Citta' di Mogliano Veneto
14 ottobre 2002
Nella sola Mogliano un centinaio di casi di dipendenza da gioco. Slot machine rovina di casalinghe e giovani
Gioco d'azzardo: contro la dipendenza servizio di ULS e comune
Sono almeno un centinaio i moglianesi caduti nella trappola del gioco dazzardo.
Slot machine del Casinò e giochi che si trovano in alcuni esercizi hanno creato per loro una situazione di grave dipendenza scaturita, in alcuni casi, in veri e propri drammi familiari, fino al punto di rischiare gli affetti, il lavoro, la vita, pur di tentare a superare ogni volta i propri limiti, di vivere continuamente sfide estreme, magari come antidoto alla solituidine ed al disagio che a volte si vivono allinterno delle mura domestiche o del proprio contesto sociale.
Per far fronte a questa situazione emergente, lamministrazione comunale ha trovato disponibilità ed interesse nella direzione del settore sociale dellUlss 9 ad avviare un servizio di recupero e prevenzione che verrà svolto presso il Sert di Mogliano.
Il fenomeno nella nostra città colpisce soprattutto casalinghe e giovani -afferma lassessore alle politiche sociali Fabio Milani- ed è soprattutto una diretta conseguenza delle nuove diverse modalità operative dei Casinò, nel nostro caso quello di Venezia. Cè una perfetta somiglianza con altre forme di dipendenza. Chi entra nella morsa del gioco è disturbato, come il tossicodipendente dalla droga, da una precisa sintomatologia che si placa solo nel momento in cui riesce a rimettersi davanti alla macchina infernale.
Nato per una fascia circoscritta di turisti e facoltosi personaggi che di sera vestiti di tutto punto andavano a giocarsi le proprie fortune al tavolo verde, oggi il Casinò offre a casalinghe e giovani la possibilità di andare in piena mattina anche in ciabatte alle slot machine.
Per far fronte alla dipendenza ed alle perdite, numerose persone cadono nella rete del prestito di denaro, fino a ridurre se stessi e le loro famiglie a vendere casa per far fronte ai debiti.
E una situazione esplosiva dai costi sociali non facilmente quantificabili, e che dallesterno non si valutano, se pensiamo alle separazioni, ai figli adolescenti, al disagio ed alla devianza che situazioni del genere possono creare a danno dellintera collettività.
Non vogliamo cadere nel falso moralismo -afferma lassessore Milani- ma nutriamo forti dubbi su una simile gestione del Casinò da parte di unamministrazione pubblica, il Comune di Venezia, motivata, tra laltro, dalla necessità di far fronte, con le entrate della casa da gioco, ai problemi di bilancio ed alla volontà di non far pagare troppe tasse ai cittadini lagunari. Così facendo, però, i costi sociali del gioco ricadono su cittadini di altri comuni limitrofi, come quei cittadini moglianesei che non solo pagano le tasse per intero ma in più si rovinano al gioco. Possibili soluzioni ci sarebbero, visto ad esempio che ad altri Casinò, come quello di Saint Vincent in Val dAosta, uno dei più grandi dEuropa, i residenti nella regione non possono accedere.
Il progetto dellamministrazione prevede la realizzazione entro dicembre di una giornata di studio sulle tematiche della dipendenza dal gioco e lavvio di una collaborazione con i massimi esperti nazionali del problema, tra cui il responsabile del più importante centro di terapia italiano, a Campoformido di Udine, Rolando De Luca, ed il responsabile del centro dellUlss di Verbania, Mauro Croce.