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Le denunce portano a un'indagine in tutto il Basso Garda: denunciati gestori di locali e di ditte per i reati di gioco d'azzardo e possesso di apparecchi automatici
Lo stipendio dei mariti in fumo ai videopoker
Due mogli si rivolgono ai carabinieri: 34 nei guai per le giocate illegali
di Roberto Vacchini
Migliaia di euro spesi nei videopoker.Interi stipendi andati in fumo. Una famiglia quasi sul lastrico. Il maresciallo della stazione di un paese dell'entroterra gardesano quasi non credeva alle sue orecchie. Di fronte a lui c'era una donna in lacrime: quarant'anni, distinta,con un lavoro e dei figli. E un marito "ammalato" di videogiochi. Negli occhi della donna il maresciallo ha letto un'angoscia lunga alcuni mesi, la disperazione di chi sta per toccare il fondo. Non sapendo più a chi rivolgersi, quella donna aveva bussato alla porta della stazione dell'Arma. Forse pensava solo di sfogarsi,magari sperava che i carabinieri riuscissero a mettere un po' di paura al marito e farlo desistere,almeno per un po', da quella sua "passione". Non sapeva,quella quarantenne disperata,che non era l'unica a trovarsi in quella spiacevole situazione. Un'altra donna aveva chiesto aiuto ai carabinieri di un'altra stazione a pochi chilometri di distanza: anche lei era alle prese con un marito "drogato" di videopoker. Per avere un'idea, basta un esempio: in un giorno di potevano arrivare a giocare anche trecento euro. I due marescialli hanno allargato l'indagine. Il comandante della compagnia di Peschiera, maggiore Antonio Sergio, ha disposto un servizio mirato nella zona del Basso Garda. L'operazione ha visto impegnati per quasi un mese i carabinieri di Peschiera che hanno frequentato mattina e sera i bar di Garda, Bardolino, Pastrengo, Lazise, Bussolengo, Pescantina, Castelnuovo, Valeggio e Peschiera. I militari sono partiti proprio dai bar segnalati dalle due donne,trovando in più di qualche occasione anche i mariti "spendaccioni" E il controllo è stato esteso in seguito anche ad altri locali. Complessivamente i militari hanno fatto visita a 80 bar e denunciato 34 persone, tra gestori dei locali e ditte che forniscono i videopoker per i reati di gioco d'azzardo e possesso di apparecchi automatici. Anche se la normativa che regola i videogiochi non è del tutto semplice da interpretare, infatti, vengono sanciti alcuni principi tra cui il divieto, in caso di vincita, di dare compensi in denaro. In realtà, in più di qualche caso le cose non andavano proprio così. Addirittura i militari hanno trovato delle macchinette che potevano incassare banconote, anziché solo monetine come previsto dalla normativa. I militari hanno anche stilato una piccola "statistica" secondo cui le persone abituali frequentatoti dei videopoker, secondo quanto accertato, sono risultate moltissime e senza distinzione d'età e molti lasciavano nelle macchinette parecchi euro per volta. Basti pensare che in una sono stati trovati settemila euro in contanti. Nulla da stupirsi, dunque, se i due uomini ci avevano rimesso tutti quei soldi. I carabinieri hanno infatti accertato che un'alta percentuale di macchinette videopoker erano state contraffatte per il gioco d'azzardo. Cinquanta apparecchi sono stati sequestrati e ora saranno affidati ai tecnici per le analisi del software per comprovare il gioco d'azzardo. I controlli e gli accertamenti potrebbero ripetersi. Fra qualche settimana, infatti, entrerà in vigore la nuova normativa che prevede la sostituzione delle macchinette. E forse allora i mariti delle due donne potranno guarire.
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