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Finanziaria 2005
Bocciato anche l'emendamento sui casinò
Il 2005 sembrava l'anno buono per l'apertura di nuovi casinò in Italia. E invece...
Ancora un disco rosso per i nuovi casinò. La legge per l'introduzione di nuove case da gioco, ai nastri di partenza da almeno vent'anni, ci resterà anche nel 2005. A dispetto di chi pensava che questa fosse la volta buona (un po' per l'esigenza dell'erario di trovare nuove entrate, un po' per la crisi del turismo), a Montecitorio la maggioranza ha deciso di rinunciare all'emendamento che avrebbe dovuto introdurre nella Finanziaria 2005 l'autorizzazione a creare da 6 a 10 nuovi «parchi del divertimento». Un emendamento sul quale, in commissione Attività produttive, commercio e turismo si era registrata una sostanziale unità tra le forze politiche. Il meccanismo messo a punto dal deputato di Forza Italia Luigi Lazzari prevede che l'Italia venga divisa in quattro zone, ciascuna delle quali abbia almeno un nuovo casinò. Le quattro zone sono rispettivamente isole, Italia meridionale, centrale e settentrionale. Prevista anche la possibilità di aprire, calcolandole come una sola ai fini del tetto nazionale, due case da gioco nella stessa Regione, a condizione di restare in attività metà anno ciascuna. Quanto ai proventi, la divisione sarebbe stata: 50 per cento alla società che gestisce il parco del divertimento, 20 per cento al Comune ospitante, 10 per cento allo Stato, 10 alla Regione e il restante 10 da dividere tra le Regioni che non ospitano parchi. Se ne riparla l'anno prossimo...
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