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L'Azione di Vittorio Veneto
08 dicembre 2002
Bingo, videopoker, casino'...
La gioco-dipendenza, un pericolo concreto
Poca gente venerdì scorso allauditorium Dina Orsi di Conegliano per il convegno sulla dipendenza da gioco dazzardo. Ma cera da aspettarselo poiché il Coneglianese è terra vergine per informazione e sensibilizzazione sul tema come ha osservato lo psicologo Rolando De Luca responsabile del Centro di terapia per ex-giocatori dazzardo di Campoformido . Questo però non vuol dire che il problema non esiste. Lo sanno bene gli operatori del Sert dellUlss 7 organizzatori della serata e promotori di un apposito servizio di diagnosi e cura che sta ricevendo decine di telefonate di richiesta di informazioni. Se nel Friuli la maggior parte dei gioco-dipendenti si ammala nei casinò delle vicine Croazia e Slovenia, dalle nostre parti sono i videopoker a mietere vittime (solitamente maschi con più di trentanni). Le statistiche individuano intorno al 3 per cento dei giocatori (occasionali o abitudinari) lincidenza del gioco dazzardo, ma per De Luca l80 per cento di coloro che entrano nelle fumerie doppio (sale bingo, bar con videopoker, casinò) è malato patologico. Quelli che decidono di curarsi, in genere spinti dalla famiglia, sono appena 10 su diecimila; di questi solo 2/3 su 10 guariscono. A Campoformido nel giro di pochi anni sono sorti sei gruppi di auto-aiuto che coinvolgono una settantina di persone. «Ma quello che facciamo noi è poca cosa ha sottolineato De Luca . Servono ben altri interventi per far fronte al problema. Il più necessario? Il divieto di pubblicizzare il gioco dazzardo e di introdurre nuovi giochi». Invece lo Stato fa giusto il contrario. Vedi alla voce bingo che «fra un po coinvolgerà i pensionati e le casalinghe, come insegnano le esperienze estere. Per informazioni è possibile consultare il sito www.sosazzardo.it o telefonare a De Luca (0432-728639) o al Sert di Conegliano. Se invece volete prevenire la malattia vi è una sola terapia: non cominciare. Parola di De Luca e di tanti ex-giocatori.
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