La Repubblica
24 febbraio 2003
Convegno sui passatempi infantili e sul rischio di degenerazioni in età adulta
Giocatori d' azzardo si nasce "Ma ora guarire è possibile"
Già dall' adolescenza emerge l' egocentrismo con l' incapacità di ammettere le sconfitte
di Mara Chiarelli
Facile preda di meccanismi distorti, pronto a voli pindarici e giochi solitari. L' adolescente di oggi, talvolta perso nella sua fase più delicata, potrebbe diventare, domani, un giocatore d' azzardo. Un' ipotesi (o qualcosa di più) che un gruppo di lavoro formatosi all' interno della Facoltà di lettere e filosofia dell' Università di Bari affronta con metodo in un congresso dai contorni più ampi: "Dal gioco per la vita alla vita in gioco". Una cinque giorni di studi, organizzata dalle Facoltà di lettere e filosofia di Bari e Foggia, in collaborazione con i l Seminario di storia della scienza e con le Fondazioni antiusura "San Nicola e Santissimi Medici" di Bari e "Buon Samaritano" di Foggia. Si comincia domani, alle 9, alla facoltà di giurisprudenza, con la relazione di monsignor Alberto D' Urso, presidente della Fondazione antiusura di Bari, su indebitamento e disgregazione familiare, conseguenze del gioco d' azzardo. Ma il congresso non affronterà solo il discorso del recupero. Come spiega la professoressa Maria Sinatra, ordinario di Storia della psicologia e componente del comitato organizzativo (con le colleghe Giulia Sallustio e Angela Volpicella), è finalizzato ad elaborare un progetto di ricerca, che parte dall' esame dell' adolescente, potenziale e futuro "giocatore compulsivo". "Bisogna distinguerlo da quello competitivo - premette - il gioco compulsivo porta alla rovina". La novità introdotta dall' Università di Bari, prima in Italia, sta nell' aver indirizzato la sua attenzione, in termini di prevenzione, verso un soggetto più giovane, in età scolar e. "Finora è stato preso in esame solo il giocatore di una certa età - dice la professoressa Sinatra - con indagini che individuavano solo se il soggetto era giocatore o meno. Noi stiamo tentando di rimodellare un questionario per varie fasce di età. Vogliamo verificare, cioè, se esistano peculiarità e caratteristiche potenziali di un soggetto in età scolare, poi riscontrate in età adulta". Alcuni esempi? "Il giocatore compulsivo è una persona egocentrica, non ammette la sconfitta. Lui non sbaglia, attribuisce alla sorte il suo fallimento. Sono caratteristiche riscontrabili già negli adolescenti". Efficace, in termini di recupero, è il Centro di Campoformido (diretto dallo psicologo Rolando De Luca), ma non basta: "Vorremmo tentare di sviluppare il concetto del gioco creativo, salutare". Ragazzi incollati ad un videogioco o ad un computer. "Il rapporto con l' altro, con il gruppo - spiega - sono aspetti dimenticati. Gli adolescenti, che sanno chi erano ma non ancora quello che diventeranno, facilmente si d istaccano dalla realtà. Per questo, dopo aver raccolto i dati del questionario, andremo negli ambienti ricreativi dei quartieri a rischio per ascoltare chi ha voglia di raccontarsi".