Corriere della Sera
19 luglio 2004
Ma il Congresso vuole vietare le slot machines a Washington
L'America cede ai casino'
Entrate facili per gli stati Così trenta governatori fanno quadrare il bilancio Schwarzenegger ha firmato un contratto con 5 tribù pellerossa: verseranno un miliardo di dollari l'anno per aprire delle case da gioco
di Ennio Caretto
WASHINGTON - In California,il governatore ed ex attore Arnold Schwarzenegger ha firmato un contratto con 5 tribù pellerossa: ha permesso loro di aprire alcuni casinò in cambio di un versamento di 1 miliardo di dollari annui allo Stato. In Pennsylvania,il governatore ed ex sindaco di Philadelphia Edward Rendell ha autorizzato l'installazione ci 61mila slot machines,giochi elettronici d'azzardo,e ne ricaverà anch'egli 1miliardo di dollari annui in tasse. Nello stato di New York,il governatore Gorge Patagi ha mostrato più prudenza: ha dato via libera a 4 "racinos",casinò per le scommesse sulle corse di cavalli (da race,corsa) che gli pagano 44milioni di dollari di imposte.
Schwarzenegger, Rendell e Patagi non sono un'eccezione: nell'88, i casinò erano legali soltanto nel Nevada e nel New Jersey,ma oggi lo sono in 30 dei 50 Stati americani e che c'è chi scommette che presto lo saranno in tutti. Il motivo: le loro tasse o contratti consentono ai governatori di ridurre i disavanzi di bilancio o le imposte dei contribuenti o di finanziare i servizi sociali.
Benvenuti nella nuova realtà della finanza pubblica Usa. Gli enormi - e per qualcuno scriteriati - sgravi fiscali del presidente Bush si sono tradotti in maggiori oneri per i singoli Stati e questi si stanno aggrappando al gioco d'azzardo come a un salvagente. Arnold Schwarzenegger si era impegnato a fare guerra ai casinò indiani, ma quando ha appreso che il piccolo Stato del Connecticut intasca ogni anno 395 milioni di dollari da due sole tribù ha cambiato idea: la California ha un tremendo disavanzo di bilancio ed un governatore repubblicano non può aumentare le tasse. Lo stesso vale per il democratico Edward Rendell
In linea di principio contrario ad ogni forma di scommessa: è ricorso alle slot machines per mantenere la promessa di ridurre le imposte immobiliari. Quanto a Patagi, che detesta le corse di cavalli,destina i soldi dei "racinos" alle scuole pubbliche,che sono eternamente in crisi. C'è da chiedersi quando l'Europa e l'Italia dove,come in America,già si gioca alla lotteria,seguiranno l'esempio americano.
In un feroce editoriale,il New York Times ha definito "banchieri da carnevale" i governatori che favoriscono il gioco d'azzardo,protestando che danneggia soprattutto i poveri: "Vicino alle slot machines ci sono le Atm,le banche automatiche - ha protestato - e i giocatori non sanno restare nei limiti delle proprie disponibilità". Ma Rod Blagojevich,il governatore dell'Illinois,ha ribattuto che i casinò,oltre ad aiutare il bilancio,creano anche posti di lavoro, "25mila nel mio Stato". E a Washington sono state raccolte 55 mila firme per un referendum a novembre,durante le elezioni,che li porti nella capitale. "Il fatturato dei casinò pellerossa - ha notato Blagojevich - è di 16 miliardi e mezzo di dollari annui,quello degli altri casinò di 26 miliardi e mezzo e,per due terzi,viene dalle slot machines. Non vedo perché lo stato non dovrebbe trarne qualche utile". Per i pellerossa, è molto più facile aprire dei casinò che non per tutti gli altri: le loro riserve sono territori autonomi eil gioco d'azzardo è uno dei loro principali mezzi di sostentamento.
Sulla nuova,allegra pubblica finanza gli Usa si sono spaccati in due. Il Parlamento della Pennsylvania non ha soltanto passato la legge del governatore Rendell,ha anche permesso ai suoi membri e i pubblici ufficiali di comprare l'1% delle azioni dei casinò,"per guadagnarci sopra"si è indignato il New York Times. Ma a Washington il Congresso minaccia di vietare le slot machines nella capitale "perché la infangherebbero". Dalla pioggia di lettere dei lettori abbattutasi sul giornale sono emersi i pareri più diversi. John Kjellman di Hhenniker nel New Hampshire ha accusaro lo Stato di "non proteggere più i cittadini" e Felicia Massarsky di Hoboken nel New Jersey,che si è dimessa da dirigente di un casinò,ha raccontato che il gioco d'azzardo ha rovinato la famiglia. Mark Moore di Knoxville nel Tennesee ha invece sostenuto che le slot machines "non rapinano i poveri perché usarle è una libera scelta"e John Eding di Chicago le ha equiparate alle sigarette:"Assuefarsi è autolesionismo".
L'America è una nazione di scommettitori - punta su tutto,dalle partite di football americano agli Oscar - ma il gioco d'azzardo rimane proibito a livello federale: se li coglie,l'Fbi persegue i giocatori su internet,che sono sempre più numerosi e ha già incriminato due catene di casinò dei Carabi che offrono i loro servizi "on line". E' anche possibile che la prossima amministrazione lanci una campagna educativa contro di essi,come le precedenti e l'attuale fecero contro le droghe e contro il fumo. Ma le catene dei casinò sanno di essere una crescente fonte di introiti fiscali per i singoli Stati e di potere arrivare a operare all'interno delle loro giurisdizioni. Per questa ragione sono diventate tra i principali finanziatori dei candidati ai Parlamenti e governatorati locali. Un celebre giocatore pentito,Bill Bennett,ex ministro all'Istruzione e capo dell'antidroga ai tempi di Bish padre,autore del Libro delle virtù,che nel corso degli anni perdette 10 milioni di dollari nei casinò,lamenta invano "la caduta morale e la cecità politica" dei governi locali.
Scommesse e tasse
I casinò
Fino all'88 erano legali soltanto nel Nevada e nel New Jersey,oggi lo sono in 30 dei 50 stati americani. Gli ultimi a cedere sono stati New ork,Pennsylvania e California.
Le slot machines
Ne sono state installate 61 mila in Pennsylvania,frutteranno un miliardo di dollari all'anno in tasse.
I racinos
Le case da gioco per le scommesse sulle corse dei cavalli sono un grosso giro d'affari. Nello stato di New York i proventi vengono destinati alle scuole pubbliche che sono eternamente in crisi.
Il referendum
A Washington sono state raccolte 55mila firme per aprire dei casinò anche nella capitale. Ma il Congresso vuole vietare l'installazione di slot machines in città "perché la infangherebbero".
La legge
Il gioco d'azzardo rimane proibito a livello federale. L'Fbi persegue i giocatori su internet.