Martedì 23 aprile 2002, alle ore 9,30 nella sede del Centro Culturale Marin in Piazzetta dei Frati Cappuccini 2 in Bari, presso la Parrocchia Santa Croce, si è tenuta una tavola rotonda sul tema "AZZARDO E USURA", promosso e organizzato dalla Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici.
Mons. Alberto DUrso, segretario nazionale della Consulta Antiusura, ha introdotto le relazioni che sono state avviate dal sociologo Maurizio Fiasco, che ha presentato i risultati della ricerca sul tema. Poi ha presso la parola il docente di teologia morale sac. Luigi Renna; il procuratore aggiunto delle Repubblica presso il Tribunale di Bari dott. Giovanni Colangelo; il commissario governativo antiracket e antiusura dott. Rino Monaco; lo psicologo dott. Rolando De Luca. Sono intervenuti: padre Massimo Rastrelli, presidente della Consulta Nazionale Antiusura; il dott. Tommaso Blonda prefetto di Bari; lavv. Marcello Vernola, presidente della provincia di Bari; lavv. Simone di Cagno Abbrescia, sindaco di Bari; padre Basilio Gavazzeni; il dott. Francesco Occhiogrosso, presidente del tribunale dei minorenni di Bari. Ha moderato il dibattito il prof. Aldo Loiodice dellUniversità di Bari.
La relazione ha messo in evidenza e commentato quanto le Fondazioni Antiusura che operano in Italia hanno rilevato attraverso i quotidiani ascolti delle persone: nella nostra nazione, che ha il triste primato di essere la prima al mondo per limpiego del danaro nel gioco dazzardo, di gioco ci si ammala e si muore.
La Consulta presenta il risultato del suo lavoro alla stampa e a quanti operano nel sociale, compresi i legislatori, perché nel loro agire operino in maniera da arginare la diffusa cultura consumistica che porta al gioco e allusura, passando per il sovraindebitamento, che coinvolge spesso lintera famiglia.
La tavola rotonda è stata preceduta, lunedì 22 aprile 2002, da un incontro, nella stessa sede, dalle ore 20,00 alle ore 22,00, con lo psicologo dott. Rolando De Luca, che ha dato vita allassociazione Agita di Campoformido per il recupero psicologico dei giocatori dazzardo. Rolando De Luca ha tenuto una lezione introduttiva per quanti hanno intenzione dimpegnarsi in materia, ed ha posto le basi per la costituzione in Bari di unanaloga associazione, quanto mai opportuna dal momento che il proliferare dei giochi dazzardo, anche "con la benedizione dello Stato", vede accrescere lo stuolo dei giocatori a rischio.
Tavola Rotonda sul tema
AZZARDO E USURA
Centro Culturale Marin
Bari Martedì 23 Aprile
Presentazione
Ho letto nei giorni scorsi una intervista fatta allon.le Manlio Contento, sottosegretario al Ministero delle Finanze, sui giochi dazzardo. Volendo giustificare la legalizzazione dell "azzardo" egli afferma: "Una parte dei circa trentamila miliardi che gli italiani investono nel gioco dazzardo entra nelle casse dello Stato che ne beneficiano ampiamente
pensiamo però di aumentare la quantità di risorse, che provengono dai vari giochi, per la cura e il recupero delle devianze prodotte dalla dipendenza da gioco
Credo che, come sempre, bisogna farsi
guidare dal buon senso
. Allinizio dellestate la Commissione Parlamentare terminerà il suo lavoro. Poi, toccherà a noi agire operando con buon senso, realismo e buona coscienza, tenendo conto di tutto" (cfr. Famiglia Cristiana n. 15 del 14 Aprile 2002 pag. 55).
Mi preoccupa e mi delude il continuo riferimento al "buon senso" che più volte sottolinea il sottosegretario.
"Di buon senso
e di buona coscienza" ne ho trovato poco nelle giustificazioni per legalizzare il gioco dazzardo, ho riscontrato invece molto "realismo", il realismo di uno Stato che abdica al suo ruolo e giustifica la distruzione psicologica, morale, economica, familiare e, talvolta, anche fisica di tante persone indebitate per il gioco affermando che una parte
dei trentamila miliardi (
dalle ricerche in mio possesso risultano trentacinquemila miliardi e cè chi ipotizza che nellanno in corso, tra gioco legale ed illegale, si spenderanno complessivamente in Italia, sessantamila miliardi di lire!) servirà per restaurare monumenti e chiese e per curare le vittime "prodotte dalla dipendenza del gioco".
Questi soldi (
mi riesce ancora difficile parlare di euro!) vengono sottratti per lo più a chi è più vulnerabile: a persone e famiglie che non hanno da mangiare, da pagare il fitto di casa, le bollette della luce, del gas
: aveva ragione Cavour quando affermava che le entrate dello Stato per i giochi sono "le tasse dei poveri".
Il Bingo in particolare non si rivolge tanto ad elite o a categorie con profilo professionale specifico, ma punta a coinvolgere tutti gli strati sociali soprattutto i più vulnerabili, il ceto più basso: si tende chiaramente a realizzare un azzardo di massa.
Non si combatte la illegalità
legalizzando ciò che in sé produce impoverimento affettivo di persone, di famiglie, di imprese, che finiscono con linflazionare lo stesso assetto economico nazionale.
Non è vero che scatenando come oggi avviene servendosi di pubblicità su ogni canale televisivo e su carta stampata il vizio o la febbre del gioco si concretizza un efficace controllo del vizio e del gioco.
Ma poi si tratta di gioco? Possiamo ancora chiamare gioco il Bingo quando il suo ritmo è incalzante, non deve superare i tre minuti, deve coinvolgere contemporaneamente 120 persone, non cè la possibilità di un clima disteso, di scherzare, di ironizzare, di fare battute, di divertirsi, assaporando il gusto della conversazione? La persona diventa una
dei 120 partecipanti, un numero, un individuo che assume un ruolo di passività, tipico del giocatore dazzardo: la sua soggettività scompare quasi del tutto dinanzi alla cecità della sorte.
Nellesperienza degli ascolti delle persone che si rivolgono alle nostra Fondazione e alle altre Fondazioni in Italia, è documentato il rapporto strettissimo tra gioco dazzardo ed indebitamento. Confermano questa relazione due precedenti ricerche: la prima promossa dalla Consulta Nazionale Antiusura sullinflazione del gioco dazzardo in Italia (presentata alla Stampa il 29 Marzo del 2000), la seconda promossa dalla nostra Fondazione S. Nicola e SS. Medici sugli scenari del gioco dazzardo (presentata in questo Centro culturale il 7 giugno 2000).