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Il Mattino
11 maggio 2004
Il convegno.
Il gioco? L'oppio dei poveri
A Psicologia, si studia la dipendenza da azzardo
di m.nar.
Casinò,sale gioco e ricevitorie del lotto come vere e proprie "fumerie d'oppio", con il 3% della popolazione adulta padovana (e veneta in generale) "drogata" a livello addirittura patologico dal gioco d'azzardo. E' da questo dato in costante ascesa che ieri ,nell'aula magna della Facoltà di psicologia ha preso vita il convegno "Dal gioco all'azzardo" organizzato dall'associazione culturale di psicologia Progetto Lazarus e dell'associazione culturale studentesca Mediacampus in collaborazione con "Sap-Benessere senza rischio" della Facoltà di via Venezia. Ad attirare l'attenzione di un centinaio di studenti è stato Rolando De Luca,psicologo e psicoterapeuta nonché responsabile del Centro di terapia di Campoformido (Udine) per ex giocatori d'azzardo e per le loro famiglie, abile nel delineare cause ed effetti di una vera e propria malattia. La conferma giunge dalle parole dello stesso relatore friulano: "Siamo più che mai di fronte alla diffusione di massa di un tipo di comportamento che un tempo era strettamente riservato all'èlite.In sei anni il fatturato del gioco d'azzardo è triplicato,con 50 mila miliardi di vecchie lire "fumati" in Italia tra giochi legali ed illegali nel 2004.Siamo dunque di fronte a una vera e propria patologia,a una tossicomania illegale senza sostanze stupefacenti che tuttavia compromette seriamente capacità personali,familiari ed associative". Quali possibili rimedi? La risposta arriva dal passato: "un vecchio frate del 600 - conclude De Luca - sosteneva che l'unico modo per vincere al gioco è non giocare. Ma oggi bisogna soprattutto ridurre l'offerta di gioco nele mercato".
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