E' internet la nuova frontiera del gioco d'azzardo. Se il giro d'affari delle scommesse legali è da capogiro, tra i 20 e i 25 miliardi di euro all'anno , in Italia il gioco illecito, che coinvolge circa mezzo milione di adulti, nel 2003 "fatturerà" altrettanto. Sono queste le previsioni stimate dall'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS). Dati che confermano quanto già accaduto nel 2002. Come dire che ad occhio e croce ad ogni giocata legale ne corrisponde una clandestina.
E' sufficiente fare un giro per il cyberspazio e scoprire che on line ci sono tanti di quei casinò virtuali da far morire d'invidia i più accaniti frequentatori di Las Vegas. "In Italia - spiegano dalla Gambling Federation, attorno a cui orbitano molti casinò telematici - abbiamo il più alto numero di giocatori dopo quello del mercato inglese". Quanti, però, preferiscono non rivelarlo.
Basta un computer, una carta di credito e una normale connessione. C'è chi si collega da casa e fa tutto da solo e chi non rinuncia alla "dimensione sociale" delle tradizionali bische, che hanno saputo rinnovarsi. Una di queste è stata scovata nelle settimane scorse a Ramacca, nel catanese: i Carabinieri hanno arrestato un gruppo di persone che a casa di un amico avevano inaugurato un centro scommesse clandestine. Per convincere i "clienti" che l'operazione avveniva "senza trucco e senza inganno" le puntate e le quotazioni ricalcavano quelle dei bookmakers inglesi, il tutto in tempo reale grazie ad internet.
Per avere notizie più precise ci fingiamo interessati all'accesso in una delle sale da gioco virtuali e scriviamo una e-mail proprio alla Gambling Federation: "a proposito del gioco d'azzardo la legislazione di ciascun Paese - risponde per iscritto James, un addetto all'assistenza clienti - prevede differenti normative. Io non sono in grado di informarla precisamente a proposaitoo di quella italiana". Ma per non scoraggiarci il solerte James fa una precisazione sibillina: " Posso però informarla del fatto che in Italia abbiamo il più alto numero di giocatori dopo quello del mercato inglese. Inoltre garantiamo di tenere qualsiasi informazione scambiata con noi, strettamente riservata e confidenziale, sia quelle personale che i dati della sua carta di credito". E se qualcuno invece scoprisse qualcosa? In questo caso è possibile rivalersi sulle casa da gioco. Salvo scoprire a quale condizione: "I diritti delle parti saranno determinati, amministrati e regolati secondo le leggi del Costa Rica". Abbastanza lontano per scoraggiare ogni tentativo.
Piiù il giro d'affari aumenta, più duro si fa il contrasto della Guardia di Finanza. I risultati conseguiti nei primi sei mesi del 2003 lasciano capire che delitti e denuncie quest'anno saranno il doppio dell'anno scorso. Se nel 2002 le violazione alle norme sul gioco d'azzardo accertate sono state 1145, solo da gennaio a maggio di quest'anno ne sono state scoperte 1056. Le persone denunciate a piede libero sono 1584, mentre 1588 sono i "soggetti verbalizzati". Numeri importanti, ma che dimostrano quanto difficile sia perseguire la rete clandestina. Tra i sequestri quasi 3800 riguardano le famigerate macchinette per i video poker; mentre 200 sono stati i video game e slot-machine messe sotto chiave.
I "vantaggi" del gioco on line sono essenzialmente 2: la possibilità di collegarsi in qualsiasi orario da casa o dall'ufficio, e l'opportunità di incassare le eventuali vincite sul conto della propria carta di credito, alla larga dalla lente di ingrandimento del fisco. Questo perché i casinò virtuali sono "residenti" in Paesi nei quali il gioco d'azzardo è del tutto legale o subisce innocue limitazioni. I gestori per prevenire grane chiedono ai giocatori di effettuare una "registrazione" (che poi equivale a un contratto) per accedere ai "tavoli verdi". Sebbene i siti avvertano che in alcuni Paesi il gioco è vietato, c'è chi fa di tutto per incentivare i potenziali clienti. Sempre più sedotti dalla dea bendata anche se su Internet la fortuna è più virtuale che mai.

L'ALLARME
Un fenomeno incontrollabile

"Ci sono persone che passano intere giornate collegate alla Rete e in loro si avvia anche un processo di spersonalizzazione e distorsione del tempo". A lanciare l'allarme , è Moreno Marcucci, docente di psicologia delle tossicodipendenze a Urbino, nel corso del seminario sulle nuove dipendenze organizzato dall'Ordine degli psicologi dell'Umbria. "Quello di giocatore on-line - aggiunge Daniela Capitanucci, psicologo del Sert di Gallarate (VA) - è un fenomeno nuovo e incontrollabile che si estende sempre di più anche in Italia. Sicuramente tre i più pericolosi perché a bassissima soglia di accesso: chiunque da casa o dall'ufficio può collegarsi, adolescenti compresi". A confermare la diffusione dell'azzardo telematico sono i dati del periodo compreso tra il 1996 e il 99: i casinò virtuali sono passati da 15 a 700. E intanto il gioco compulsivo manda sul lastrico intere famiglie. "Non dimentichiamo infatti - annota De Luca, responsabile del contro di terapia di Campoformido (UD) - che il denaro che le fasce più deboli economicamente investono sul gioco viene sottratta a spese di prima necessità. Il giocatore meno abbiente infatti, spesso investe nel gioco parte del reddito destinato alla propria sussistenza".

