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Cavallo di Troia per gioco d'azzardo.
Comitati cittadini chiedono rispetto diritti popolazione
Il Bingo più che una tombola elettronica per far trascorrere qualche ora in serenità alle famiglie italiane "é il cavallo di troia con il quale introdurre il gioco d'azzardo". Di questo è convinta Cittadinanzattiva che oggi, a Roma, ha riunito per la prima volta sei dei comitati di cittadini che da mesi danno battaglia per ottenere il rispetto di regole di convivenza civile che, a loro parere, "i gestori delle sale Bingo non applicano". Obiettivo di Cittadinanzattiva, ha spiegato Teresa Petrangolini, segretario generale dell' organizzazione "é quello di riuscire a far cambiare le regole oggi in vigore e ottenere maggiori garanzie dei diritti dei cittadini". In questo senso "faremo - ha annunciato - da catalizzatore per i Comitati civici (oggi erano presenti 3 di Roma, 1 di Milano, 1 di Genova e 1 di Cagliari) mpegnati sull'argomento". Al governo, i cittadini organizzati in comitati legati ai quartieri dove sono presenti le sale Bingo che hanno riscosso più successo di pubblico, chiedono di sapere "se fare cassa attraverso il gioco d'azzardo rappresenta l'interesse generale dei cittadini; di capire chi è favorevole a questa scelta politica e sociale e chi gestirà 'l'emergenza azzardò". "Oggi - ha detto Elio Rosati che coordina le iniziative in tema di Bingo per Cittadinanzattiva - abbiamo iniziato la tessitura di una vera e propria rete di comitati civici che da nord a sud si sviluppa in tutta Italia, al fine di ottenere la tutela dei diritti dei cittadini, con chiare garanzie di impatto ambientale, acustico e sociali e la trasparenza nei controlli". Anche se "il vero allarme - ha aggiunto - riguarda l'estensione esorbitante del gioco d'azzardo in tutto il Paese". Un allarme condiviso dal sociologo Maurizio Fiasco secondo il quale il Bingo "é una tassa sulla povertà". Per questo "sviluppare opportunità di gioco a dismisura, in un momento in cui l' economia e i consumi ristagnano, è diabolico". Secondo Fiasco "la spesa alcolata di circa 300 euro di spesa media pro-capite per Bingo, Lotto, superenalotto ed altro, espongono soprattutto le fasce più deboli dei cittadini ad una maggiore vulnerabilità. Ma soprattutto - ha aggiunto - è contraddittorio che il governo scelga di aumentare le giocate del Lotto (da dicembre estrazioni tre volte la settimana, ndr) proprio in una fase economica critica per il Paese. Perché è scientificamente provato che maggiore è la crisi e più si è attratti dal gioco, più si gioca e maggiormente si contraggono i consumi. Il che, in periodo prenatalizio non è certo un aiuto alla ripresa".
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