La febbre del gioco consuma i poveri. La classifica nazionale, relativa all' indebitamento per gioco d' azzardo, trova la Puglia al quarto posto, in compagnia delle Isole. E si riscopre una perfetta equazione tra bassa percentuale di reddito familiare e gioco illegale. Dal "Gratta e vinci" alle tanto discusse sale Bingo, il problema diventa oggetto di un congresso dal tema "Dal gioco per la vita alla vita in gioco". Cinque giorni di studi e approfondimenti, su vari aspetti del gioco: dalla sua natura più creativa, sulla quale si è soffermata ieri la professoressa Franca Pinto Minerva (ordinario di pedagogia e preside della facoltà di lettere e filosofia di Foggia), alla deformazione più pericolosa. Quella che diventa una piaga sociale, come ha evidenziato nella sua relazione monsignor Alberto D' Urso, presidente della Fondazione antiusura "San Nicola e Santissimi Medici" di Bari. "Tra le varie cause d' indebitamento, quelli per il gioco - ha detto - sono al quinto posto dopo la cattiva gestione dell' attività commerciale, l' acquisto di case, le malattie e la perdita di lavoro (o la mancanza di un' occupazione). Solo al sesto posto, addirittura, c' è il problema dei figli drogati". L' attenzione si sposta sulle sale Bingo, dodici solo a Bari, dove, secondo monsignor D' Urso, "si indebitano le famiglie già sovraindebitate, gli abitanti dei quartieri più svantaggiati". Quegli stessi quartieri nei quali sarà approfondita l' indagine, presentata da un gruppo di lavoro dell' Università, e che partirà con un questionario da distribuire nelle scuole medie. Si cercherà insomma di verificare se esista o meno una ipotizzata correlazione tra adolescenti disagiati, che già ne portano dentro i segni, e i futuri giocatori d' azzardo. La presenza nei quartieri periferici della città servirà a migliorare qualitativamente l' indagine, raccogliendo i racconti di chi vuol parlare della propria esperienza. Una piaga che nasce dal gioco occasionale a quello abituale, per sfociare poi in quello patologico. Con il favore dello Stato, che negli ultimi anni ha aumentato gli introiti relativi alle varie forme di gioco legale. I dati nazionali, dai quali è possibile scorporare per "disaggregazione" quello pugliese, parlano di un aumento nel 2002 di lotterie istantanee (il "Gratta e vinci") del 51,3 per cento. è cresciuto anche il gioco del lotto, del 16,8 per cento, e le scommesse, del 16,6 per cento. L' ingresso delle sale Bingo, intanto, pareggia il calo di Totocalcio, del 29,1 per cento, e del Totogol, del 27 per cento. Una emergenza che non è adeguatamente affrontata dall' autorità giudiziaria, a causa della scarsa attenzione legislativa al fenomeno. "Lo spazio riservato dal legislatore alla patologia del gioco - ha spiegato il procuratore aggiunto del tribunale di Bari, e coordinatore della Dda, Giovanni Colangelo - è davvero molto esiguo. Verso la metà degli anni ' 90, peraltro, lo Stato ha introdotto spiragli più ampi in favore della liceità di certi giochi, restringendo di molto gli ambiti della illiceità".