taliani e gioco: attrazione sì, ma fatale. Roba da noncredere: con le giocate stimate per il 2010, si costruiscono non uno ma dieci ponti sullo stretto di Messina. Giocate previste: 60 miliardi di euro (sono stati 53 nel 2009); costo del progetto sul ponte: 6 miliardi. L’Italia è il primo paese al mondo per spesa pro capite per gioco d’azzardo. Dati nazionali In base a una ricerca nazionale del Coordinamento nazionale Gruppi giocatori d’azzardo sulle abitudini di gioco degli italiani (1.625 questionari, fine 2008) risulta che solo il 18% dichiara di non giocare. Quindi l’82% degli italiani è un giocatore. I 53 miliardi di euro giocati nel 2009 sono una conferma in ascesa Quali giochi: il gratta e vinci 61%, superenalotto 50%, lotto 41%, lotterie nazionali 26%,carte 22%, slot machine 16%, bingo 16%, totocalcio 14,7%, casinò 7,6%, casinò on line 12,5%. Si mette in luce che le tipologie di giochi preferite sono quelle in cui mancano le relazioni, ovvero quelle in cui si può giocare da soli. Di solito, l’alienazione dai rapporti umani è una di quelle condizioni che mettono l’individuo a rischio di dipendenza. Quanti giochi: un giocatore su cinque (il 20%) dichiara di farne almeno tre: uno su dieci (10%) almeno quattro; una piccola percentuale (3,8%) ha ammesso di giocare ogni settimana almeno a 5 giochi diversi. Frequenza dei giochi: il 60,2% dei giocatori gioca una sola volta la settimana; uno su quattro (25%) fino a tre volte la settimana, uno su dieci più di tre volte la settimana. Dipendenza: ne soffrono il 2,75% dei giocatori, che – così commenta la ricerca citata - "che, parametrata sulla popolazione nazionale prefigurerebbe una percentuale altissima di giocatori patologici, quasi doppia di quella ritenuta fino ad oggi esatta: 1.353.000 persone contro I 700.000 generalmente ipotizzati in Italia". Soldi spesi: il 66,3% dichiara di spendere meno di 10 euro la settimana; il 14,9% di spendere fino a 29 euro; ben il 4,4% di spendere oltre 150 euro la settimana. Gioco e lavoro. Tra coloro che dichiarano di spendere oltre 600 euro al mese in giocate: il 42% ha un lavoro fisso, ma il 23,7% ha un lavoro precario o saltuario; il 18,4% sono pensionati, il 5,3% sono casalinghe. Motivazioni: il 48% dichiara di giocare per vincere denaro ; il 23,1% passare il tempo; il 22.2% sfidare la sorte; il 6,6% sfidare le proprie capacità. Gioco e mancanza di lavoro. Fra i lavoratori precari o saltuari l’80% gioca d’azzardo. "Coloro che hanno meno risorse economiche – commenta la ricerca sono disposti a spenderle per giocare d’azzardo alla ricerca di una vittoria che permetta loro di cambiare la vita". Sesso dei giocatori: il 51% dei giocatori è donna; il 49% uomo. Per entrambi la motivazione di "vincere denaro" è predominante. Uomini e donne dichiarano ugualmente di giocare soprattutto al gratta e vinci (43% donne e 53% uomini), mentre il casino è ancora più di consumo maschile. Età dei giocatori: il numero maggiore si trova in due fasce anagraficamente opposte. Da una parte gli over 70, dall’altra i neppure ventenni (tra 70 e 79 e tra i 10 e i 19 anni). Ovviamente l’età condiziona il tipo di gioco: i pensionati giocano al lotto; i giovani ai giochi on line, tanto che il 67% dei giocatori con meno di 29 anni pratica giochi su internet. Gli incalliti: si trova nella fascia di età che va dai 50 ai 59 anni la tipologia di giocatori più a rischio. Sono cinquantenni gli incalliti che giocano più di tre giochi la settimana, dedicano al gioco più di tre ore la settimana e spendono oltre 600 euro al mese per l’azzardo.
Dati del Centro di Campoformido Dall’analisi dei dieci gruppi di terapia per giocatori e loro famiglie, il dottore De Luca ha stilato una casistica tutta locale. Tra le persone in cura, l’88,8% è friulano, il 12% veneto. Stato civile. Il 70% dei giocatori d’azzardo è sposato o convivente. Studio: il 51% ha un diploma, il 6% una laurea, il 36% ha la licenza media. Abitudini di gioco: sono diverseda quelle nazionali, In Regione Fvg - vedi intervista col dottor De Luca - è molto sentito il richiamo dei casinò. Infatti, tra i casi da lui seguiti, è questo a costituire la prima causa di dipendenza. Se a livello nazionale i casinò incidono per il 7,6%; da noi il 30% dei giocatori ora in cura ha frequentato il casinò in maniera assidua. Tra i giocatori friulani il 19% gioca alle new
slot (ex videopoker), il 16% al lotto, il 13% al superenalotto, il 7% al gratta e vinci, il 5% alle corse dei cavalli, il 2% le bische. Un 4% a vari giochi come totogol e scommesse varie. Quanti giochi: il 55% dichiara una sola tipologia preferita, il 28% ammette da 2 a 3 tipi di gioco, l’11% da 4 a 5. Età dei giocatori: la parte preminente (il 33%) è tra i 30 e I 40; il 30% tra i 30 e 40; il 21 tra i 50 e 60; solo il 5% ha meno di 30 anni. Sesso: l’84% delle persone in terapia è di sesso maschile. Le donne in terapia hanno un’età media di 52 anni, mentre i maschi in terapia hanno un’età media di 44 anni. Professione: per il 56% si tratta di lavoratori dipendenti; il 26% autonomi; il 13% pensionati e l’1% casalinghe. Gruppi di terapia: sono frequentati per l’83% con i familiari (il 72% con il coniuge o convivente; il 12% con fratelli e sorelle; il 10% con i genitori, il 3% con i figli e altrettanti con gli amici). Ma esiste un 30% dei casi in cui i familiari prendono parte al gruppo di terapia senza il giocatore (per il 47% dei casi si tratta di mogli o conviventi). Esito: il 56% dichiara di avere avuto delle ricadute e la percentuale d’abbandono è piuttosto bassa: 7%. Il 90% dei giocatori che partecipano al gruppo non gioca più d’azzardo.
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