| Oltre 180 persone (tra giocatori e loro familiari) coinvolte, dieci gruppi di terapia “attivi”, dale 600 alle 1000 sedute per gruppo. Dopo anni di attivita’ , il metodo proposto dal Centro di Campoformido per curare I malati d’azzardo, si e’ decisamente consolidato. Una struttura forte, guidata dallo piscoterapeuta Rolando De Luca, che ha dato risultati interessanti.
Nella sala consiliare del Comune di Campoformido, e’ stata presentata “la ricerca sulla terapia di gruppo con giocatori d’azzardo e familiari: risultato a tre anni di trattamento”, convegno organizzato da A.GIT.A., l’associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie, in collaborazione con la Caritas diocesana e la Consulta nazionale antiusura. E’ stata l’occasione per mostrare al pubblico molti dei risultati della terapia proposta a Campoformido.
Dopo i saluti del sindaco Monica Bertolini, quelli di Adriano Valvasori, president dell’A.GIT.A. e quelli “telefonici” di Maurizio Fiasco, president Alea, lo psicoterapeuta ha illustrato la relazione sui 18 anni di lavoro. “Lo Stato, che prima promuove l’azzardo e poi fa finta di occuparsene, incassa 90 miliardi di euro tramite il gioco: e’ possibile vivere quest contraddizione – accusa? Noi vogliamo risolvere un malessere interior, di cui l’azzardo e’ solo la punta dell’iceberg”. Con una terapia di gruppo – in cui e’ fondamentale la presenza di un familiar – rinascere e’ possibile: “E’ un lavoro lungo, perche’ non e’ sufficiente eliminare il gioco, bisogna far emergere quello che si nasconde dietro, arrivando ad un cambiamento profondo”.
Alcuni dati. L’86% dei giocatori in terapia sono uomini e il 14% donne. Queste ultime hanno un’eta’ media di 55 anni, “piu’ alta di quella dei giocatori maschi, che e’ di 47 anni – spiega De Luca – in molti casi esse giungono al Centro da sole, senza il support dei familiari, e in condizioni critiche: e’ difficile riuscire a portare a termine la terapia, in questi casi”. Si gioca alle new slot (33%), ma non manano I frequentatori di casino’ (21%) e gli appassionati di grattaevinci e lotto (14 e 10%) .
Per quanto riguarda I risultati terapeutici, il 92% dei giocatori che partecipano alla terapia non gioca piu’ e il restante 8%, pur frequentando ancora il Centro, gioca anche se in modo limitato. Le ricadute? “Normali durante il percorso, un problema al di fuori: significano ricaduta nel sintomo”. Ultimo dato, ma non meno importante, l’indice di disoccupazione tra I partecipanti: 2%.
L’incontro, moderato dal caporedattore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, e’ proseguito poi con l’intervento di Gianni Savron medico e psicoterapeuta, che ha presentato “la ricerca sperimentale sulla terapia di gruppo con giocatori d’azzardo e familiari: risultati a tre anni di trattamento a Campoformido”.
Subito dopo e’ stat oil turno di Rodolfo Picciulin, psicologo e psicoterapeuta dell’associazione di ricerca clinica nel campo della Psicoanalisi Applicata di Gorizia, che ha discusso della “verifica dei risultati di una psicoterapia di gruppo a lungo termine”.
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