La frase "nuoce gravemente alla salute", oltre che sui pacchetti di sigarette, dovrebbe essere scritta anche sulle schedine del lotto o all'ingresso dei casinò. Con questa provocazione si è aperto ieri il terzo congresso nazionale sul gioco d'azzardo , organizzato dalla Agita e dalle Caritas del Friuli Venezia Giulia, che attraverso le relazioni di specialisti provenienti da tutta Italia e la testimonianza di vittime del gioco e volontari che li assistono ha disegnato le dimensioni e i problemi di questa dipendenza.Nel nostro Paese l'80\% della popolazione dedica attenzione al gioco d'azzardo che per il 3\% è diventato una patologia. Per lo 0,8\% il vizio ha già compromesso la salute e i rapporti sociali, lavorativi e familiari.
Un fenomeno, quindi, che lo Stato deve tenere in considerazione, tanto più che è il principale organizzatore di concorsi a premi e il principale beneficiario dei proventi.

«Molti cavalcano la debolezza delle persone moltiplicando le occasioni di gioco, compreso lo Stato - ha commentato Paolo Zenorolla, vicedirettore della Caritas udinese, che sempre più spesso affronta nuove povertà frutto di questo fenomeno - invece si giustificano i giochi con la scusa che i ricavi servono per i beni culturali. Ma sul piatto della bilancia non si pone l'impatto e il costo sociale che l'azzardo genera. Gli esiti negativi vengono lasciati invece alla sfera del privato. Infine l'azzardo si collega a un altro fronte in preoccupante crescita, quello dell'usura».

La proposta di un'etichetta - che è emersa dal convegno - richiama l'esempio di altri Paesi, come l'Olanda, dove nei casinò il direttore di sala è obbligato a bloccare i giocatori che perdono lucidità e controllo, proibendo loro di ritornare a giocare almento per tre mesi, così che possano disintossicarsi dall'azzardo .