Padova - Aveva un'immagine pubblica e una privata. Il geometra Luciano Bonifazi stava ben attento a non confondere i due ruoli, continuando a vivere al di sopra delle proprie possibilità economiche, sforzandosi di nascondere una verità difficile da ammettere. La malattia per il gioco, un cancro che lo aveva portato ad un lento stillicidio finanziario. Numerosi i viaggi a Las Vegas e a Portorose. Aveva accumulato debiti ovunque: con impresari che con lui trattavano affari immobiliari, con gli inquilini dei molti condomini che amministrava, con i quali aveva contenziosi aperti perché si tratteneva le quote delle spese, e quasi sicuramente con taluni tipi di creditori dal prestito facile che,ciclicamente,ogni quindici giorni,si presentavano al suo studio per riscuotere il debito, e il più delle volte insoddisfatti, non gli risparmiavano le violenze fisiche. Gli era stata sequestrata l'auto di grossa cilindrata, una Bmw528, sostituita con una Opel corsa presa a noleggio.
Sull'appartamento dove viveva pendeva un'esecuzione immobiliare e anche lo studio professionale era a rischio di procedura fallimentare.
Aperto saltuariamente, costretto a ridurre il personale, si arrangiava con una segretaria, un giovane geometra e l'aiuto del nipote Alessandro. Era un uomo molto nato a Cadoneghe, stimato professionista, che aveva vissuto per un lungo trentennio, a partire dagli anni '70, un periodo d'oro, fatto di rispetto, di uno studio prestigioso in piazzale Castagnata, una florida attività e una vita più che agiata che condivideva con la moglie Mirna Pirovano.
Non avevano figli, ma un legame fortissimo con il nipote Alessandro Cirpi, tanto da considerarlo un figlio adottivo. Un tempo partecipe in prima persona alla vita sociale del paese. Per un decennio era stato giudice conciliatore, professionalmente molto preparato e con elevata sensibilità. Una sensibilità che, forse, lo ha portato a compiere questo gesto estremo, coinvolgendo anche la moglie, magari per evitarle il dolore di sopportare la vergogna. Una compagna che gli era sempre stata vicina, anche se, come raccontano gli amici, per proteggerla il marito aveva cercato di ovattarle la realtà.
L'altro ieri la donna era andata ad acquistare dei prodotti di bellezza nell'erboristeria vicina all'abitazione. Pare che gli inquilini del piano di sopra abbiano sentito, verso le quattro del mattino, le persiane elettriche alzarsi, ma non hanno sicuramente udito gli spari.