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21 maggio 2003
Incontro con gli studenti delle Terze Media, Scuola Statale "G. Marconi"
Tema: "Gioco d'azzardo e comportamenti a rischio"
Appena ho saputo che avremmo dovuto fare questa attività sono rimasta delusa e ho fatto l'egoista; io non gioco d'azzardo e quindi non mi interessano i problemi di quelli che lo fanno e poi perdono tutto: affari loro! Poi però, ho pensato che un giorno potrebbe succedere anche a me (speriamo di no). Così, anche se ancora un po' riluttante all'idea, ho cercato di partecipare il più attivamente possibile. La prima giornata l'abbiamo passata guardando un video; la prima persona che ha parlato mi è sembrata molto superba e sicura di sé, perché si riteneva capace di smettere di giocare, anche se lui stesso affermava di ricominciare dopo un periodo di astinenza. E' difficile, ora come allora, mentre mi rigiro la penna tra le dita per capire cosa scrivere, valutare le sensazioni di quel momento; forse c'era un po' di rabbia per il suo comportamento così sicuro, ma in ogni caso io non lo trovo un atteggiamento giusto: è come evadere dalla realtà dura e difficile per nascondersi in un mondo irreale fatto di numeri e colori abbaglianti e chi vivrà nella vera realtà?
Per il secondo era diverso; lui era completamente schiavizzato dal gioco e non pensava ad altro. Ho provato per lui un po' di pena, perché era di un paese vicino. Comunque,le loro sono scelte proprie e, anche se aiutati, devono riuscire a capire l'errore commesso.
Dopo questa esperienza mi erano rimasti grandi dubbi : perché i bar sono pieni di macchinette accessibili a tutti? Perché in tutta Italia ce ne sono sempre di più?
A queste e ad altre domande dei miei amici ha risposto in modo chiaro lo psicologo. Mentre lui spiegava mi sono tornati alla mente episodi visti, ma non vissuti, fra un gesto porta fortuna e l'altro. E' stato molto chiaro, ma anche molto vero sulla realtà della vita (anche un po' troppo).
Ho capito quanto può essere difficile uscirne sentendo la testimonianza diretta di un giocatore. La frase che mi ha colpito di più è stata: " Ci si accorge di quello che si ha fatto solamente quando si ha toccato il fondo e ti sembra di essere diventato una bestia ".
Concludo dicendo che tutti possono sbagliare, ma che poi gli altri lo aiutino a capire gli errori che ha fatto, sperando possa essere una soluzione valida per il futuro.
Giulia cl. 3b
Quando le prof ci hanno annunciato che l'argomento era il gioco d'azzardo, mi sono accorta di non essermene mai interessata prima. So che è un problema psichico e anche economico, ma solo guardando il video di MTV e ascoltando la testimonianza del Signor Giorgio, mi sono accorta di quanto è grave.
Il messaggio mi è giunto chiarissimo: il gioco d'azzardo è come una malattia che ti rende inconsapevole di quello che fai e porta la rovina tua e dei tuoi famigliari. Inoltre la guarigione dipende unicamente dalla tua volontà. Il concetto finale: è davvero meglio non giocare d'azzardo.
Chiara cl. 3a
Ho sempre pensato che il gioco d'azzardo ti portasse alla rovina ma non avrei mai creduto che potesse distruggere economicamente famiglie intere e che le persone fossero disposte a rubare soldi di nascosto ai loro famigliari per poter proseguire verso la strada della perdita della coscienza.
Io non lo chiamerei gioco d'azzardo ma ossessione d'azzardo. Uno strizzacervelli ci ha esternato i casi di aiuto che essi ricevono (lavora in un centro di aiuto per le famiglie rovinate dal gioco d'azzardo): su 100 10 famiglie chiederebbero aiuto e soltanto 3 riuscirebbero a uscirne. Un testimone dal vivo e altri due su MTV (uno sarebbe dovuto venire a parlarci ma non aveva i soldi per prendere il treno da Trieste a Udine) ci hanno comunicato la loro esperienza.
A questo punto sintetizzo le mie conclusioni dicendo: NO AL GIOCO D'AZZARDO
Serena cl. 3b
Quando ho saputo che era prevista questa attività, ho pensato:
" ma cosa c'è da sapere sul gioco d'azzardo? E poi chi se ne importa?"
Francamente la vedevo solo come una perdita di tempo
e poi mi immaginavo già lo psicologo-sacerdote che ci faceva la predica: bambini queste cose non si fanno, solo la persone cattive, fragili eccetera giocano e così via.
Comunque prima dell'incontro abbiamo visto un video realizzato da Mtv. Due storie: un pozzuolese, che ho ammirato molto per il fatto che ammettesse la sua dipendenza, ed un palermitano, convinto di poter smettere.
- Ma certo che posso smettere. Posso stare senza per un bel po', poi ricominciare.-
E questo ti sembra smettere?
Al secondo incontro è venuto lo strizzacervelli, e fortunatamente non era come me lo ero immaginato.
Innanzitutto non ci fece la predica. Semplicemente ci disse le cose come stavano.
La dipendenza, la rovina, l'ossessione.
Solo che era di un pessimismo unico. Non faceva altro che parlare di morti.
- gli adolescenti sono persone che si ammalano poco, ma muoiono spesso -
Rassicurante.
Parole come queste ti fanno un certo effetto, soprattutto se hai visto tuoi amici andarsene prima del dovuto.
Vi giuro che non ce la facevo più
va bene che bisogna riuscire ad accettare la vita com'è, ad esorcizzare la morte ed a vedere la realtà, ma ad un certo punto VONDE!
Dopo è venuto un ex giocatore, ci ha comunicato la sua esperienza, ma mi ha fatto uno strano effetto. Un misto di indifferenza e
bò, non so, sono anche rimasta un po' di sasso. Nonostante ciò, non mi ha scosso più di tanto.
Non credo che questa esperienza mi induca a non giocare, o che so, a tenermi alla larga da dette esperienze (non per forza il gioco o cose del genere).
Io ho una convinzione: meglio vivere una vita come la voglio vivere, divertendomi, forse soffrendo, faticando
che vivere una vita piena di divieti e proibizioni, ed arrivare alla fine dei miei giorni piena di rimpianti.
Anna cl. 3b