Il rischio di dipendenza da gioco d'azzardo va adeguatamente riconosciuto e le autorità governative devono porre in essere adeguate azioni per limitarne gli effetti. È questo l'appello che sale dal convegno nazionale svoltosi sabato 13 dicembre a Campoformido su iniziativa di Agita (associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie, con sede nella Città del Trattato), Caritas diocesane del Friuli-V.G. e Consulta nazionale delle fondazioni antiusura.
Non si tratta di una richiesta nuova, ma purtroppo della reiterazione di un grido d'allarme sulla pericolosità del gioco d'azzardo fin'ora ignorato. Eppure, a fronte dei proventi miliardari dell'industria del gioco, non si chiede granché: realizzare una rete di referenti in ambito istituzionale, privato sociale e di libera professione per contenere gli effetti del "gioco patologico" che porta alla rovina migliaia di persone ogni anno, istituire un numero verde a livello nazionale per questa patologia, avviare iniziative di aggiornamento per gli operatori già impegnati nella terapia dell'azzardo patologico e anche degli operatori delle agenzie di gioco.
"Ad una prima e semplicistica lettura, il rischio di diventare giocatori patologici appare solamente del 3% - ha affermato Rolando De Luca, psicologo-psicoterapeuta responsabile del Centro di terapia di Campoformido -. In realtà, nelle sale da gioco i giocatori a forte rischio di dipendenza superano spesso il 50% delle presenze per arrivare a punte del 70%". Cifre impressionanti, eppure ignorate da chi è nella "stanza dei bottoni".
"Ascoltando le persone indebitate - ha confermato mons. Alberto D'Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura - non è stato difficile individuare le cause di questo fenomeno: tra le principali c'è il ricorso al gioco d'azzardo, anche in questa zona del Friuli-V.G. Contiamo numerose vittime sia del vicino casinò di Venezia sia dei casinò di Nova Gorica. Secondo i dati in nostro possesso il gioco d'azzardo è la terza causa di ricorso all'usura". D'Urso ha denunciato con veemenza la proposta di legge che prevede l'istituzione di ben 21 parchi urbani di divertimento, dove tavoli verdi e slot-machines si mischieranno a discoteche, bar, cinema, ristoranti e che nella Finanziaria 2004 si prevede l'installazione di videogame con vincite in denaro, con puntate di modesta entità ma con "round" che durano appena 10 secondi. "Come può lo Stato giustificare la distruzione psicologica, morale, economica, familiare e talvolta anche il suicidio di tante persone indebitate per il gioco - ha concluso mons. D'Urso - affermando che ha bisogno di milioni di euro per restaurare monumenti e chiese, quando questo denaro viene sottratto a persone e famiglie che non hanno da mangiare o da pagare l'affitto e le bollette della luce e del gas?".