| | Il pericolo è sempre più diffuso. Un video, un link, un messaggino. Basta poco per cadere in una delle tante truffe di trading online che girano sul web e sui social. Uscirne, però, non è altrettanto facile e le conseguenze per le vittime, a livello psicologico, economico e familiare, possono essere devastanti.
Una piaga presente anche in Friuli Venezia Giulia (come dimostrato anche da una recente indagine della guardia di finanza di Pordenone) e nell'intero Nord Est, con decine di milioni di euro sottratti ai circuiti tradizionali di investimento e quindi all'economia reale, a danno non solo dello Stato, ma pure delle imprese. In pochi riescono a trovare il coraggio di denunciare, ma proprio in Friuli qualcosa si sta muovendo.
Il merito è di Rolando de Luca, psicologo e psicoterapeuta, pioniere nelle terapie per i giocatori d'azzardo patologici (attivo in questo settore fin dai primi anni Novanta), che si sta interessando anche delle truffe legate agli investimenti finanziari poco trasparenti. «Il nostro compito non è quello di intervenire per limitare il fenomeno, attività che spetta alle istituzioni e alle forze dell'ordine» ha esordito de Luca «però è nostro dovere scattare una fotografia di ciò che sta succedendo e sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli che esistono online. Un fenomeno molto diffuso ma ancora sconosciuto e sommerso».
«Se penso al gioco d'azzardo, su 100 famiglie che sviluppano una dipendenza soltanto 10 riescono a chiedere aiuto e forse tre intraprendono un percorso di terapia. Perché spesso ci si vergogna. Per le persone che subiscono truffe di trading il blocco a denunciare è ancora più grande, con risvolti maggiori sul piano psicologico. Nonostante tutto questo, nell'ultimo anno, stanno crescendo le persone in terapia per questo motivo» ha assicurato de Luca «con telefonate di richieste di aiuto che continuano ad aumentare. Evidentemente è un fenomeno sottostimato e credo che non abbiamo ancora la reale cognizione di quante persone cadano, anche nella nostra regione, in questi raggiri».
L'auspicio di de Luca è che, viste le dimensioni del fenomeno, lo Stato possa intervenire: «Mentre per l'azzardo, al di là dei buoni propositi, non si sta facendo praticamente nulla, anche perché lo Stato è parte in causa, ricevendo i proventi delle accise» ha affermato de Luca «nel caso delle truffe online lo Stato è parte offesa, vedendosi soffiare decine di milioni di euro dai circuiti legali di investimento. Ecco perchè auspico un suo intervento diretto o una sensibilizzazione verso le istituzioni europee, essendo il fenomeno diffuso oltre i nostri confini nazionali. Se togliamo i soldi dal territorio per spostarli sulle isole fiscali è un danno per le persone truffate ma anche per il sistema economico».
Dai dati diffusi dalla polizia postale relativi al 2024, il falso trading online sfiora i 150 milioni di euro, risorse che i risparmiatori ingannati vedono andare in fumo.
TRUFFE DI TRADING ONLINE: NUMERI E CARATTERISTICHE
Il grido di Federconsumatori: «È un'emergenza»
Nel 2024 le truffe online sono aumentate di circa il 20%, secondo i dati del report della polizia postale per la sicurezza cibernetica. E questo a causa di una "vera e propria epidemia della solitudine", disagio moderno, emerso in particolare dopo la pandemia, riconosciuto anche dall'Oms ha spiegato, l'avvocato e consulente di Federconsumatori, Sabrina Colle.
Primo contatto:
Sul web
Sui social network (YouTube, Facebook, Tik Tok)
Via telefono
Persone più a rischio (95%):
Over 45
Prive di dimestichezza con le nuove tecnologie
Con scarsa educazione finanziaria
LE SOLUZIONI DEGLI AVVOCATI: «Educazione finanziaria e più controlli delle banche»
«Facendo riferimento al trading online parliamo di una vera piaga sociale che registra incrementi a doppia cifra anno su anno, sia a livello globale sia italiano. I truffatori sono abili a basare tutto su tecniche di condizionamento psicologico». A metterlo in evidenza sono gli avvocati Alessandro Ripoldi ed Edoardo Gloria, con studio a Padova, specializzati in truffe bancarie e di trading online, e creatori del portale truffaphishing.it.
«L'indotto di questo tipo di attività a livello internazionale» ha chiarito Gloria «coinvolge 600 milioni di vittime, per perdite globali che vengono stimate in un trilione di dollari. È evidenza che i privati, da soli, non possono fare nulla per arrestare questo fenomeno: serve l'intervento deciso delle istituzioni e anche delle banche. Penso a un rafforzamento della vigilanza, magari avvalendosi dell'intelligenza artificiale per segnalare movimenti anomali». Per i due legali, poi, diventa essenziale immaginare un rafforzamento dell'educazione finanziaria delle persone, sfatando, innanzitutto, la narrazione che, soprattutto grazie alle criptovalute, sia possibile diventare ricchi con estrema facilità.
I truffatori seriali «sono soggetti che per lo più operano all'estero e non sono per nulla improvvisati» hanno chiarito i due legali. «Sono in grado di far girare il denaro ricevuto senza lasciare tracce. Parliamo di vere e proprie organizzazioni criminali. Ma questo non deve scoraggiare a denunciare, perché le indagini sono riuscite a risalire a qualche anello di questo meccanismo. Senza tralasciare il fatto che in determinati casi può configurarsi una responsabilità della banca per omessa vigilanza».
