La Gazzetta del Mezzogiorno
23 aprile 2002
Un'associazione per curare la dipendenza. E oggi dibattito su «Azzardo e usura»
Videopoker e tavolo verde, malattie sociali
Rovinati dal gioco
di Carmela Formicola
Dipendenti! Come dall'alcol, come dall'eroina. La droga si chiama gioco, si chiama tavoli verdi e videopoker. E come tutte le droghe dà assuefazione, consuma il cervello, prosciuga il portafogli. Come smettere? Come aiutare i giocatori a liberarsi del morbo dell'azzardo? L'incontro si è tenuto ieri sera, nel centro culturale Marin, in piazzatta dei Frati Cappuccini. Da una parte lo psicologo Rolando De Luca, che ha dato vita all'associaione Agita di Campoformido per il recupero psicologico dei giocatori d'azzardo. Dall'altra parte i medici, i volontari, le persone che vogliono capire come aiutare i giocatori, ad uscire dal vortice e a rifarsi una vita. Quella di ieri è stata solo una prima lezione, la prima pietra per la costituzione di un'associazione barese per il recupero psicologico dei giocatori d'azzardo. Una tappa importante, in una terra dove il gioco è diffuso in ogni strato sociale.
L'incontro di ieri ha preceduto la tavola rotonda in programma questa mattina, nella stessa sala del centro culturale Marin. «Azzardo e usura», il tema dell'iniziativa promossa dalla Fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici. Don Alberto D'Urso, segretario nazionale della Consulta Antiusura, ha messo intorno a un tavolo esperti, magistrati, amministratori, docenti per discutere di una materia difficile, di un problema dilagante per quanto sommerso.
D'altronde gli stessi inquirenti baresi sono a conoscenza del popolatissimo mondo oscuro del gioco e delle sue interconnessioni economiche e psicologiche con quello dell'usura. Un ambiente ancor più impenetrabile di altri confini illegali, per quella vergogna profonda di cui sono preda tutte le vittime degli strozzini. E la vergogna s'amplifica nel caso dei giocatori d'azzardo che nella gran parte dei casi nascondono la propria «dipendenza» agli stessi familiari, che però frequentano quotidianamente bische o locali con videogiochi truccati o circoli e case private.
Questa mattina sarà il sociologo Maurizio Fiasco a presentare i risultati della ricerca su azzardo e usura, uno studio che mette in evidenza quanto raccolgono nel corso degli ascolti quotidiani le Fondazioni antiusura e che testimonia come nella nostra nazione «di gioco ci si ammala e si muore». L'Italia tra l'altro, secondo i dati statistici, ha «il triste primato di essere la prima al mondo per l'impiego di denaro nel gioco d'azzardo». All'incontro di questa mattina prendono parte anche don Luigi Renna, docente di telogia morale, Giovanni Colangelo, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale cittadino, il commissario governativo antiracket e antiusura Gennaro Monaco, il presidente del Tribunale per i minorenni Franco Occhiogrosso. Con lo psicologo Rolando De Luca discuteranno anche padre Massimo Rastrelli, presidente della Consulta nazionale antiusira, don Basilio Gavazzeni, della Fondazione antiusura, il presidente della Provincia Marcello Vernola, il sindaco Simone Di Cagno Abbrescia. Presente anche il prefetto Tommaso Blonda, che nel suo rapporto sullo stato della sicurezza nella provincia rileva: «Un fronte legato alla criminalità economica e usura è quello del gioco d'azzardo. Le indagini hanno individuato l'esistenza sul territorio pugliese di un'associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata, tra l'altro, alla gestione dei proventi del gioco d'azzardo».