Sono più di 150 i friulani in terapia a causa del vizio del gioco d’azzardo e ad aiutarli c’è una istituzione che, avviata in sordina, dal 1998 ha assunto una rilevanza nazionale. Si tratta del Centro di terapia per giocatori d’azzardo e loro famiglie di Campoformido. A questa struttura, spiegano i responsabili, si rivolgono persone che a volte sono a un passo da decisioni estreme, definitive, dopo che tutto è stato distrutto, sacrificato sull’altare del gioco: beni, lavoro, affetti. Al Centro telefonano anche molti familiari, coniugi, genitori e figli di chi non ha saputo sottrarsi al crescendo di dipendenza, una spirale che ha travolto ogni cosa risucchiando il protagonista e le persone vicine in un autentico inferno. Quanti si siano finora accostati al Centro è difficile dirlo, affermano i responsabili. «Spesso chiamano, chiedono informazioni, ma molti lasciano perdere, perchè l’impegno richiesto è notevole e non tutti se la sentono di intraprendere un cammino che può durare anni. La nostra è una sfida terapeutica, che ha pochi altri esempi in Italia».
La strada del recupero resta difficile, per questo non bisogna abbassare la guardia e provvedere a un aggiornamento continuo, mentre a quanto pare il gioco d’azzardo è sempre più propagandato e diffuso. Una vera e propria attività di massa di enormi proporzioni economiche e sociali che suscita interesse o una qualche attenzione in almeno l’80% della popolazione italiana. Fortunatamente chi scivola nel gioco patologico è una parte minima, tra l’1 e il 3% della popolazione adulta; percentuale comunque preoccupante.
Proprio per confrontarsi e dibattere su questi temi lunedì alle 9, organizzato dall’Istituto Statale d’Istruzione Tecnica Industriale “G.Galilei” di Gorizia e da A.Git.A., Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie di Campoformido si terrà nei locali della scuola goriziana in Via Puccini 22 a Gorizia un incontro con le classi quarte sul tema: Gioco d’azzardo e comportamenti a rischio.