ATTUALITÀ
Personaggi noti per attivare la trappola
I personaggi famosi vengono spesso utilizzati in modo improprio per promuovere siti di trading online fraudolenti, spesso con promesse di facili guadagni. Questi siti utilizzano immagini e nomi di personaggi noti per creare un senso di affidabilità e attrarre le vittime, promettendo guadagni elevati in poco tempo. È accaduto con personaggi noti della tv e della politica.
Numeri del fenomeno
150 milioni di euro: Il valore dei falsi investimenti in fumo nel 2024 in Italia stando ai dati della Polizia Postale.
600 milioni: Di vittime nel mondo.
1 trilione di dollari: Le perdite stimate a livello globale.
Chi cade nelle truffe di trading online, è accomunato da una serie di elementi. Innanzitutto è over 45 anni ed è sprovvisto di una dimestichezza con le tecnologie informatiche. Non solo, è carente pure dal punto di vista dell'educazione finanziaria, convinto che bastino pochi clic per riuscire a raddoppiare o triplicare il proprio patrimonio. In molti casi chi ci casca si trova in un momento di fragilità su cui i finti broker sono maestri a far leva.
Spesso le vittime si fanno convincere da finti video di personaggi noti (rielaborati attraverso l'intelligenza artificiale) che invitano ad affidare i propri risparmi per operazioni finanziarie mirabolanti. Questi sedicenti broker lanciano la rete attraverso i social network e alcuni restano impigliati. Sono questi che vanno convinti a investire, inizialmente cifre di poco conto (200 o 300 euro), che mano a mano crescono, grazie a prospetti finti che mostrano il capitale iniziale raddoppiato o triplicato in pochi giorni.
Soldi che difficilmente possono essere recuperati, visto che i truffatori, una volta ricevuti i bonifici, distribuiscono il denaro in conti correnti e portafogli di criptovalute. Un circolo vizioso da cui è difficile uscire, sia per le pressioni psicologiche che i finti broker rivolgono ai malcapitati via telefono, sia per le successive richieste di denaro per i costi di gestione, le tasse, l'agenzia delle entrate.
Le testimonianze di persone raggirate: «Sanno annientarti, ho pensato al suicidio»
Carlo (nome di fantasia):
«Mi sono fatto convincere dal video di una pubblicità di investimenti facili su Youtube. Il protagonista era Matteo Salvini (ovviamente non quello vero, ma una rielaborazione fatta con l'intelligenza artificiale ndr). Ho versato 250 euro, poi altri 500 e così facendo sono arrivato a 100mila euro. Per fortuna mia moglie se n'è accorta altrimenti non so fino a dove mi sarei potuto spingere. All'inizio mi sono vergognato e non ho voluto rivolgermi né ai carabinieri né a un avvocato. E in me sono sorti brutti pensieri: ho pensato anche al suicidio».
«Ho avuto conseguenze fisiche e mentali e non passa giorno in cui non pensi alla mia ingenuità» ha aggiunto l'uomo. «Quando cadi in questa trappola ricevi decine di telefonate che ti convincono a investire ancora e ancora, ingolosendoti con rendimenti sopra la media. E se non paghi ti fanno capire che del tuo caso si occuperà un avvocato, con controlli della polizia e verifiche della guardia di finanza. È una vera catena di Sant'Antonio da cui è difficile uscire. Oggi sembra una banalità ma in quel momento attraversavo un momento di fragilità e mi mancava la lucidità necessaria per capire che si trattava di una truffa».
Flavia e Mara (nomi di fantasia):
«Stiamo facendo noi terapia perché mio marito si rifiuta di farla» ha raccontato Flavia. «Ci siamo ritrovati in casa una persona che non conoscevamo: questi truffatori usano tecniche di manipolazione veramente terrificanti. Mio marito era una persona solida, che conosceva il valore dei soldi, che a un certo punto ha cominciato a dilapidarli senza un motivo. C'è il rischio che la famiglia salti per aria».
«Al di là dell'aspetto economico, che nel nostro caso ha significato perdere quasi tutti i risparmi di una vita» ha aggiunto Flavia «abbiamo assistito a un vero annientamento della persona. Un tunnel che ha portato mio marito alla depressione e al tentativo di suicidio. Si tratta di una vera piaga sociale di cui si parla ancora troppo poco. Siamo arrivati al punto di mettere mio marito di fronte a una scelta: scegliere tra la sua famiglia e i guadagni illusori promessi dai truffatori».
La figlia Mara racconta: «L'istituto [bancario] ci ha avvisato di movimenti anomali sul conto di papà. Da lì è partito tutto e in questo percorso si stanno rivelando di fondamentale importanza sia il supporto psicologico sia quello legale».
Le raccomandazioni delle forze dell'ordine
Per evitare di cadere nelle trappole piazzate su web e social dai falsi broker, la Polizia di Stato raccomanda di diffidare da promesse di guadagni eccessivi e sproporzionati oltre che da operatori che contattano dall'estero (+44, +34, +33, +852), e di verificare sempre sui siti web di Consob e Banca d'Italia che il broker sia esistente e autorizzato a offrire servizi di investimento in Italia. |