Il gioco d’azzardo on-line è pericoloso. Questo è l’allarme che Daniela Capitanucci, psicologo del Sert di Gallarate e Rolando De Luca, responsabile del centro di terapia di Campoformido (Udine) hanno voluto lanciare durante un seminario sulle nuove dipendenze. L’esistenza dei casinò sul Web, facilmente raggiungibili anche dai più piccoli, rende vani gli sforzi fatti dagli ex giocatori dipendenti.

"Quello dei giocatori on-line - ha spiegato durante il seminario Capitanucci - è un fenomeno nuovo e incontrollabile che si estende sempre più anche in Italia. E' sicuramente tra i più pericolosi perché a bassissima soglia d'accesso e chiunque da casa o dall'ufficio può collegarsi giocando con la propria carta di credito".

Un pericolo che minaccia anche la stabilità delle famiglie. Chi cade in questo turbine, infatti, sperpera moltissimi soldi nell’illusione di fare il colpaccio, quello che gli cambierà la vita. Il boom dell'azzardo telematico viene confermato anche dai dati. "Ci sono persone - ha dichiarato Moreno Marcucci, docente di psicologia delle tossicodipendenze alla facoltà di psicologia di Urbino - che passano intere giornate collegate alla Rete. In loro si avvia un processo di spersonalizzazione e distorsione del tempo".

Dal 1996 al 1999 i casinò virtuali sono passati da 15 a 700 e, malgrado non vi siano ancora numeri certi, visto l’improvvisa crescita della Rete negli ultimi anni è presumibile ve ne siano oggi diversi migliaia. Rispetto ai giochi d'azzardo tradizionali, la pericolosità dei casinò sul Web è maggiore. "Da casa - ha concluso con non poco sconforto Capitanucci - possono collegarsi anche gli adolescenti".