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Il Piccolo
16 settembre 2003
Dopo i video poker nuovo allarme per i siti Internet in cui poter giocare denaro: dal 96 al 99 sono passati da 15 a 700 e creano dipendenza.
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PERUGIA Dopo i video poker ora arriva da Internet la nuova tentazione per i giocatori d'azzardo. L'allarme è stato lanciato a Perugina da Daniela Capitanucci, psicologo del Sert di Gallarate e Rolando De Luca, responsabile del Centro di terapia di Campoformido (UD) per giocatori d'azzardo e le loro famiglie, nel corso di un seminario sulle nuove dipendenze promosso dall'Ordine degli psicologi dell'Umbria. "Quello dei giocatori on line - ha detto Capitanucci - è un fenomeno nuovo incontrollabile che si estende sempre di più anche in Italia. Sicuramente tra i più pericolosi perché a bassissima sogia di accesso. Chiunque da casa o dall'ufficio può collegarsi giocando con la propria carta di credito". La diffusione dell'azzardo telematico trova conferma nel fatto che dal 1996 al 99 i casinò virtuali sono passati da 15 a 700. "E il problema - ha detto la psicoterapeuta - è che da casa possono tranquillamente collegarsi anche gli adolescenti". Secondo Moreno Marcucci, docente di Psicologia delle tossicodipendenze alla Facoltà di psicologia di Urbino, "ci sono persone che passano intere giornate collegate alla Rete e in loro si avvia anche un processo di spersonalizzazione e distorsione del tempo".Il gioco compulsivo però è anche un dramma economico che non ricade solo sulla famiglia, ma su tutta la società. "Non dimentichiamo - ha annotato De Luca - che il denaro che le fasce più deboli economicamente investono sul gioco viene sottratto a spese di prima necessità. Il giocatore non abbiente infatti,spesso investe nel gioco parte del reddito destinato alla propria sussistenza". Per De Luca "all'inizio della terapia non è centrale la figura del giocatore, ma quella della famiglia e il trattamento dovrà durare fino a tre anni anche se abbandonano dopo appena due sedute". De Luca ha inoltre ricordato che circa l'80% della popolazione italiana "dedica attenzione al gioco d'azzardo e viene individuata una percentuale, tra l'1 e il 3%, di adulti in cui si manifesta una componente patologica, anche se il giocatore è sempre convinto di potersi controllare".
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