L'IDENTIKIT
Sposato e diplomato: ecco il volto del "malato"

Esaminando i "lineamenti" degli ex giocatori d'azzardo in particolare di quelli che seguono abitualmente la terapia di gruppo dell'Agita, emergono molti tratti comuni. Il 65% dei giocatori sono sposati; il 3% in possesso della licenza elementare, il 48% della licenza media, il 45% ha il diploma di scuola superiore e il 4% è laureato. Tra loro il 51% giocava al casinò, il 13% ai video poker; il resto ad altri generi di scommesse. Il 7% di giocatori patologici ha meno di 30 anni, il 14% dai 30 ai 40, il 51% dai 40 ai 50, il 22% dai 50 ai 60, mentre il 6% ha superato i 60. La maggioranza, il 75%, sono maschi e il 25% sono donne (la percentuale di giocatrici è in crescita). Quanto alla professione circa 2/3 dei giocatori sono lavoratori autonomi,il resto sono generalmente lavoratori dipendenti. Quasi tutti, il 90%, sono accaniti fumatori. Purtroppo il 30% di qunto scelgono la terapia di gruppo abbandona le sedute molto presto, ricominciando a giocare. "La stragrande maggioranza di giocatori che seguono il nostro metodo - dicono dall'Agita - non giocano più d'azzardo, mentre gli altri, pur continuando a frequentare la terapia, continuano a giocare in misura inferiore rispetto all'inizio del trattamento".

"La tastiera dà un senso di onnipotenza"

"Mezzo milione di giocatori in Italia vuol dire mezzo milione di famiglie travolte dalle ripercussioni disastrose di un congiunto che spende tutto e arriva a indebitarsi per giocare d'azzardo". E' un dramma sociale prima che economico quello che denuncia Rolando De Luca, psicoterapeuta esperto nel recupero dei "malati delle scommesse", i cosiddetti "giocatori patologici". De Luca risponde al telefono di Sos Azzardo (0432728639) istituito dall'Agita (Associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie - www.sosazzardo.it), che dal 1995 a Campoformido (UD) "promuove il cambiamento dello stile di vita delle persone dipendenti dal gioco d'azzardo e delle loro famiglie".
Ma con internet le cose stanno peggiorando, "i giocatori sono pervasi da una strana sensazione di onnipotenza, come se la tastiera desse il potere di decidere sulla propria sorte". Un rischio gravissimo perché innesta "situazioni di dipendenza" che vanno meglio studiate. La vera difficoltà, a questo punto, è individuare e stanare i singoli giocatori, "sempre più chiusi dentro se stessi". Tanto più che "nonostante le denuncie e le campagne di sensibilizzazione, il fenomeno non accenna a rallentare". Del resto le offerte, legali e non, non mancano. Purtroppo "anche la politica sembra disinteressarsi di quanto accade". Le leggi sono "inadatte e non si tiene conto di un dramma diffuso che tormenta migliaia di famiglie". Alcune finite letteralmente sul lastrico.
Ne è passato di tempo da quando a Venezia nel 1638 venne istituito il "Ridotto", la rpima casa da gioco dello Stato. Una cosa accomuna i "giocatori patologici",la ricerca "di sensazioni forti nella vaga speranza di vincere somme"favolose". De Luca lancia una sfida. "Si faccia avanti quel giocatore abituale che in tanti anni è riuscito a vincere più di quanto ha perso".
Chi vuole guarire dalla "dipendenza da tavolo verde" non ha troppa scelta, abbisogna della "terapia di gruppo da seguire insieme alle famiglie". Anni di sperimentazione provano come questo sia "uno degli strumenti più adeguati per superare la dipendenza da gioco d'azzardo sempre più "emergente" nella nostra società".Attualmente i gruppi di terapia sono 8 e coinvolgono tra scommettitori e famigliari più di un centinaio di persone. Contemporaneamente l'Agita collabora con enti quali le ASL per promuovere la qualificazione di personale specializzato. Non a caso "alcuni Sert (Servizi per le tossicodipendenze) adesso cominciano ad avere in cura anche i malati dell'azzardo. E questo -insiste Rolando De Luca - la dice lunga sulla gravità di un disagio sempre crescente".