Il gioco d’azzardo non va mai in crisi economica e i dati del 2007 lo provano ampiamente. Lo scorso anno il giro d’affari fra lotto, ex videopoker, superenalotto, gratta e vinci, bingo e giochi da casinò è stato di oltre 42 miliardi di euro. Sono più di 800 mila le persone «dipendenti dall’azzardo» e che con questa sfida ad alto rischio mettono in discussione la loro vita, i loro affetti e il loro futuro, coinvolgendo le famiglie in un baratro che può non avere fondo. In questo libro sono raccontate quattordici storie vere di giocatori estremi, le loro esistenze spezzate, il percorso spesso spinto fino all’abisso (il furto, il tentato suicidio) e, finalmente, lo sforzo di ricostruirle attraverso la terapia. Ma la terapia serve davvero a guarire dal «mal d’azzardo»? A questa domanda dà una risposta incoraggiante nella sua introduzione Rolando De Luca, psicoterapeuta che guida il Centro di recupero per giocatori d’azzardo di Campoformido (Ud), una delle poche strutture in Italia a offrire questo tipo di cura. Mentre nei primi cinque anni di attività del Centro (1998-2003) ben il 70% di chi ricorreva alla terapia la lasciava prima della conclusione, oggi gli abbandoni sono crollati al 4%. Gli altri la portano a termine con successo. A dimostrazione di questa realtà, il libro chiude con l’epilogo di alcune storie a lieto fine terapeutico e uno speciale capitolo dedicato alle e-mail inviate al Centro. Una sorta di «e-mail box» che racconta in diretta la disperazione dei «malati dell’azzardo » e delle loro famiglie.