La Vita Cattolica
17 giugno 2002
Documento unitario delle Caritas del FriuliVenezia Giulia dopo il via libera alle case da gioco dalla II Commissione del Consiglio regionale
Casino' in regione: la Caritas ribadisce il no
Mentre la Lega Nord parte con la raccolta di firme, nelle piazze, a sostegno della proposta di legge istitutiva degli eros center, la maggioranza della "Casa delle libertà", in regione, si spacca sulle case da gioco. La seconda Commissione del Consiglio regionale ha infatti accolto a larga maggioranza (non solo gran parte di Forza Italia, ma anche la Lega, gli Autonomisti, il Gruppo Misto e Alleanza nazionale) l?articolo unico sull?istituzione di case da gioco, come stralcio della legge collegata alla Finanziaria. Hanno votato contro i Democratici di sinistra e la Margherita.
Ma nella stessa maggioranza ci sono molti contrasti. Voteranno no il Ccd Marini e l?Fi Salvador. Va all?attacco Roberto Molinaro, dell?Udc, ampliando l?orizzonte: «Mi si dica qual è la coerenza di un partito che tiene posizioni integraliste sulla famiglia e, al tempo stesso, propugna gli eros center per la prostituzione». «Tra questi problemi non c?è alcun nesso», replica il segretario del Carroccio, Beppino Zoppolato. Preoccupate, scendono in campo le Caritas del Friuli-Venezia Giulia. Reduci (ma neanche tanto, perché il problema continua ad esistere) da una lunga e serrata battaglia contro i giochi d?azzardo e le ricadute che potrebbe determinare il bingo sul piano sociale, le Caritas osservano che le case da gioco rappresenterebbero una deriva per il tessuto sociale e culturale della regione. Anche i vescovi, nel passato, avevano sollevato gravi punti interrogativi. Adesso, comunque, la parola passa al consiglio regionale. Ammesso che il voto risulti positivo, il Governo si rivolgerà, come da prassi, alla Consulta. Se non lo farà o se la Consulta si pronuncerà a favore le case da gioco diventeranno una realtà.
Notevoli dubbi sull?opportunità delle case da gioco sono arrivati anche dallo psicoterapeuta Rolando De Luca.
IL DOCUMENTO DELLA CARITAS DELLA REGIONE
Le Caritas diocesane del Friuli Venezia Giulia sollecitate da coloro che si sono liberati a fatica dalla schiavitù del gioco d?azzardo, causa di fallimenti economici e familiari, sentono l?urgenza di richiamare l?attenzione delle forze sociali e politiche regionali sulla rinnovata intenzione di legiferare in merito all?apertura di casinò all?interno del territorio regionale. È di queste ore l?approvazione in commissione del Consiglio regionale della legge Puiatti che prevede la possibilità per la Regione Friuli Venezia Giulia di autorizzare l?apertura di case da gioco.
Questa decisione evidentemente non tiene in debito conto le conseguenze che tale scelta determina.
Sul piano personale e familiare si provoca un innalzamento del numero di persone che dopo essere state coinvolte dalla febbre dell?azzardo ne sono totalmente e spesso irreparabilmente travolte con drammi personali e familiari di indicibile sofferenza. Si alimenta inoltre una cultura dell?azzardo nel miraggio del facile guadagno che coinvolge soprattutto le fasce sociali più esposte e determina stili di vita fondati sull?azzardo non solo dentro ma anche fuori dalle case da gioco. Di gioco d?altra parte, non è possibile parlare, né di luogo di incontro, divertimento e socializzazione tale da essere annoverato tra le offerte in grado di innalzare l?interesse turistico verso la nostra regione. Ci sono evidenze riscontrabili ovunque, anche nella vicina Slovenia, del danno alla qualità della vita sociale nei contesti caratterizzati dalla presenza di case da gioco. Queste infatti attirano organizzazioni malavitose dedite ad attività di riciclaggio di denaro ed usura che trovano nel sottobosco delle case da gioco il luogo ideale per proliferare. Si costruisce inoltre una microeconomia locale "drogata" che si fonda sugli introiti delle case da gioco e non costituisce un reale sviluppo economico e produttivo per il territorio.
Di fronte alla tutela del bene comune le autorità regionali non possono cercare nell?apertura dei casinò l?opportunità di impinguare le casse regionali e statali, rilanciare il turismo, contrastare la fuoriuscita di denaro verso la vicina Slovenia. Anche una opportunistica contabilità economica che tenesse conto dei costi sociali connessi con la diffusione del gioco nelle nostre comunità porterebbe a rivedere in maniera decisiva tutti quegli indicatori che vengono normalmente pubblicati per convincere l?opinione pubblica della bontà di questa scelta.
Invitiamo tutti i membri del Consiglio Regionale e della Giunta Regionale a ripensare alle ragioni ed all?opportunità di aprire i casinò individuando altri e ben più urgenti ambiti sia sociali che economici per ribadire la specialità della Regione, la necessità di sostegno all?economia, la crescita della socialità e della qualità della vita nelle nostre comunità.
Caritas diocesane
di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine