OLBIA. In Sardegna il circa il 60% della popolazione ha avuto contatti con il gioco d'azzardo; di questi il 20% è un giocatore non abituale, ma abbastanza assiduo, il 3% circa è un giocatore patologico. Di fronte alle conseguenze distruttive e alla progressiva estensione del fenomeno in città è nata la prima Equipe terapeutica gioco d'azzardo eccessivo della Sardegna, finanziata dalla Regione e realizzata in stretta collaborazione con l'Asl n°2 di Olbia.
L'equipe, al lavoro dal mese di aprile, è costituita da sette persone, formate dallo psicologo psicoterapeuta Rolando De Luca. <<Al momento _ spiega il dottor Salvatore Carai, responsabile del gruppo _ abbiamo cinque famiglie, deelle quali una anche della provincia di Cagliari, che una volta alla settimana fanno una seduta della durata media di due ore>>. L'iniziativa è rivolta a tutte le persone e ai familiari che ritengono di avere problemi legati al gioco d'azzardo, termine con il quale non si intende solo il casinò come si è soliti pensare, ma anche Superenalotto, Lotto, Gratta e vinci, Videopoker, Bingo, Totocalcio. <<Si tratta di un discorso complesso _ spiega Carai _ che coinvolge non solo il giocatore, ma tutte le persone care che gli stanno intorno. Chi ci può contattare, infatti, non è solo il giocatore, che è poi il più restio ad ammettere di avere un problema con il gioco, ma anche un familiare; il suo coinvolgimento nella terapia, infatti,parte dalla constatazione che il giocatore coinvolga nelle proprie perdite l'intera famiglia con conseguenti problematiche economiche, relazionali e sociali>>. L'analisi e l'obiettivo che la terapia si propongono per realizzare un cambiamento non sono rivolte cioè solo al portatore del sintomo, ma a tutto il nucleo familiare. <<Questo fa sì che i familiari si rendano che partecipano alla terapia di gruppo _ puntualizza il responsabile di Olbia _ , con o senza il giocatore d'azzardo, si rendano conto che il problema è di tutti i componenti familiari; gradatamente con l'analisi delle relazioni la famiglia consegue dei cambiamenti permettendo al giocatore, se non ancora presente nel gruppo, di entrarvi>>. Spesso accade che i membri della famiglia non siano in grado di vedere ciò che accade sotto i loro occhi, o che fingano di non vedere convincendosi che non è capitato a lui questa situazione. Il tema del gioco d'azzardo è al centro delle prime sedute, poi attraverso una difficile esplorazione tutto viene ridefinito <<fino a portare alla luce ciò che il gioco copriva come una coltre di ghiaccio>>. <<Dopo due anni di terapia _ aggiunge il dottor de Luca possiamo considerare superata la fase del gioco-non gioco; emergono però ansia, rabbia, angoscia relative ad una vita che comincia ad essere considerata dal giocatore senza particolari rischi, non condotta al limite. Il compito della psicoterapia è quello di elaborare tutto questo materiale individuando tempi e modi di conclusione della terapia riconsegnando le famiglie alla vita di ogni giorno, una vita da vivere senza il gruppo di terapia, senza quell'involucro che garantiva comunque una protezione>>.
Per contattare l'equipe terapeutica di Olbia, in via Ghiberti 54, i numeri sono 0789-552296 e 079-678334 (Tempio) tutti i giorni dalle 8 alle 12; maggiori informazioni anche sul sito www.sosazzardo. it