SAN BENEDETTO - La tensione politica e sociale sull'eventualità dell'apertura di una casa da gioco sulla Riviera delle Palme è sempre alta. Di tanto in tanto se ne riparla, prendendo spunto dalle opportunità legislative che vengono presenmtate per dare concretezza all'idea di aprire un casinò per ogni regione italiana. Il percorso è stato lungo e, probabilmente, lo sarà ancora di più, prima che si arrivi al voto in Parlamento. Numerose sono le rappresentanze pro e contro la volontà di aprire al gioco d'azzardo San Benedetto del Tronto e proprio su queste scelte torna a dibattere il "Comitato per il No al casinò".
Così intervengono i membri del comitato che allarga il raggio d'azione dichiarando di opporsi all'insediamento di un casinò non solo in città ma anche nella regione. Dicono: "20, 5, 8: danno i numeri? Parlando di gioco dovrebbe essere scontato! Ma il fatto è che questo tipo di gioco è quello d'azzardo e l'argomento è tremendamente serio, tanto da non consentire di divertircisi su.
Spieghiamo. Le prime indiscrezioni uscite dalla Commissione ristretta che stava studiando i progetti di legge per l'istituzione in Italia di case da gioco, davano per possibile l'apertura di un casinò in ogni Regione, quindi venti. Poi consigli più miti fecero scendere il numero a 5; al convegno di Capri, si è parlato di 8 nuove case da gioco, da distribuire equamente per zone geografiche. Probabilmente due nelle isole, due al nord, due al sud e due al centro. Per il centro toccherà a San Benedetto del Tronto?
Noi speriamo che la legge non venga mai promulgata e, quindi, che non si apra nessuna nuova casa da gioco in Italia, ma se proprio deve accadere, ci auguriamo che non avvenga nella nostra Regione e tanto meno nella nostra città. Anche perché non sapremmo proprio dove metterla. Si è parlato del Palacongressi, ma i finanziamenti ottenuti vincolano l'opera alla sua originaria destinazione: bocciata. Si ventila la dismettenda scuola media Curzi, ma è al centro della città, senza parcheggi e servizi vari: bocciata. Villa Laureti, immersa nel verde per chi rimane al verde? Bocciata Ci sarebbe, poi, un vecchissimo progetto, ci sembra di ricordare che risalga al Sindaco Temistocle Pasqualetti che vedeva il casinò su una barca in mezzo al mare. A parte che riprendere quel progetto dopo tanti anni e nell'attuale epoca tecnologica, denoterebbe scarsa fantasia, ma sarebbe di cattivo gusto perché offrirebbe una soluzione immediata a chi rimane al "verde". Al convegno tenuto da Padre Rastrelli e Mons.D'Urso il 17 marzo, il primo ha raccontato che esiste già un casinò in mare in Cina, che è stato tristemente denominato "la nave dei disperati" proprio perché molti si tuffano senza più riemergere. Una soluzione ci sarebbe: posizionare una nave a metà fra arenile e mare, sarebbe facile l'accesso e impossibile affogare. Ma la Capitaneria sarà d'accordo?
Disquisizioni sul tema. Anche questo è gioco e lo consigliamo perché non incide sull'economia personale e familiare, sulla sfera affettiva, su quella sociale e penale. Per chi non ha voglia o tempo di giocare, ci sono, invece, tante cose serie da pensare e da realizzare".