Forse è solo perché hanno cambiato forma. Al loro posto sono arrivate le slot machines.
Cosa cambia? Cambiano le vincite: non più buoni per le consumazioni, ma soldi. Metti la monetina,tira la leva,forse vinci altre monetine. Una piccolissima Las Vegas,sotto casa.
I vantaggi: più regole e controlli
La decisione,frutto di normative nelle ultime due leggi finanziarie,punta a regolamentare maggiormente il gioco d'azzardo da bar.
Con le slot machines le partite non costeranno più di 50 centesimi, la durata della partita sarà tra i 7 e i 13 secondi,la vincita non sarà mai superiore ai 50 euro. Entro 14 mila partite le macchinette dovranno distribuire in premi il 75% degli importi giocati: nel lungo periodo,cioè.,qualcuno vince di sicuro. Ma comunque è molto più probabile perdere che vincere. Del 25% restante,il 13,5% andrà allo Stato: questa l'aliquota fiscale stabilita. Tremonti si attende entrate superiori al mezzo miliardo di euro. Tutti i giochi saranno controllati dal Monopolio (per evitare cioè che vengano truccati). La legge prevede anche che per tutelare i minori le slot machines in cui si giocano monete siano separate,all'interno del bar,dalle altre.
Il problema
Che fine faranno adesso i 266mila videopoker?
Devono scomparire entro il31 maggio. Ma non è detto che finiranno in discarica. Perché se i videopoker sono spenti la legge è rispettata. E perché molti verranno delocalizzati. Venduti in est Europa dove sono permessi. E amati.
I dubbi: l'azzardo non calerà
La legge mira a regolamentare e incassare. Ma anche a limitare il gioco d'azzardo. Gli abbrutenti spettacoli di uomini soli che vedi in catalessi davanti al minidisplay. Ma ci riuscirà?
La diga sembra avere alcune falle.
Prima: internet. Il gioco d'azzardo è sempre più on-line. Migliaia di siti,e basta una carta di credito. Se il gestore del sito è italiano,la Finanza può ordinarne la chiusura. Ma è una ipotesi marginale.
Seconda: la briscola. La legge proibisce i videopoker,i giochi basati sulla logica del poker. Ma se installo una videobrioscola?
Terza:sempre gioco è. Anche se muta in slot il poker,ci si può ugualmente rovinare nell'animo o nel portafoglio.Non cambia poi molto.E se lo Stato ha un succulento prelievo fiscale,ha tutto l'interesse a che gli italiani giochino di più.
E' il punto di vista anche dello psicoterapeuta Rolando De Luca,responsabile dei gruppi terapeutici per ex giocatori d'azzardo e famiglie presso l'associazione agita di Campoformido (
Udine)
"Con la nuova legge sembra tutto sotto controllo. Ed invece scopriamo che il prelievo fiscale del 13,5% porterà nelle casse statali ben cinquecento milioni di euro.Il drenaggio di denaro dalle tasche dei cittadini continuerà. Con una offerta d'azzardo magari regolamentata ma sempre comunque aggressiva e capillare. Insomma invece di azzerare la pubblicità e ridurre l'offerta si sceglie la strada opposta. E quindi pur apprezzando i passi in avanti,a conti fatti si cambia tutto per non cambiare niente.