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Famiglia Cristiana
15 aprile 2002
Societa'
Il casino' sul web
Le scommesse "online"
di Antonino Zichichi
Promette il brivido della roulette sul computer di casa. E lhome-page è invitante: abiti sfarzosi e champagne, Limousine, gioielli. Parliamo del sito Internet "Casino Lux", accreditato come il leader mondiale del gioco dazzardo on line. Sulla Rete sono ormai centinaia (basta cliccare "gioco dazzardo" su un motore di ricerca) gli spazi dedicati agli appassionati del tavolo verde e delle slot machine. Assicurano grosse vincite, sono ammiccanti, luccicanti, perfetti specchietti per le allodole, e ci sentiamo dinvitare i lettori alla prudenza, perché per accedere a questi siti occorre lasciare il proprio numero di carta di credito, e non si sa mai chi cè dietro queste sfavillanti operazioni di globalizzazione del gioco dazzardo. E di vera e propria globalizzazione si tratta, visto che la pagina di presentazione di "Casino Lux" è addirittura in 20 lingue, compresi larabo, lebraico, lindonesiano e il cinese. Per giocare occorre scaricare gratuitamente il software. Poi bisogna creare un conto acquistando gettoni (chips) con carta di credito, assegno postale o bancario, bonifico bancario, o Western Union. Le vincite vengono accreditate nello stesso modo, oppure tramite transazioni sicure (almeno così dicono) del tipo eCash Systems. Insomma, la favolosa Las Vegas sembra vicinissima. Puoi incassare 24 ore al giorno (cè anche la riproduzione di un ordine di pagamento di 1.500 dollari vinti da un certo Manuel di Roma), e al debutto nel sito ricevi gratis 30 dollari di fiches. Peccato che questo stesso gioco on line sia rigorosamente vietato proprio negli Stati Uniti. Ma è scritto in piccolo, molto in piccolo LILLUSIONE DEL NUMERO RITARDATARIO La probabilità per un numero di essere estratto rimane sempre la stessa. Un dado ha sei facce. Se ciascuna faccia la dipingiamo usando sei colori diversi, la probabilità che venga la faccia con un determinato colore è un sesto, essendo sei il numero totale delle facce possibili. Se su ciascuna mettiamo i primi sei numeri, la probabilità che esca, ad esempio, il numero 3 è 1/6. Che esca 5 è anche 1/6 e che esca il numero 1 è sempre 1/6. Se vogliamo sapere qual è la probabilità che esca uno qualsiasi dei tre numeri dispari (1, 3, 5), dobbiamo sommare le tre probabilità. Il che fa 3/6, e cioè il 50 per cento. Lo stesso vale se vogliamo sapere quanto fa la probabilità che esca uno dei tre numeri pari (2, 4, 6): 50 per cento. Se cè un ritardo nelluscita di un numero pari, questo non può favorire in alcun modo luscita del pari né del dispari. Perché? Risposta: le sei facce del dado non possono ricordare quale è stata quella del caso precedente. Se invece di usare le sei facce di un dado usiamo una scatola, dove mettiamo sei piccole sfere, ciascuna contenente uno dei sei numeri, le probabilità non cambiano. Se usiamo 90 sferette, ciascuna contenente un numero da 1 a 90 come avviene nel Lotto, la probabilità che esca il 3 non è più 1/6, ma 1 su 90. Adesso ci sono, infatti, 90 numeri che possono essere estratti. È come se un dado avesse novanta facce. La probabilità che esca un numero dispari è sempre del 50 per cento, in quanto tra uno e 90 la metà dei numeri è dispari. E siccome laltra metà è fatta di numeri pari, la probabilità che venga estratto un numero pari è sempre del 50 per cento. E adesso, attenzione. Se vogliamo mettere insieme due numeri per vincere un ambo, la probabilità non è la somma, bensì il prodotto delle due: quindi poco più di un decimo per mille. Per un terno, la probabilità è il prodotto delle tre probabilità: poco più di uno su un milione. E così via per la quaterna e la cinquina, le cui probabilità sono rispettivamente un centesimo e mezzo di milionesimo e meno di due decimi di miliardesimo. Per avere la "speranza matematica" di vincere una cinquina bisognerebbe giocare quasi sei miliardi di volte. Fatta unestrazione, le probabilità non cambiano. E infatti, nellurna si rimettono ancora una volta i 90 numeri e nessuno di essi ha alcun privilegio. La probabilità che esca uno dei 90 numeri è suddivisa in modo rigorosamente eguale tra i 90 numeri. Questa probabilità a ogni estrazione è sempre la stessa: un novantesimo del totale. I giochi basati sui "numeri in ritardo" sono privi di fondamento matematico. Ripetendo lestrazione, la probabilità non può cambiare, in quanto le sferette che contengono i numeri non hanno alcuna memoria delle passate estrazioni. La struttura portante di questa matematica fu costruita da Fermat (1601-1665) e Pascal (1623-1662) più di 300 anni fa. È incredibile che dopo oltre tre secoli ci sia ancora chi continua a credere nella teoria dei "ritardi" matematici per i numeri estratti. Come se Fermat e Pascal non fossero mai esistiti.
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