Una vita vissuta senza particolari rischi, non condotta al limite.
È questa semplice regola di vita la frase chiave del convegno sul gioco d'azzardo organizzato sabato 13 dicembre a partire dalle ore 9.00 presso il centro polifunzionale - sala consiliare del comune di Campoformido dall'A.GIT.A - Associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie - Campoformido, dalle Caritas diocesane del Friuli - Venezia Giulia e dalla Consulta nazionale antiusura o.n.l.u.s. Bari al fine di seguire l'evolversi di questo preoccupante fenomeno attraverso un incontro che è diventato un punto di riferimento annuale (è stata già fissata la data del convegno del prossimo anno e cioè il 12 dicembre 2004).
Il convegno proporrà due trance di lavori, quelli della mattina, in cui porteranno il loro contributo gli esponenti dei gruppi aiuto per giocatori d'azzardo di tutta Italia e quelli del pomeriggio, in cui verranno presentati due libri, "Il gioco d'azzardo eccessivo" di R.Ladouceur e "Il gioco d'azzardo patologico" di C. Guerreschi, insieme alla ricerca di G.Savron - P.Pitti - R.De Luca dal titolo "Stati dell'umore e tratti di personalità in un campione di Gap e dei loro familiari".
Abbiamo parlato con il responsabile del centro di terapia di Campoformido, Rolando De Luca, per saperne di più sul convegno e sul fenomeno in questione.
Dottor De Luca, parliamo delle finalità del convegno.
Questo incontro è nato con la precisa finalità di raggruppare le vare realtà che operano in Italia per quanto riguarda il campo dell'auto aiuto e della terapia relativamente ai giocatori d'azzardo e alle loro famiglie.Non è soltanto un raggruppamento: è inoltre uno stimolo per nuove iniziative a 360 gradi, dato che è l'unico convegno che viene fatto a livello nazionale con cadenza annuale. Importante in questo contesto è la partecipazione delle Caritas, perché dimostrano, ancora una volta, come le realtà diocesane siano vicine e partecipi alle famiglie che soffrono e che sono in difficoltà.
Proprio all'insegna della condivisione e dell'"assistenza" alle famiglie in difficoltà è stato organizzato anche un momento conviviale.
Sì, è stato organizzato un pranzo gratuito che costituirà un grande momento di condivisione fra relatori, partecipanti ed ex giocatori. Sarà un messaggio che lanceremo di contro alla società dei consumi e che costituirà, forse, l'unico attacco "intelligente ed utile "che si può fare proprio contro al consumismo dei nostri giorni. In Italia infatti ci sono 50mila miliardi di giro d'affari fra gioco d'azzardo legale ed illegale e ci sono degli utili spaventosi. Noi, che siamo, in qualche modo, coloro che si prendono cura di affrontare quella che è solo una punta di spillo del fenomeno, e cioè ci occupiamo di famiglie che si sono ridotte sul lastrico, facciamo un convegno gratuito, offrendo inoltre un momento conviviale gratuito per tutti. È sicuramente un paradosso interessante che farà riflettere gli animi.
Quanti sono i gruppi di terapia che lei segue?
Sono otto e coinvolgono fra giocatori d'azzardo e familiari oltre un centinaio di persone.Dal 25 maggio del 2000 si è inoltre costituita legalmente l'Associazione degli ex Giocatori d'azzardo e delle loro famiglie che ha sede a Campoformido che ha tra le sue finalità principali la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo e di altre dipendenze, il reinserimento dei giocatori d'azzardo nel mondo del lavoro e nella comunità sociale e lo sviluppo dei programmi sul gioco d'azzardo attraverso l'informazione, la formazione e la ricerca.
Parliamo ora di un gioco d'azzardo specifico: il bingo. Sembra che non abbia avuto questo gran successo..
Non è necessariamente detto, probabilmente è solo questione di tempo perché si diffonda e venga "apprezzato".
Non è quindi da leggere come un segnale positivo del "rientrare" di questo fenomeno?
Direi di no.Fino a quando non ci sarà una riduzione dell'offerta dell'azzardo e la conseguente eliminazione della pubblicità riguardo a questi giochi non ci saranno possibilità concrete che questo fenomeno rientri per poi scomparire.