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Messaggero Veneto, 16/12/2017  
 
Campoformido e' il riferimento per la ludopatia  
 
   

Appena un disoccupato («E ancora per poche settimane») su 230 soggetti in terapia. E nessun caso di suicidio. Dal 1993 il Centro di terapia per giocatori d’azzardo e per le loro famiglie costituisce un punto di riferimento a livello regionale per chi finisce nel vortice della ludopatia. A fondarlo e animarlo Rolando De Luca, psicoterapeuta che ha visto transitare per la struttura di Campoformido centinaia di persone. La terapia non dura pochi mesi, ma anni: «Non aver avuto alcun caso di suicidio è un grande risultato», spiega il dottore. Che evidenzia come negli anni i soggetti in cura sono completamente mutati: «I primi anni avevamo quasi esclusivamente giocatori d’azzardo reduci dal casinò – indica –. È da due anni che da Campoformido non ne transita uno. Ora l’emergenza sono gratta e vinci, slot, bingo».
L’identikit? «Non esiste – spiega De Luca –. Il tratto comune è l’impulsività, ma è troppo poco per parlare di elementi di continuità». Comunque: più uomini che donne, più quarantenni che cinquantenni, più dipendenti che lavoratori autonomi. E le risposte delle istituzioni? «Dallo Stato ci attendiamo che salvaguardi il risparmio, che tuteli il cittadino: non è così. Il governo non spende un centesimo per la cura dell’azzardo».

 
   
chr.s.
 
   
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