Messaggero Veneto
22 settembre 2002
Da tutta Italia in Friuli per la terapia contro l’azzardo
Al centro di Campoformido ieri un incontro per confrontare le diverse cure per i sempre più numerosi giocatori
di Alfredo Longo
Casinò, Lotto, Superenalotto, Gratta e vinci. Bingo, scommesse e il famigerato videopoker eccetera: lofferta di gioco dazzardo è in continuo aumento nel nostro paese; lo stesso identikit del giocatore patologico non può essere ricondotto a banali luoghi comuni e a esemplificati stereotipi. È questo, in estrema sintesi, il ritratto del giocatore dazzardo patologico (gap) tracciato ieri mattina al Polifunzionale di Campoformido dai relatori del convegno dal titolo Lauree dazzardo, organizzato da Agita (lAssociazione degli ex giocatori dazzardo e delle loro famiglie che ha sede nella cittadina del Trattato), dalla Federazione psicologi del Friuli-Venezia Giulia e dal Gruppo di studio e ricerca sul gioco dazzardo di Campoformido. Lincontro, patrocinato, fra gli altri, dalla locale amministrazione comunale (presente il vicesindaco Isidoro Zuliani), ha richiamato in sala un attento pubblico di addetti ai lavori provenienti da tutta Italia. «Addirittura da Reggio Calabria, da Caserta e da Ancona rimarca il dottor Rolando De Luca, responsabile del Centro terapia di Campoformido sono venuti per attingere opinioni ed esperienze emerse durante i lavori del convegno che ha costituito, attraverso lillustrazione di quattro recenti lauree in materia, uno dei primi studi in Italia finalizzati ad approfondire e ad analizzare le diverse personalità di un gap. Purtroppo, nel nostro paese aggiunge il dottor De Luca, che ha coordinato il convegno assieme a Elodia Visentini, della Federazione regionale psicologi , non cè uno strato sociale indenne o poco interessato dal gioco dazzardo. È un dato acquisito, poi, anche la chiara forma di dipendenza del giocatore dazzardo patologico, che è una sorta di tossicomania legale senza sostanze stupefacenti: chi gioca, infatti, non riesce a controllarsi, aumenta le somme e il tempo dedicati al gioco dazzardo, nasconde la gravità del problema, in particolare, ai suoi familiari. Le quattro tesi di laurea illustrate da tre neo-dottori in psicologia (Sara Biffi, Clara Galetto e Sofia Perinelli) e da uno in medicina (Giovanni Austoni) hanno arricchito questo desolante panorama con ulteriori constatazioni, tra cui quella che il gioco dazzardo patologico porta come sgradite conseguenze, oltre alla perdita dingenti somme di denaro, anche forti stati depressivi e ansiosi. Concludiamo con un dato su cui è bene meditare: nel 2002, tra gioco legale e illegale, si spenderanno in Italia quasi 30 mila milioni di euro. Quello italiano ha il triste primato di essere, in proporzione, il primo popolo al mondo per versamento di denaro nellazzardo.