| |
La Tribuna Sanmarinese
24 gennaio 2004
L'eco delle polemiche sul Kursaal valicano i confini. E il presidente dell'Associazione utenti consumatori dice: "Serve una normativa"
Keno, dall'Italia un invito alla regolamentazione
L'allarme del psicoterapeuta dell'Agita: "Gioco d'azzardo patologico, anche sul Titano casi più o meno gravi di questa patologia"
di Giampiero Valenza
DA ROMA (Il Corrispondente) Il caso legato ai giochi d'azzardo è giunto oltre confine. Ed in Italia non poteva non far sollevare anche le tante associazioni di consumatori che operano nella penisola. Gruppi, questi, che da tempo hanno portato avanti iniziative a tutela dei cittadini anche sul fronte legato all'azzardo italiano. "Questa situazione venutasi a creare - ha dicharato Vincenzo Convito, presidente dell'Aduc, l'associazione degli utenti consumatori - potrebbe essere la volta buona per definire la normativa legata ai giochi d'azzardo in tutti e due gli Stati, sia in Italia che a San Marino". A Roma, infatti, si sente fortemente il desiderio di poter regolamentare, in maniera diversa, i giochi d'azzardo in Italia. Sia a fini elettorali che plitici, sia nella Camera che nel Senato sono fioccate negli anni fior fior di disegni di legge per prevedere casinò e sale da gioco sparse un po' dappertutto nello stivale. Ma potrebbe crearsi un ulteriore allarme sul monte Titano. In Italia, infatti, l'incidenza patlogica dell'azzardo raggiunge numeri a cinque zeri. A renderlo noto, Rolando De Luca (nella foto), psicoterapeuta dell'associazione Agita, l'associazione italiana degli ex giocatori d'azzardo, che da tempo è in prima linea sui malati delle "puntatine". Secondo l'Agita, la giocata 'veloce' come può essere quella del bingo e del keno, può portare a dipendenza. "E' importante sottolineare - ha dichiarato De LUca che i dati disponibili individuano in Italia attorno al 3% dei giocatori, sia occasionali che abitudinari, l'incidenza del gioco d'azzardo patologico. Infatti, anche se a una prima lettura il rischio di diventare giocatori patologici appare relativamente baso, facendo un calcolo approsimativo è possibile vedere che in Italia le persone giunte a questo grado di assuefazione sono tra le 500 mila e le 700 mila. Il fenomeno andrebbe quindi inquadrato nell'ottica dei danni sociali che provoca alla comunità e non certo considerando il denaro che apporta alle casse dello Stato. A livello individuale è possibile notare infatti che il giocatore d'azzardo patoogico dedica la maggior parte del suo tempo e dei suoi interessi al gioco, sperpera somme crescenti di denaro ed è di norma fortemente indebitato, spesso perde il lavoro, arriva a compiere frodi e falsificazioni e, non infrequentemente, tenta il suicidio, con altri forti probelmi a livello familiare. E non escludo che anche a San Marino ci possano essere casi più o meno gravi di questa patologia". "Dal punto di vista sociale - ha continuato De Luca - viene inoltre notata una ridotta oazzerata attività produttiva, oltre ai danni provocati da terzi, soprattutto a causa di indebitamenti con usurai e fallimenti finanziari cui corrispondono sempre maggiori introiti economici per i gestori del gioco".
|