Ventiseiesimo appuntamento con Frequenza Modavi, la radio del sociale. Nella puntata di questa settimana ci occupiamo di quella ogni giorno di più si sta prefigurando come una nuova emergenza sociale, anche se ancora non riconosciuta pienamente tale: la ludopatia o, per essere più precisi, dipendenza compulsiva da gioco d’azzardo. Ne parliamo con lo psichiatra-filosofo Adriano Segatori, lo psicoterapeuta Rolando De Luca dell’associazione Agita e Adelfio Cardinale, sottosegretario al ministero della Salute. «Il meccanismo del gioco d’azzardo – spiega Adriano Segatori – rende l’idea di un cortocircuito; si tratta di un’impostazione contro-culturale che implica l’assenza di sacrificio, la facilità di raggiungere delle mete senza molta fatica. La crisi – puntualizza – è un fattore esterno che spinge alla ricerca della fortuna, un incentivo a queste dinamiche perverse. Il gioco d’azzardo è il sintomo di tante altre dipendenze. C’è un sistema che incentiva le dipendenze, che si innestano sulle debolezze delle persone». Potremmo dire che non ci sono più i giochi di una volta? «I vecchi giochi come la tombola o il totocalcio presupponevano anche un aspetto aggregativo, i giochi attuali sono disgreganti. Il fenomeno si sta diffondendo perché più diffuso è l’individualismo. Arriviamo a cifre preoccupanti». Rolando De Luca, che di mestiere cerca di guarire le persone affette dalla dipendenza da gioco, guarda «all’aumento dell’offerta che produce anche una forte domanda tra i giovani, poiché è sbarcato anche su internet. L’azzardo diventa un veicolo che fa deragliare la vita delle persone. Nei gruppi di terapia – racconta lo psicoterapeuta – si lavora sulla vita di tutti i giorni. Le terapie durano anni ma l’azzardo è un sintomo, per evitare che dilaghi dobbiamo lavorare sull’esterno». Responsabilità delle istituzioni? «L’azzardo di Stato ce l’ha fatta – conclude De Luca – e chi ha provocato il disastro se ne prenda le conseguenze». «Si tratta di un’assuefazione molto simile a quella delle droghe – spiega il sottosegretario Cardinale – una vera e propria piaga che dissangua le famiglie. L’azzardo è la terza impresa d’Italia, pericolosa non solo per la salute ma anche per la crescente infiltrazione della criminalità organizzata. Un universo di pericoli – sottolinea Adelfio Cardinale – che scatena un effetto domino di danni sempre crescenti. Tuttavia siamo in tempo per porre rimedi: non solo azioni repressive ma anche formative. Credo sia doveroso – conclude il sottosegretario – inserire questa patologia fra i livelli essenziali di assistenza. Con azioni sinergiche ed efficaci di ministero, scuola e famiglia si può promuovere il concetto di vita sana». |
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