|
Giocatori estremi. Quelli che sono disposti
davvero a tutto pur di soddisfare una passione che si consuma
spesso in un attimo. Sono quelli raccontati da Silvana Mazzocchi.
C'è Roberto che sfida se stesso ogni giorno a chemin
de fer e che ha sempre bisogno di sentirsi competitivo, vincente:
il primo. C'è Giovanni che, incurante di un padre dispotico,
sperpera tutto ciò che possiede. Ma ci sono anche coppie,
come quella di Franco e Simona, che hanno trovato nel casinò
un ambiente eccitante che sembra portarli via una volte per
tutte dalla loro vita grigia e monotona.
Insomma una magia fatta di tavoli verdi, macchine sfavillanti
di mille colori, schermi da videopoker, il tutto per sentirsi
un pò onnipotenti e dimenticare se stessi. Ma dietro
questa passione, anche le mille menzogne, gli espedienti vergognosi
per pagare gli inevitabili debiti e, a volte, l'incontro con
il crimine. Ma, a volte, anche il recupero della propria vita
e la guarigione grazie alla terapia. La giornalista Silvana
Mazzocchi ha raccolto proprio in uno di questi centri, dove
si curano le sindromi da gioco, alcune testimonianze di ex
giocatori che non hanno mancato di raccontarle i loro singolari
e affascinanti percorsi nella malattia dell'azzardo.
«Il filo che le collega - dice nella prefazione al volume
Rolando De Luca - è quello ovviamente dell'azzardo.
Eppure il lettore avrà modo di constatare che il gioco,
qui, è solo uno dei possibili tramiti (ricerca di sensazioni
estreme, fuga dalla realtà, noia, sfida alla morte
eccetera) che a prima vista le accomuna».
|
|