Romaone.it
09 gennaio 2004
La denuncia arriva dal comitato di Piazza Re di Roma
Un quartiere insonne per il "re" del Bingo
"Da due anni non dormiamo più. Ogni notte oltre mille persone affollano una via di 10 metri". Sotto accusa l'inquinamento acustico della sala da gioco più grande d'Italia e l'assenza di interventi da parte delle istituzioni
di Andrea De Vito
La direzione vi prega di evitare schiamazzi e rumori inutili".
Sarebbe il minimo, secondo i condomini di via Siponto, nel cuore del quartiere San Giovanni, se l'invito fosse rispettato dagli oltre mille clienti che quotidianamente affollano la sala Bingo Re. Da quasi due anni, per colpa della più grande sala da gioco d'Italia, la seconda in Europa, la vita di centinaia di cittadini è improvvisamente cambiata. Molti residenti ormai non riescono più dormire e ogni notte, dai propri appartamenti, distinguono perfettamente la voce che chiama i numeri estratti durante il gioco. Il locale, costruito sulla fondamenta di un vecchio centro commerciale, svetta con la sua insegna verticale su un edificio in cemento chiaro alla fine di un lungo corridoio di mura e finestre: inutile parlare di quante ore vengono sottratte al sonno e alla quiete dei residenti. Inquinamento acustico e luminoso, schiamazzi notturni, norme antincendio violate, e altro ancora, sono solo alcune delle problematiche denunciate da un comitato di quartiere che rappresenta ben 900 cittadini esasperati. Per non parlare poi del deprezzamento immobiliare legato alla presenza della sala da gioco: secondo gli abitanti si tratta di un'autentica piaga.
Gli stessi addetti alla sala confermano la presenza di migliaia di persone, soprattutto durante il fine settimana, nella minuta via Siponto, pochi metri di asfalto e disperazione. Un via vai senza sosta di poveri, ricchi, giovani, anziani, casalinghe, impiegati, studenti spinti a tentare la sorte dalle poste in palio più alte di tutta la città: tanto per smentire chi parla di crisi delle sale da gioco. E la corona sull'insegna luminosa non sembra essere lì per caso.
Ma la direzione della struttura non rilascia per ora dichiarazioni in merito.
Paolo Frezza, portavoce dei disagi di via Siponto, denuncia invece, dal 7 febbraio 2002, una situazione da subito inaccettabile: "Per noi residenti si tratta di una data storica. I problemi sono nati fin dal giorno dell'inaugurazione. L'unica colpa del comitato - aggiunge - è stata quella di essersi mossa in ritardo".
Qual è il disagio più grande causato ai condomini dell'area?
"E' evidente che le problematiche sono legate alla presenza di ben 18 condomini contigui. Il viale che porta all'ingresso del Bingo è un autentico camino per incendi e rumori".
Molti problemi dipendono però anche da un impianto di condizionamento sul lastrico solare del condominio?
"Molte radio e diversi giornali parlano del traffico adiacente a via Siponto (a pochi metri da Piazza re di Roma, ndr) ma in realtà si continua a sottovalutare il mega impianto di refrigerazione. Questo sistema provoca un rumore fastidiosissimo ed è attivo 24 ore su 24. Per non parlare della cucina della Sala Bingo del tutto priva di una canna fumaria: la finestra del condominio più vicina a questa zona dista solo 6 metri".
Che affluenza registra la Sala Bingo Re?
"Ogni giorno si contano circa 1300 persone senza calcolare le auto che escono fino alle 3 di notte dal parcheggio sotterraneo".
Qual è il limite orario previsto per la chiusura?
"Ecco il punto. Per legge le sale bingo dovrebbero chiudere alle 2 di notte. Ma nel caso specifico il gioco va avanti fino alle 3. Non solo. Abbiamo denunciato ai vigili del fuoco la presenza di auto, camper e furgoni la cui sosta dovrebbe essere vietata durante l'attività della Sala nel rispetto di precise norme antincendio"
Vogliamo parlare dell'inquinamento luminoso?
"L'insegna all'ingresso del locale è stata ritenuta abusiva dall'Avvocatura del Comune di Roma. Il presidente del IX Municipio Maurizio Oliva ha ricevuto un comunicato di rimozione ma l'insegna è ancora lì".
Le vostre richieste non hanno dunque trovato risposta.
"Veltroni, informato, fa le orecchie da mercante. In precedenza era stato stipulato un contratto d'intesa con la società PRIM (proprietaria dello stabile, ndr) per risolvere i disagi. Qualcosa è stato pur fatto ma anche insonorizzare i motori dei condizionatori con apposite barriere non è servito a nulla".
Cosa chiede il comitato di re di Roma?
"Naturalmente la delocalizzazione della sala Bingo. Ma denunciamo anche la massima assenza delle istituzioni a partire dalla polizia di Stato. Ci siamo fatti carico dell'accertamento dei problemi per motivare gli interventi richiesti ma il Municipio ha del tutto ignorato la questione. Non siamo contro il Bingo in quanto gioco fine a se stesso, ma il quartiere deve tornare a vivere".