d’azzardo, al netto delle spese di organizzazione e gestione, solo 7 miliardi finiranno realmente nelle casse dello Stato. Se invece i nostri concittadini spendessero la stessa cifra nell’acquisto di beni e servizi, metterebbero in moto un ciclo economico virtuoso, dal quale lo Stato guadagnerebbe tra Irpef e Iva almeno 40 miliardi di euro».

 
   
Daniela Palumbo
 
   
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