Il Mattino
04 maggio 2004
L'iniziativa
Una cura per i forzati del gioco d'azzardo
In Italia ci sono 266mila videopoker. Anzi c'erano: dal 1° maggio sono scomparsi dai bar. Non ve ne siete accorti?
di Paolo Romano
Oltre mille secondo stime ufficiose e parziali. In 120 quelli che hanno deciso di uscire dal vortice del gioco d'azzardo. A lanciare la scialuppa di salvataggio è stata l'associazione Logos, già impegnata da anni nel campo del sostegno alle fasce deboli della città,in particolare alcolisti e tossicodipendenti. Il progetto denominato "Fuori gioco" è l'unica realtà di tutta la Campania a promuovere l'autoaiuto per i giocatori d'azzardo e, oltre ai già citati 120 contatti,sono già 15 le famiglie del territorio coinvolte nel percorso di recupero. "Si tratta di una vera e propria dipendenza - spiega Nello Baselice, responsabile della struttura di volontariato - il giocatore entra in un meccanismo psicologico di fragilità che lo porta a spendere una grande quantità di denaro per qualsiasi gioco,si va dal videopoker alle innocue schedine,ed alle scommesse Snai,al Bingo"
I dipendenti della fortuna
Oltre mille nel capoluogo i "malati" delle scommesse Iniziativa del gruppo Logos per chi vuole smettere
Cura per i forzati del gioco d'azzardo
In trattamento 120 casi. Ecco le loro storie
Si diffonde a Salerno la dipendenza dal gioco d'azzardo e dai videopoker. Un fenomeno sociale ed economico sommerso,con intere famiglie ridotte sul lastrico. Sono oltre 120 solo i salernitani che hanno chiesto aiuto per uscire da un meccanismo di dipendenza. Ma il numero delle persone che vivono nell'ombra il loro disagio,senza averne coscienza o forza per combatterlo è di gran lunga maggiore,forse un migliaio. Tanto che dal 2000,il Gruppo Logos,specializzato nel trattamento degli alcolisti,ha avviato un nuovo servizio sul territorio: il sostegno a coloro che sono entrati nel vortice del gioco d'azzardo.
Il progetto denominato "Fuori gioco" è l'unica realtà di tutta la Campania a promuovere l'auto aiuto per i giocatori d'azzardo e,oltre ai già citati 120 contatti,sono già 15 le famiglie del territorio coinvolte nel percorso di recupero. "Si tratta di una vera e propria dipendenza - spiega Nello Baselice,responsabile della struttura di volontariato - il giocatore entra in un meccanismo psicologico di fragilità che lo porta a spendere una grande quantità di denaro per qualsiasi gioco,si va dai videopoker alle innocue schedine,ed alle scommesse Snai,al Bingo. E' una continua corsa a sfidarsi,a cercare stimoli nuovi". Il problema si aggrava quando per il giocatore incallito subentrano le difficoltà economiche,la ricorsa ai finanziamenti,ad attività illecite. La pratica del gioco con denaro,portato fino agli eccessi,è responsabile dello sfascio di centinaia di famiglie,ridotte alla miseria per il dilapidarsi di interi patrimoni. Esemplare la storia di Francesco C.,trentasei anni,brillante rappresentante di commercio. Dopo aver dilapidato una fortuna,è riuscito a risalire la china. "Non gioco più da 553 giorni,quasi due anni. Il fatto che ricordi il numero esatto dei giorni la dice lunga su quanto soffrissi allora",dice. Francesco non ha difficoltà ad ammettere la portata economica del suo disagio: "Spendevo anche 5000 euro a sera,partita dopo partita,prima con le carte poi con i videopoker. Soltanto con i videogiochi potevo arrivare a spendere 1500 euro in poche ore".Un percorso allucinante "E' stata una discesa agli inferi,ho perso il lavoro,mi sono allontanato dalla famiglia. E' stata la mia ragazza a spingermi a rivolgermi al centro".Ora il nostro ex giocatore ha seguito un corso di formazione e sarà proprio lui a dare una mano alle vittime del tavolo verde."Mi occuperò della prima accoglienza dei giocatori in trattamento,darò loro i consigli giusti",afferma.(Per i giocatori incalliti che desiderano aiuto,si può telefonare al n.089/792800.
Sul tema "Gioco d'azzardo: illusioni,inganni,costi personali,familiari e sociali" lunedì 7 giugno alle 18.30 si terrà un convegno presso la sala conferenza della Centrale del Latte. Promosso da Logos,il forum vedrà la partecipazione,tra gli altri, di Rolando De Luca,coordinatore dell'Associazione giocatori in trattamento e consulente dell'Alea (l'associazione scientifica nazionale sull'azzardo) e di
Carlo Petrella,dirigente del servizio tossicodipendenze della Regione Campania. Durante i lavori sarà evidenziato anche un altro pericoloso mix: la frequente concomitanza di alcodipendenza e gioco d'azzardo.